Titolo del giornale 
freccia
freccia
 
sommario | colophon | contatti | archivio    
anno 5 | numero 6
novembre - dicembre 2007
 
Una malattia riemergente: la tubercolosi
di L.R. Codecasa, M. Ferrarese
Centro Regionale di riferimento per il controllo della tubercolosi - Istituto Villa Marelli, A.O. Ospedale Niguarda Ca' granda, Milano
 
 
Valentina Bazzacchi "Retino"

Ritenuta nei paesi industrializzati una malattia infettiva ormai prevalentemente dell'anziano e probabilmente presto debellata, la tubercolosi a partire dagli anni ottanta Ŕ riemersa non solo nell'etÓ avanzata, ma anche in quella giovanile e pediatrica.
Vengono colpiti soprattutto coloro che vivono in condizioni socio-economiche scadenti e di denutrizione e che per tali motivi sono in uno stato di immunodepressione.
Per questo motivo in occasione della giornata per la lotta alla tubercolosi promossa dall'OMS, la TBC Ŕ stata definita "malattia della povertÓ e dell'emergenza sociale".
Infatti il micobatterio, che pu˛ restare latente nell'organismo per lungo tempo, Ŕ in grado di provocare la malattia soprattutto se il sistema immunitario si indebolisce, come avviene in soggetti affetti da altre patologie debilitanti (es: infezione da HIV).
Un sistema sanitario malfunzionante, come nei paesi in via di sviluppo o in circostanze come le guerre o i cambiamenti sociopolitici, aggrava la situazione, impedendo un adeguato accesso alle cure e una rapida guarigione, con l'aumentato rischio di trasmettere l'infezione alla popolazione e dell'insorgenza di ceppi resistenti.
Ogni anno secondo le stime dell'OMS, la tubercolosi Ŕ al secondo posto dopo l'Aids e prima della malaria tra le malattie infettive causa di morte nel mondo (1).

Epidemiologia della TBC nel mondo

Ogni anno vengono segnalati nel mondo 9 milioni di nuovi casi di TBC dei quali l'11% sono bambini di etÓ inferiore ai 15 anni (2) con 1,5 milioni di decessi.
Quasi un terzo della popolazione mondiale (1,6 miliardi di persone) Ŕ infettato dal bacillo tubercolare ed una persona su 10, tra quelle contagiate, manifesterÓ la malattia (3).
La TBC Ŕ responsabile del 2.5% di tutte le malattie trasmissibili e del 26% di tutte le morti prevenibili.
Per quanto riguarda la distribuzione della TBC nel mondo la tabella 1 mostra come prevalga chiaramente nei paesi in via di sviluppo (1).

Distribuzione geografica (aree W.H.O.)Nuovi casi di TBC nel 2004
ASIA SUDORIENTALE33%
AFRICA SUBSAHARIANA29%
PACIFICO OCCIDENTALE22%
MEDITERRANEO7%
EUROPA5%
AMERICHE4%
Tab. 1

L'effetto sinergico tra immunodepressione dovuta all'HIV e TBC Ŕ evidente dai dati seguenti:

l'incidenza della tubercolosi nel mondo cresce dell'1% all'anno, per il rapido aumento registrato in Africa (il numero dei casi di TBC Ŕ raddoppiato negli ultimi 10 anni soprattutto in Sud Africa ed il 70% dei soggetti HIV positivi presenta anche un'infezione tubercolare) (1) (Tab. 2).

Paesi africani ad elevata prevalenza di HIV400 casi/100.000
Paesi africani a bassa prevalenza di HIV200 casi/100.000
Europa dell'Estda 50 casi/100.000 nel 1990 a 110 casi/100.000 oggi
Tab. 2 AREE DEL MONDO IN CUI LA TBC E' IN AUMENTO

Epidemiologia della TBC in Italia

In Italia dalla seconda metÓ del 1900 fino agli anni '80 si registra un progressivo calo di frequenza della TBC.
Negli ultimi venti anni invece il trend Ŕ sostanzialmente stabile, mentre in altri paesi industrializzati Ŕ in costante diminuzione grazie ai programmi di controllo degli ultimi 15 anni.
L'Italia viene comunque ancora considerato un paese a bassa prevalenza di tubercolosi: si Ŕ passati da 10 casi/ 100.000 nel 1996 a 7.1 casi/100.000 nel 2005 con un decremento del 24% (1).
La mortalitÓ Ŕ passata dal 12% del 1995 al 10% del 2002 (1 caso/100.000).
Sono in aumento i casi registrati in cittadini non italiani (nel 1999 rappresentavano il 22%, nel 2005 il 44%).
La classe di etÓ pi¨ colpita Ŕ quella anziana, anche se si registra un lieve aumento tra i giovani.
La tubercolosi riemerge anche in etÓ pediatrica soprattutto, ma non solo, in bambini immigrati, adottati all'estero o nati in Italia da genitori stranieri (la prevalenza nei bambini stranieri Ŕ 2.5%, nei bambini italiani 0.2%).
Il sistema di notifica dei casi di tubercolosi del Ministero della Salute Ŕ un elemento indispensabile nel programma di controllo della malattia, ma Ŕ purtroppo noto come in molti casi sia disatteso.
Nella sola Lombardia un controllo incrociato tra notifiche, segnalazioni di laboratorio e S.D.O. con diagnosi di TBC attiva nelle prime due voci hanno consentito di identificare nel 2002 una sottonotifica del 36% (5).
E' quindi ragionevole presupporre che i dati nazionali a disposizione per la tubercolosi siano alquanto sottostimati e che l'incidenza sia in realtÓ intorno a 10/100.000.
Da quanto detto la tubercolosi in Italia non rappresenta una vera emergenza sanitaria ma non Ŕ senz'altro una malattia debellata e da dimenticare.
Il fenomeno crescente dell'immigrazione da paesi ad alta endemia tubercolare Ŕ responsabile dell'aumentata circolazione nella popolazione del Micobatterio della tubercolosi ed anche di ceppi farmacoresistenti.
Una diagnosi tempestiva ed una terapia efficace sono le basi della strategia di eliminazione di questa malattia e quindi solo attraverso una stretta collaborazione tra specialisti e l'impegno da parte delle Strutture Sanitarie tale obiettivo sarÓ raggiungibile.


Fig. 1 Stime dei nuovi casi di TBC per 100.000 nel mondo.

frecciaTimbri e Cappuccetto Rosso per parlare di tubercolosi
di Flavia Bruno
frecciaLa libertÓ di critica scientifica e la diffamazione
di Sabrina Peron
frecciaEsperienze che fanno scuola
Di Beppe Morri
frecciaI colori del Natale
di Cristina Gandola
frecciaUna malattia riemergente: la tubercolosi
di L.R. Codecasa, M. Ferrarese


in libreria
frecciaLa scienza dei Simpson




frecciaEnglish version not available in this issue




Per non ricevere piu' il nostro giornale, inviare un e-mail a centrostudifarmaco@unimi.it con "remove" all'oggetto.



ISSN 1724-5893
 
Top   Printer version 

© 2003 - UniversitÓ degli Studi di Milano