La prima stazione meteorologica automatica su un ghiacciaio italiano: AWS1 Forni

 

 

E' stata installata la prima stazione meteorologica permanente automatica avanzata per il monitoraggio del microclima glaciale sulle Alpi Lombarde. E' frutto di anni di ricerche e esperienze in campo meteo-climatico e glaciologico da parte dell' Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Scienza della Terra "Ardito Desio") ed alla collaborazione con diversi enti. La stazione è stata installata il 26 Settembre 2005 sulla superficie del Ghiacciaio dei Forni, in Alta Valtellina, nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio, settore Lombardo nel punto WGS84

46° 23' 56.0" N
10° 35' 25.2" E
2669 m (quota ellissoidica)

 

 Il progetto è supportato da diversi enti che hanno concorso in varia misura alla riuscita dell'iniziativa. In particolare oltre all'Università degli Studi di Milano contribuiscono:
· AEM S.p.A.
· ARPA Lombardia (Milano; Sondrio-Bormio)
· Ev-K2-CNR
· IMONT
· Comitato Glaciologico Italiano
· IREALP
· Parco Nazionale dello Stelvio
· Comune di Valfurva
· LSI-Lastem- Settala (MI)
· CAI (Comitato Scientifico Centrale)
· Soccorso Nazionale Alpino e Speleologico VII Delegazione Valtellina e Valchiavenna-Stazione di Santa Caterina Valfurva
· Toro assicurazioni Ag. Mi- Bicocca-Fanelli MI
· Metalmeccanica Morcelli Semogo- Valdidentro (SO)

Il team scientifico che ha installato la stazione

Lo scopo della stazione (AWS o Automatic Weather Station) è fornire dati utili alla comprensione della evoluzione microclimatica supraglaciale (sulle Alpi Italiane ancora poco nota con dati sperimentali; le stazioni meteo attualmente funzionanti ad alta quota sono infatti collocate in ambiente glaciale, come quelle della Capanna Margherita della Regione Piemonte, del Passo della Lobbia in Adamello dell'Università di Brescia, della Marmolada dell'ARPA-Veneto, del Plateau Rosa, ma non direttamente su ghiacciaio). La stazione servirà anche alla modellizzazione della dinamica del Ghiacciaio dei Forni che con i suoi 12 km2 di area rappresenta il più grande ghiacciaio vallivo italiano (5 km di lunghezza massima e 10 km di larghezza massima). La stazione è composta da un logger BABUC-ABC a 20 canali e da diversi sensori ed è prodotta da LSI-LASTEM, azienda leader nel settore, già fornitrice di Ev-K2-CNR per la rete di monitoraggio climatico in altissima quota della Piramide del CNR all'Everest. Il quadripode in acciaio che sostiene la stazione ed i sensori è stato appositamente studiato e rappresenta un ottimo compromesso tra robustezza e adattabilità alla complessa superficie glaciale. Il passo successivo consisterà nel controllo remoto della stazione previo collegamento alla rete GSM consentendo così in tempo reale di conoscere le condizioni meteoclimatiche sulla superfcie del più grande ghiacciaio vallivo italiano.

 

  

La AWS del Ghiacciaio dei Forni

La stazione è omologa a quella ubicata sul Ghiacciaio del Morteratsch in Svizzera dai colleghi dell' IMAU (Institute for Marine Atmospheric Research) di Utrecht (NL). I dati che verranno acquisiti comprendono la temperatura dell'aria, l'umidità, la radiazione (con radiometro netto), pressione, intensità e velocità del vento, le precipitazioni, lo spessore del manto nevoso. Il Ghiacciaio dei Forni è inoltre già da un decennio inserito nel programma di monitoraggio per il calcolo del bilancio di massa glaciale a cura del Comitato Glaciologico Italiano e pertanto oltre ai dati microclimatici saranno disponibili anche dati di ablazione (ovvero perdita di spessore da parte del ghiacciaio). L'analisi congiunta dei dati di ablazione e di quelli meteorologici consentirà di determinarne le complesse relazioni. I dati verranno resi disponibili, oltre che agli enti che hanno supportato l'iniziativa, anche attraverso sito web dedicato. .

 

La scelta del Ghiacciaio dei Forni per questo progetto è sostenuta sia dal notevole interesse scientifico di questo sito (ricordiamo che su questo ghiacciaio le prime misure sono state effettuate nel 1895 dal CGI) sia dal consistente afflusso turistico (estivo con escursionisti ed alpinisti e invernale con sci-alpinisti). L'acquisizione di dati micrometeorologici permetterà anche di comprendere meglio la dinamica in atto sui settori superiori di questo ghiacciaio, in particolare per il Seracco del San Matteo.

 

 

 

 


Queste informazioni non saranno utili solo ai glaciologi ed agli addetti ai lavori ma anche a tutti coloro che vorranno conoscere tempo ed innevamento in quota per praticare sci alpinismo sul ghiacciaio o pianificare un'escursione in alta Valtellina. Per informazioni, segnalazioni o richieste dati inviate un email alla Dr. Diolaiuti (Responsabile Scientifico del Progetto)

 

 


C. Smiraglia e G. Verza vicino alla AWS1 installata in prova presso la sede del Soccorso Alpino di S. Caterina Valfurva

I volontari del Soccorso Alpino di S. Caterina insieme al Team Scientifico

scarica il volantino sulla stazione meteo

primi dati

scarica il poster sul seracco del S. Matteo