Ormai per molti colleghi far quadrare il bilancio domestico è un'impresa da premio nobel dell'economia: da un lato l'aumento di tasse e prezzi, dall'altro i nostri stipendi fermi al 2009, se a questo si aggiunge il rischio che l'una tantum del fondo comune d'ateneo per il 2013 sia inferiore a quella del 2012, si può ben comprendere il malcontento e la frustrazione sempre più serpeggianti tra il personale tecnico amministrativo.

Dopo essere riusciti a maggio a far elargire la prima rata dell'una tantum, abbiamo proseguito a chiedere in tutte le sedi (l'ultima volta all'incontro sindacale del 9 ottobre e col comunicato del 10 ottobre) che entro l'autunno venisse corrisposta la seconda rata (equivalente a quella di ottobre 2012) sommata alla differenza tra quella dell'aprile 2012 e del maggio 2013.
Si tratta di importi oscillanti tra i 300 e i 400 € a testa e che avrebbero un impatto minimo sul bilancio dell'ateneo; bilancio che, ricordiamo, ha circa 31.000.000 di euro di avanzo non vincolato.
Ad oggi non abbiamo ancora avuto risposta, ma non per questo demordiamo e, anzi, rilanciamo impegnandoci a denunciare nei prossimi giorni i numerosi casi di spese superflue sulle quali si potrebbe agire per recuperare i fondi necessari a dare una boccata d'ossigeno ai nostri scheletrici stipendi.

DIFENDIAMO I NOSTRI STIPENDI - CHIEDIAMO L'UNA TANTUM SUL FONDO COMUNE