Giurisprudenza: un Corso postlaurea
per futuri avvocati e magistrati

Dei 15.000 laureati in giurisprudenza ogni anno nel nostro Paese, ben 1.500 escono attualmente dalla Facoltà di Giurisprudenza di Via Festa del Perdono.
Solo una quota relativamente ridotta di questi neolaureati tuttavia - intorno al 15% -diventerà dopo la laurea "giurista" in senso proprio, eserciterà cioè le professioni legali classiche: avvocatura, magistratura, notariato. I dottori in legge che vi aspirano devono infatti superare difficili prove di esame e di concorso: basti considerare che entrano annualmente in magistratura dai 100 ai 200 laureati in tutta Italia e circa altrettanti diventano notai. Di gran lunga più numerosi sono gli avvocati, fermo restando che anche per l'esercizio dell'avvocatura occorre superare la prova per la nomina a procuratore legale e che le Commissioni d'esame sono divenute negli ultimi anni alquanto severe.
Per questi motivi, è sembrato necessario alla Facoltà giuridica di Milano istituire un Corso di perfezionamento annuale per preparare i giovani all'esercizio delle professioni legali ed ai relativi concorsi di accesso, integrando la formazione degli anni precedenti alla laurea.
Il Corso impegna i neolaureati per tre pomeriggi alla settimana con attività di taglio essenzialmente pratico: seminari su casi concreti, simulazione di processi, assegnazione e correzione di temi, di pareri, di atti giudiziari. I docenti sono in prevalenza avvocati e magistrati, scelti e coordinati da una Commissione composta da professori della Facoltà. Il Corso è a numero chiuso: 80 posti all'anno, più 20 posti per studenti laureandi uditori, suddivisi in quattro classi di 20-25 frequentanti. L'ammissione si determina mediante una graduatoria formulata in base al voto di laurea (le domande sono infatti in notevole eccedenza rispetto ai posti disponibili). Al termine del Corso viene rilasciato un diploma con giudizio finale fondato sulle valutazioni individuali dei singoli docenti.
Giunto ormai al quarto ciclo di attivazione, il Corso di perfezionamento ha ottenuto quest'anno un riconoscimento ufficiale da parte del Ministero della Giustizia: chi lo avrà seguito con esito positivo potrà limitare ad un solo anno (anziché due) il tirocinio presso uno studio professionale richiesto dalla legge per accedere all'esame di procuratore legale.

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Provvedimenti per i megatenei

Il presente numero era già composto per la stampa, quando gli organi di informazione hanno dato notizia dell'inserimento nel ddl collegato alla prossima legge finanziaria di una norma grazie alla quale dovrebbe diventare possibile, su iniziativa del ministro Berlinguer, frazionare gli Atenei con il più alto numero di iscritti. Su tale progetto e sulle implicazioni che esso presenta, più in particolare per la nostra Università, ritorneremo nel prossimo fascicolo.

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Tasse e contributi universitari:
i nuovi criteri

A seguito delle ripetute richieste avanzate da tutte le rappresentanze degli studenti elette al suo interno, il Consiglio di amministrazione, d'intesa con il Senato accademico, ha rivisto la composizione delle fasce ai fini della determinazione dei contributi universitari. In primo luogo, per alleggerire l'onere a carico degli studenti appartenenti alle prime 3 fasce di reddito, il Consiglio ha deliberato di portare da 6 a 8 il numero complessivo delle fasce stesse.
Per la prima volta poi, in applicazione sia del DPCM 13/4/1994 che della legge n. 537/1995, oltre a considerare il reddito in funzione della composizione del nucleo familiare, il Consiglio di amministrazione ha esaminato le differenti tipologie di reddito, evidenziando in particolare tutte quelle diverse dal reddito da lavoro subordinato o da pensioni, ed ha in seguito provveduto alla determinazione del relativo importo contributivo.
Il Consiglio ha inoltre deliberato di ridurre gli importi dei contributi a carico degli studenti appartenenti a nuclei familiari con soli redditi da lavoro dipendente o da pensioni, tenuto conto che la normativa sopra richiamata dispone che la condizione economica dello studente vada individuata sulla base della natura e dell'ammontare del reddito, della situazione patrimoniale e dell'ampiezza del nucleo familiare. Va peraltro ricordato che gli studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi possono beneficiare sia delle borse ISU, che comportano l'esenzione da tasse e contributi, sia delle altre forme di esonero previste dall'Ateneo.

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