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in primo piano di Flavia Bruno Direttore Responsabile
In questo numero si incontrano diverse donne. In comune hanno una grande sensibilità e una profonda passione per il lavoro. Un impegno importante per una donna che deve conciliare quotidianamente la vita professionale a quella privata. Nessun pentimento, anzi sempre alla ricerca di nuovi spazi dove la concretezza del lavoro si intreccia alla femminilità. E il loro sogno da bambine? Per alcune si è realizzato. Foto: Neuroni
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incontri di Michela Vuga Giornalista professionista, AGR - Gruppo RCS
"Due grandi scienziati, che ammiravo e ammiro, erano di fronte a me: lei è una "donnina", con lo sguardo che fa fatica ma che si illumina; lui è un "omone" che per un attimo sembra impacciato, poi il corpo si rilassa mentre si siede accanto a lei e le stringe le mani. Mi resi conto di avere lo stomaco stretto dall'emozione perché loro per primi ne erano sopraffatti: era, di fatto, il loro primo incontro". Foto: Salvador Dalì - Apparition of face and fruit dish
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obbiettivo puntato di Adriana Bazzi Inviata speciale per i temi di medicina del Corriere della Sera
"Non è famosa. Nessuno la conosce al di fuori dei confini del suo Paese, la Birmania, se non qualche turista straniero che si è spinto fino a Mingun, una delle quattro città antiche intorno a Mandalay, l'ultima capitale prima dell'occupazione inglese. Non è una scienziata e...". Foto: Ravel
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allievi in redazione a cura degli studenti del Master in metodi e tecniche della comunicazione nell'area salute 2005-2006
La Pharmakon Gazette di questo numero è dedicata al laboratorio "Interviste alla scienza" a cura di Paola Pastacaldi. Nel corso del modulo di "Analisi critica della stampa italiana e straniera", gli allievi del master hanno potuto conoscere uno degli strumenti principe del "comunicare i fatti": l'intervista. Foto: Neuroni e glia insieme
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scienza e ricerca Intervista a Maria Pia Abbracchio, responsabile del Laboratorio di Farmacologia Molecolare e Cellulare della Trasmissione Purinergica del Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell'Università degli Studi di Milano. di Stefania Grazioli
"All'estero la professione di ricercatrice è considerata al pari di quella svolta dall'uomo: ciò di cui ci si preoccupa è essenzialmente ciò che sai fare". "La mia esperienza è stata positiva, dopo la laurea ho trascorso molto tempo all'estero e non ho vissuto difficoltà o discriminazioni per il fatto di essere donna". Foto: Astrociti al microscopio
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Si ringrazia Adriana Maggi, direttore del "Centro di Eccellenza sulle Malattie Degenerative del Sistema Nervoso Centrale e Periferico" dell'Università degli Studi di Milano, per la gentile concessione delle immagini tratte dalla mostra "Usa il cervello" (Milano 17-22 marzo 2004).
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