306. Descrivete il bulbo oculare.

Il bulbo oculare ha una forma pressochè sferica, con diametro di circa 2,5 cm. Si presenta di colore bianco candido per la presenza di una tonaca esterna fibrosa, la sclera, che anteriormente riduce il proprio raggio di curvatura costituendo una porzione sporgente e trasparente, la còrnea. Nella parte posteriore la sclera presenta un'apertura per la fuoruscita del nervo ottico. La parete del bulbo oculare è formata da tre tonache sovrapposte: oltre alla sclera, è presente una tonaca intermedia di connettivo ricco di vasi sanguigni, l'ùvea o corioidea e più internamente la tonaca nervosa o rètina. Quest'ultima riveste internamente il bulbo oculare fino all'ora serrata. All'interno del bulbo oculare sono presenti formazioni trasparenti per il passaggio dei raggi luminosi e la loro focalizzazione sulla retina: l'umore acqueo, il cristallino e il corpo vitreo: assieme alla cornea, costituiscono i mezzi diottrici dell'occhio. Mentre nella sclera l'intreccio di fibre collagene è disposto in modo da impedire il passaggio della luce, nella còrnea i fasci di fibre si dispongono in modo da dare trasparenza allo strato connettivale, che viene mantenuto idratato sia dal liquido congiuntivale che dall'umore acqueo posteriormente alla còrnea stessa.

Poco prima di raggiungere la còrnea, l'ùvea si modifica ampiamente formando il corpo ciliare, una corona circolare ispessita dalla quale dipartono radialmente sottili filamenti tendinei che vanno ad inserirsi sulla circonferenza del cristallìno, una lente biconvessa del diametro di circa 1 cm, a doppia curvatura. Nello spessore del corpo ciliare una complessa muscolatura liscia costituisce il muscolo ciliare, con la funzione di modificare la curvatura del cristallino e quindi di mettere a fuoco oggetti posti a diversa distanza (accomodazione). Anteriormente al corpo ciliare l'ùvea di differenzia in un anello appiattito al davanti del cristallino, provvisto di un foro centrale, la pupilla. Il disco, detto iride, presenta un anello di muscolatura liscia che provoca il restringimento della pupilla (miòsi) ed è sotto il controllo della componente parasimpatica del III paio dei nervi cranici (n.oculomotore comune). Posteriormente allo sfintere, un altro complesso di cellule muscolari lisce, controllato dall'ortosimpatico, provoca la dilatazione della pupilla (midrìasi). L'iride è caratteristicamente pigmentata. La porzione di ùvea posteriore al corpo ciliare è detta corioidea e il limite è rappresentato dall'ora serrata, dove la rètina perde le sue caratteristiche di formazione nervosa.

La camera presente tra cornea e iride, così come lo spazio tra iride e faccia anteriore del cristallino, è riempita di umore acqueo, un liquido trasparente che trasuda dai capillari del corpo ciliare, mentre la parte dell'occhio posteriore al cristallino è occupata dal corpo vitreo, una formazione gelatinosa incolore e trasparente sostenuta da un reticolato di sottilissime fibrille collagene immerse in una matrice ricca di acido ialuronico.

La rètina è la tonaca nervosa dell'occhio, che riveste internamente fino all'ora serrata. Deriva da un'estroflessione della vescicola diencefalica dell'embrione, che si allontana verso la superficie della testa rimanendo collegata ad esso mediante un fascio di fibre, che costituirà il nervo ottico. All'esame visivo (oftalmoscopico) la retina ha colore rosso-aranciato con visibili i vasi retinici convergenti verso la papilla del nervo ottico, un'area leggermente più chiara posta poco medialmente e in basso rispetto al polo posteriore del bulbo oculare. Poco lateralmente rispetto allo stesso polo è visibile un'area di circa 2 mm di diametro, di colore più scuro, con una piccola zona centrale depressa. Sono rispettivamente la màcula lùtea e la fòvea centralis, le aree della massima acuità visiva essendo densissime di coni, mentre la papilla è zona cieca, essendone priva. La retina è una lamina pluristratificata: lo strato più esterno, al limite con la corioidea, forma un epitelio pigmentato, con cellule ricche di granuli di melanina, con funzione di assorbimento della luce, ma anche funzione trofica nei confronti dei fotorecettori. Gli altri strati della retina sono costituiti da neuroni di vario tipo, i più caratteristici dei quali sono i fotorecettori, neuroni bipolari specializzati, stratificati più esternamente (a contatto con l'epitelio pigmentato) e rappresentati dai coni e dai bastoncelli. I neuriti dei neuroni più superficiali, a contatto con il corpo vitreo, si dirigono verso la papilla andando a formare il nervo ottico.

Figura EE