1) Lotta per il rinnovo del contratto e la difesa dei diritti

Non possiamo rassegnarci a rimanere fino al 2014 con lo stipendio inchiodato. Dal CCNL dipendono anche diverse voci della contrattazione decentrata.
I diritti sanciti dallo statuto dei lavoratori non devono essere messi in discussione.

2) Difesa del nostro potere d’acquisto

Anche in assenza del CCNL dobbiamo cercare di difendere il nostro potere d’acquisto.

Dobbiamo salvaguardare i ticket, pur sapendo che dal 2011 non può esserne aumentato il valore facciale (chi afferma di puntare a un loro aumento, purtroppo, non fa che prendere in giro i lavoratori).

Dobbiamo aumentare la distribuzione a pioggia del Fondo comune d’ateneo, alimentando il fondo con voci di bilancio finora escluse.

Dobbiamo, come era stato convenuto prima degli interventi di Tremonti e Brunetta, arrivare a corrispondere a chi ha effettuato la progressione autofinanziata lo stipendio del livello economico conseguito.

Dobbiamo aumentare il contributo sul fondo di mobilità casa-lavoro e rivedere il meccanismo dei sussidi ai lavoratori.

3) Riorganizzazione

Il messaggio che abbiamo inviato e continueremo a inviare all’amministrazione è semplice: non è possibile riorganizzare positivamente l’ateneo senza coinvolgere i lavoratori. In questa direzione ci impegnamo a chiede di coinvolgere attivamente nella riorganizzazione le rappresentanze del personale t-a dei dipartimenti.

4) Orario

L’attuale organizzazione degli orari di lavoro è abbastanza favorevole (in relazione con altri luoghi di lavoro), ma migliorabile. Da anni abbiamo chiesto, insieme a tutta la RSU, di portare la pausa minima timbrata a ½ ora. Ulteriori modifiche dovranno essere subordinate alla consultazione di tutti i lavoratori.

5) Funzionamento della RSU

Non è ammissibile che le assenze possano paralizzare il funzionamento della RSU. Dobbiamo approvare un regolamento che, salvaguardando la democraticità delle decisioni, permetta di lavorare e svolgere il nostro mandato.
Ci impegniamo a chiedere le dimissioni dei delegati che non riescono più a garantire la presenza, a cominciare ovviamente da quelli della nostra lista, facendo delle verifiche semestrali. Ci  impegnamo anche a  comunicare la presenza e la assenza dei delegati eletti nella nostra lista e chiediamo a tutta la futura RSU di fare altrettanto.
Come già fatto in passato, in occasione delle future elezioni del Senato Accademico sosterremo l’incompatibilità tra rappresentanti RSU e rappresentanti negli organi di governo e auspichiamo che tutta la RSU faccia altrettanto. La componente Cgil si propone poi l’obiettivo di garantire una alternanza dei componenti della rappresentanza eventualmente anche con una limitazione del numero dei mandati dei candidati eletti.

6) Contrattazione e mobilitazione

Sono i nostri principali strumenti di lotta, che devono vedere il sempre maggior coinvolgimento dei lavoratori. Senza mobilitazione, senza sostegno e partecipazione dei lavoratori non può esserci una seria contrattazione e non si possono ottenere risultati.
Ricordiamoci che il prossimo CDA avrà un’impronta manageriale, che il nuovo statuto considera ben poco la componente dei tecnici amministrativi, e che il rettore e il direttore generale godranno di grandi poteri. La nostra voce in capitolo dovremo conquistarcela. Per questo presentiamo una lista di candidati appartenenti a gran parte dei luoghi di lavoro e delle professionalità presenti. Il nostro obiettivo è allargare significativamente la sindacalizzazione dell’ateneo.

 

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