|
 | Gruppo di lavoro |  |
| | |
 | Didattica |  |
| | |
 | Ricerca |  |
| | |
 | Altri Siti Unimi |  |
| | |
|
|
|
|
|
|
|
|
 | pag.1 |  |
 | |  |
| Storia del pensiero agronomico Occidentale Di Stefano Bocchi ...............................................................................................

AGRICOLTURA, SPECCHIO DI CIVILTA'. Ogni agricoltura è frutto dell'interazione fra elementi naturali e le espressioni di civiltà dell' uomo, nelle diverse epoche. Tale risultante, forse unica nei settori delle attività umane per complessità di aspetti che interagiscono, è anche lo specchio più limpido del livello di consapevolezza che l'uomo ha del rapporto con il mondo biologico e della sua appartenenza e dipendenza dai cicli naturali dai quali egli trae vita fisica e spirituale. Per Giovanni Haussmann il rapporto che ogni società stabilisce nei confronti della 'terra' è anche il miglior indicatore del livello di civiltà da essa raggiunto. Nel tracciare le evoluzioni del pensiero agronomico occidentale è utile ricordare che esistono, all'interno dell'area geografica cui apparteniamo, differenti sensibilità e strutturazioni di tale rapporto; tuttavia, per necessità di semplificazione, si prende in genere in esame il mondo occidentale nel suo insieme perché è possibile tracciare alcune peculiarità che, da un punto di vista storico e di sviluppo di pensiero scientifico e tecnologico, lo distinguono dalle altre civiltà. A ciò va aggiunto che, nel quadro più ristretto relativo all'Italia, e riferendosi agli ultimi secoli, una certa prevalenza di interessi verso il pensiero umanistico-letterario ha determinato una generale diffidenza o indifferenza verso il mondo scientifico e tecnologico. Al recente interesse nei confronti di una certa parte del mondo tecnologico, stimolato dagli interessi del mercato delle telecomunicazioni e dell'informatica, non è corrisposto un equivalente sviluppo scientifico e culturale. Le scienze biologiche, in questo quadro, soffrono in modo particolare, e l'agronomia e l'ecologia agraria, che affondano le proprie radici in questi ambiti, risultano ancor più in svantaggio. A differenza di altri paesi, nei quali l'agricoltura e il pensiero agronomico rivestono ancora oggi un ruolo di primo piano nella cultura storica, geografica ed economica, in Italia la distanza tra cultura e agricoltura appare ancora forte. La storia dell'agronomia, articolata e complessa, pur in generale sintonia con le evoluzioni della civiltà e della cultura, ha mantenuto elementi di autonomia dalle altre scienze e dalle discipline umanistiche. (segue a pag.2 ..)
| |
|
 | pag.2 |  |
 | |  |
| Storia del pensiero agronomico Occidentale Di Stefano Bocchi ...............................................................................................

CENNI DI STORIA DEL'AGRICOLTURA. Il passaggio dalla condizione di raccoglitore alla condizione di agricoltore stabile viene effettuato dal genere umano attraverso una successione di fasi. La prima può essere ricondotta al processo di migrazione dovuta all'espansione dell'ultima glaciazione. Questa espansione avviene in tempi e modi diversi nelle varie aree geografiche e come è noto non è stata uniforme nell'emisfero Boreale, arrivando ad interessare ampi territori dell'Asia Orientale. La discesa verso sud di genti che fuggono dal freddo determina addensamenti demografici particolarmente significativi nella fascia compresa fra il 40 e il 30 ° lat Nord del Vecchio Mondo (la fascia nel Nuovo Mondo deve essere spostata di almeno 10° verso l'equatore, vale a dire verso l'America Centrale). La nuova, più alta pressione demografica, determina nuove lotte e ulteriori migrazioni. Mentre la popolazione si accresce i ghiacciai cominciano a ritirarsi e l'ambiente si riscalda, senza tuttavia tornare a quello precedente alla glaciazione. Dopo una fase transitoria piovosa, la minore intensità termica del clima e le mutate correnti aeree riducono l'evaporazione dai mari e deviano le precipitazioni verso altre direzioni, tanto che la zona abitata diviene più asciutta. La vegetazione diviene più rada, composta da specie meno fruttifere, spesso inadatta ad ospitare quella fauna prima esistente e oggetto di caccia. Tale inaridimento rompe gli equilibri di simbiosi uomo-terra che si era creato prima della glaciazione. Sorgono ora due domande (Haussamann, 1986). La prima: pur con tali mutamenti e spinte alla ricerca di nuove soluzioni, quale può essere la fonte di ispirazione che porta alla trovata della coltivazione (è stata vista come un salto di qualità nelle reazioni umane, che in precedenza avevano visto nella fuga la soluzione più frequente; ora la risposta non è la distruzione di quanto si trova, ma il tentativo di riprodurre la vita) ? Si tenga conto che secondo autorevoli studiosi l'esistenza primitiva non risultava affatto opprimente e priva di tempo libero, in quanto l'attività di caccia e raccolta occupava solo 2 o 3 ore al giorno per soddisfare le esigenze del gruppo e forniva cibi per circa 3.000 calorie al giorno; le molte ore disponibili erano probabilmente dedicate al sonno e agli svaghi. (segue a pag.3 ..)
| |
|
 | pag.3 |  |
 | |  |
| Storia del pensiero agronomico Occidentale Di Stefano Bocchi ...............................................................................................

Non è una società sprovveduta quella che decide di sottrarsi alla vita nomade e alle attività di raccolta per dedicarsi imprevedibilmente e improvvisamente alla coltivazione e all'allevamento.La seconda: perché ci si arriva solo dopo la terza glaciazione? A questa seconda domanda si è cercato di rispondere sottolineando che solo nel periodo interglaciale precedente, l'evoluzione degli ominidi era giunta a selezionare l'Homo sapiens, dotato di capacità riflessive. Comunque sia la giustificazione della 'scoperta', con essa si avvia la storia che ha come cardine principale e carattere evolutivo il rapporto stabile e continuativo dell'uomo con la terra.Tale scoperta avviene indipendentemente e asincronicamente, ma con caratteri simili in diversi centri geografici (teoria del poligenismo originario dell'agricoltura). Da ricerche di paleobotanica, iniziate da Vavilov, si sono potute individuare alcuni centri di origine e diffusione delle specie coltivate.
I CENTRI DI ORIGINE DELLE PIANTE COLTIVATE. Il processo di addomesticamento è avvenuto attraverso una progressiva scelta e moltiplicazione di esemplari di piante più adatte a rispondere alle esigenze della nuova società non più nomade: questa fase probabilmente durò per tutto il periodo della coltivazione occasionale e integrativa e quindi anche per qualche millennio prima della stabilizzazione definitiva delle specie vegetali scelte e che sono giunte, direttamente o attraverso una discendenza migliorata, fino ai nostri giorni.
| |
|
| 
...............................................................................................

| |
|
| 
...............................................................................................

| |
|
| 
...............................................................................................

| |
|
| 
...............................................................................................

| |
|
|
|
 | Materiale didattico |  |
| | |
 | vuoto |  |
| | |
 | vuoto |  |
| | |
 | vuoto |  |
| | |
 | vuoto |  |
| | | |
|