Prof. Mauro Cremaschi
Università Statale di Milano
Dipartimento di Scienze della Terra "A. Desio"
Via Mangiagalli 34, Milano
Tel. 02 50315546
Fax 02 50315494
E-mail: mauro.cremaschi@unimi.it


Professore associato di Geologia del Quaternario per la scuola di Specializzazione in Archeologia della Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Milano.
Docente del corso di Geoarcheologia per il master di primo livello, promosso dall'Università di Milano, dal titolo "Le Scienze per i Beni Culturali".



Temi di ricerca

La ricerca che svolgo rientra nell'ambito della Geografia Fisica e Geomorfologia, per quanto concerne il modellamento recente delle terre emerse ed i cambiamenti del clima. Ha per oggetto forme, depositi e suoli: intende descriverne le caratteristiche ed individuarne l'età ed i fattori che hanno presiedono alla loro evoluzione ed in particolare i mutamenti paleoambientali ed il lavoro dell'uomo.
I metodi che applico sono geomorfologici, sedimentologici e paleopedologici, comprendendo le tradizionali tecniche della cartografia geomorfologica e pedologica, lo studio di sequenze sedimentarie e di suoli con tecniche di campo e di laboratorio, nonché tecniche innovative, come la micromorfologia, in contesti naturali ed antropici (depositi archeologici).
La mia produzione scientifica consiste dei centoquarantuno articoli a stampa elencati in appendice, comparsi su riviste italiane e straniere, tra le quali un volume di cui sono autore, due volumi di cui sono co-autore e tre monografie in lingua inglese di cui sono curatore .
I principali temi della ricerca documentati nelle pubblicazioni a stampa e, sia pure succintamente, nelle quindici pubblicazioni scelte per essere sottoposte alla procedura di valutazione comparativa alle quali si fa specifico riferimento, sono:

- Rapporto fra forme e suoli, in particolare per quanto riguarda l'alterazione delle superfici geomorfologiche, sotto l'azione combinata del clima e del tempo. Numerose mie pubblicazioni sono dedicate allo studio dei paleosuoli alle medie latitudini e nelle aree desertiche. Oltre agli studi regionali, sono pervenuto ad una interpretazione dinamica dei corpi pedologici - i paleosuoli tipo ferretto, che ho denominato vetusuoli -. Questi paleosuoli, ben noti ai geomorfologi che si occupano di superfici terrazzate, sono approfonditamente discussi nella mia tesi di dottorato (Cremaschi, 1987) ed in alcuni piu' recenti lavori, comparsi su riviste nazionali ed internazionali ( cfr. Cremaschi e Busacca 1995; Cremaschi e Trombino, 1998). I corpi pedologici , ritenuti dai precedenti autori frutto di pedogenesi interglaciale, sono in verita' il prodotto di processi pedogenetici perdurati a lungo nel tempo, controllati specialmente dalla continuita' del processo pedogenetico e dalla stabilita' geomorfologica delle superfici ad essi sottesi. Gli effetti delle variazioni climatiche pleistoceniche si colgono in essi nel lungo periodo , sia sulla base delle caratteristiche pedologiche, sia grazie alla presenza di coltri eoliche al tetto dei paleosuoli stessi. Le caratteristiche dei paleosuoli, forniscono comunque significativi indici per valutare l'eta' delle superfici geomorfologiche. Nella mia produzione scientifica questo tema è documentato da diverse pubblicazioni e da un manuale (Cremaschi M. e Rodolfi G., Il suolo, NIS, 1991) che contiene specifici capitoli sui paleosuoli e sulle applicazioni della micromorfologia in questo ambito.

- La vernice del deserto e' un importante aspetto dell'alterazione dei versanti in roccia, diffusamente trattato nella letteratura geomorfologica. Ne ho studiato alcuni aspetti , specie nel deserto sahariano, per porne in luce processi formativi, significato paleoclimatico e cronologico, al fine di stimare l'eta' dei petroglifi ad essa connessi . Le mie ricerche hanno confermato l'origine batterica ed esogena della vernice del deserto e pongono in luce le sue connessioni con i mutamenti climatici delle regioni aride.

- L'evoluzione recente delle pianure fluviali in rapporto a variazioni climatiche e neotettoniche. L'area di studio sulla quale mi sono concentrato riguarda principalmente la pianura padana. Sono coautore di numerosi studi geomorfologici e stratigrafici, basati su datazioni radiocarboniche, nonche' della carta geomorfologica della pianura padana edita da G. B. Castiglioni per la quale ho partecipato alla complessa elaborazione della legenda, concentrando il mio lavoro di rilevamento sulla provincia di Reggio Emilia e sulla pianura cremonese. Lo studio dei paleoalvei olocenici padani (Cremaschi e Papani , 1975 ; Cremaschi , 1979), oltre a mettere in luce i condizionamenti della neotettonica, ha permesso di identificare nella cultura delle terramare (media età del Bronzo) la prima civiltà che è intervenuta sulla rete idrica, esercitando un importante controllo territoriale ( Cremaschi, 1997).
Ho avuto modo di studiare i paleoalvei del delta del Murgab, del deserto del Kara Kum (Turkmenistan) ( Cremaschi , 1998) , ponendo particolare attenzione allo studio e alla datazione delle forme in rapporto alla distribuzione degli insediamenti archeologici. L'indagine geomorfologica da me svolta confuta l'opinione consolidata che i centri urbani dell'età del Bronzo fossero connessi ad oasi e dimostra invece come l'intero delta fosse un'ampia pianura fluviale, desertificata in tempi assai più recenti.

- Lo studio paleoambientale dei riempimenti di ripari sottoroccia e cavità carsiche, finalizzato alla ricostruzione dell'evoluzione dei paesaggi ( Cremaschi , 1990) . Grotte e ripari sono archivi naturali privilegiati per la conservazione delle tracce geologiche dei mutamenti climatici degli ambienti ad esso esterni. Ho condotto lo studio dei riempimenti di ripari e cavità con i metodi tradizionali della litostratigrafia, della sedimentologia e mediante la micromorfologia. Numerosi lavori della mia produzione scientifica sono dedicati allo studio dei depositi in grotta sia delle Prealpi venete, sia dell'Italia meridionale ed hanno permesso di ricostruire una stratigrafia fine per il Pleistocene superiore, specialmente nelle grotta di Fumane e nel Riparo Tagliente, entrambe sui Lessini (VR). Mi sono occupato dei riempimenti olocenici, specialmente per le cavità dei massicci sahariani che sono costituite principalmente da depositi antropogeni, ma consentono di seguire nel dettaglio l'affermarsi del periodo umido olocenico ed il suo successivo declino.

- I depositi eolici pleistocenici (loess ed eolianiti), quali indicatori paleoambientali del periodo glaciale ( Cremaschi e Lanzingher 1987; Cremaschi, 1987 ; Cremaschi, 1992). Lo studio, che ha preso inizio dall'ambito padano, si è poi esteso alle coste della penisola italiana e balcanica ed ad alcune isole mediterranee nonché alle aree peridesertiche del Sahara e della penisola arabica. Durante l'ultima glaciazione il bacino mediterraneo è dominato non solo da un sensibile abbassamento di temperatura, ma anche da una marcata aridità. Grazie all'arretramento della linea di costa fino al meridiano di Ancona, la pianura padana diventa l'estrema propaggine occidentale del bacino pannonico e, come questo, sede di deposizione loessica. Nell'intero Mediterraneo, come conseguenza del rafforzamento dei venti occidentali, un forte sviluppo della morfogenesi eolica si traduce lungo le coste occidentali italiane e della penisola dalmata, nonché su numerose isole, nel depositarsi di dune eoliche (eolianiti) ( Carrara, Cremaschi, Dai Pra' 1995).

- Mutamenti climatici ed ambientali olocenici nelle aree desertiche. Nell'ultimo decennio l'ambito della mia ricerca si è spostato a Sud delle regioni mediterranee e riguarda la morfogenesi olocenica nei deserti, al fine di ricostruire in dettaglio i mutamenti climatici connessi alla risalita della fascia di convergenza intertropicale ( ITCZ), avvenuta diecimila anni fa, al suo ritiro avvenuto circa cinquemila anni fa ed alla conseguente riconquista dei territori perduti da parte dei deserti. I risultati di queste ricerche sono sintetizzati nel volume Wadi Teshuinat, paleoenvironment and Prehistory in South - Western Fezzan , di cui sono coeditore con S. Di Lernia, bene accolto nell'ambiente specialistico ed oggetto di diverse favorevoli recensioni. Alle stesse tematiche sono inoltre dedicate alcune presentazioni a recenti convegni, ed alcuni articoli recentemente comparsi. ( Cremaschi , 2001 , 2002)

- Forme, suoli e sedimenti recenti come memoria storica dell'impatto del lavoro umano sull'ambiente e dell'adattamento delle culture antropiche alle variazioni climatiche. Le relazioni uomo-ambiente nel passato sono un tema che coinvolge profondamente le Scienze della Terra in generale e la Geografia Fisica in particolare - per gli aspetti dei cambiamenti del clima e della conservazione dei beni culturali archeologici - , malgrado il settore disciplinare di pertinenza - la Geoarcheologia - non abbia ancora una esplicita collocazione nell'ordinamento degli studi. A questo tema, che è il filo conduttore di molte delle mie ricerche geomorfologiche, paleopedologiche e quaternaristiche, ho dedicato numerosi lavori, tra cui un recente manuale (Cremaschi M., Manuale di Geoarcheologia, Laterza, 2000). I casi di studio trattati si distribuiscono, solo per segnalarne alcuni, in area padana (loess pedecollinari e siti paleolitici; forme periglaciali e siti mesolitici dell'alto Appennino e delle Alpi centrali; siti neolitici, uso del suolo e disboscamento; terramare ed evoluzione olocenica della pianura) e nelle aree desertiche (sultanato d'Oman e Sahara centrale). Le zone aride sono risultate particolarmente adatte allo studio dei rapporti uomo-ambiente e a dimostrare come gli imperativi climatici spingano ad elaborare modelli diversificati di sfruttamento territoriale.




Pubblicazioni recenti

- Cremaschi M., F. Negrino, 2001. An abrupt transition at 8700 yr. BP in the caves of Jebel Qara (Dophar) Sultanate of Oman. Geoarchaeology (accettato per la stampa).

- Cremaschi M., 2001. Holocene climatic changes in an archaeological landscape: the case study of wadi Tanezzuft and its drainage basin (SW Fezzan, Libyan Sahara). Libyan Studies 32 (2001) pp. 3-27.

- Cremaschi M., Ferraro F., 2001. Processi formativi e significato paleoambientale delle unità 22-24 (Aurignaziano - Gravettiano) In Palma di Cesnola A.C., I livelli Aurignaziani di Grotta Paglicci, Manfredonia, in stampa

- Cremaschi M., Di Lernia S., 2001. Environment and settlements in the mid - Holocene palaeoasis of the wadi Tanezzuft (Libyan Sahara). Antiquity, 75, pp. 23-58.

- Bernabò Brea M., Cremaschi M., 2001. Il villaggio piccolo della terramara S. Rosa di Poviglio (Reggio Emilia) identificazione delle strutture abitative. Atti della trentacinquesima Riunione Scientifica dell'Istituto di Preistoria e Protostoria, in memoria di Luigi Bernabò Brea, Lipari, 2000 - in stampa.

- Martini M., Sibilia E., Croci S., Cremaschi M., 2001. Thermoluminescence (TL) dating of burnt flints: problems, perspectives and some example of application. Journal of Cultural Heritage 2, Elsevier, pp. 179-90.

- Cremaschi M. , 2002. Late Pleistocene and Holocene climatic changes in the Central Sahara. The case study of the southwestern Fezzan, Libya. In F.A. Hassan ( ed.) Droughts, Food and Culture, Kluwer Academic, New York pp. 65 - 81

- Bernabo' Brea M. , Cremaschi M. . 2002. Il Villaggio Piccolo della Terramara di S. Rosa di Poviglio. Scavi 1984 - 1992. Origines, Firenze (In stampa).

- Cremaschi M., Trombino L., Bernabò Brea M. & Bronzoni L. (2003). Il Villaggio Neolitico alla Razza di Campegine. Archeologia ad Alta Velocità in Emilia, Parma.


Lista completa




Congressi recenti

Mauro Cremaschi, Sandro Salvatori, Donatella Usai, Andrea Zerboni: A further ”tessera” to the huge “mosaic”: studying the ancient settlement pattern of the El Salha region (south-west of Omdurman, Central Sudan). International Symposium: Archaeology of the Earliest North-eastern Africa, Poznan Archaeological Museum, Luglio 2003.

Mauro Cremaschi, Chiara Pizzi, Andrea Zerboni: Contrazione ed espansione del deserto sahariano fra l’antico ed il medio Olocene. Il caso studio del sistema delta-lago di Garat Ouda (SW Fezzan, Libia). Il contributo della Geografia fisica e della Geomorfologia alla ricerca archeologica. Gonnesa (Ca), 2-4 Settembre 2003.

Mauro Cremaschi: The Southern boundary of the Mediterranean: new climate proxies for the Holocene of the Libyan Sahara. ICAANE - 4th International Congress on the Archaeology of the Ancient Near East Berlin, 29 Marzo - 3 Aprile 2004.

Mauro Cremaschi, Verushka Valsecchi, Daniele Morandi Bonacossi, Luca Trombino: Geoarchaeology of the surroundings of Tell Mishrife - Qatna. Palaeoenvironment and archaeological landscape. Eastern Mediterranean/Near Eastern Geoarchaeology Meeting 22nd - 23rd Maggio 2004.

Mauro Cremaschi: Evidence for Holocene climatic changes in central Sahara. Case study from the Western Fezzan. Conferenza ad invito presso l’Università di Berna, Gennaio 2004.

Mauro Cremaschi: Il contesto paleoambientale delle incisioni rupestri libiche. Giornate di studio in onore di Paolo Graziosi, IIPP, Firenze, 26 Maggio 2004.

Mauro Cremaschi: Origine e sviluppo delle oasi di wadi Tanezzuft. La prospettiva paleoambientale. Fehwet. Un villaggio garamantico nel Sahara libico - Scavi e ricerche recenti. CIRSA, Roma, 10 Giugno 2004.

Mauro Cremaschi, Andrea Zerboni: Holocene lacustrine deposits and archaeological sites in the Edeyen of Murzuq and in the Erg Uan Kasa: a threatened environment. The Sahara: Past, Present and Future, University of East Anglia, Norwich (UK) - June 22-24 2004.


Lista dei congressi dal 1996





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