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programmi e materiali





Ajanta
Per i programmi dei corsi degli anni precedenti guardate vecchi programmi.
Quest'anno tutti i nostri corsi si tengono nel secondo semestre.

IMPORTANTE:
Per tutti i laureandi in materie indologiche: eccovi un file di INDICAZIONI PER LA STESURA E LA PRESENTAZIONE DELLA TESI, con le norme che siete tenuti a seguire nel vostro lavoro e molti consigli generali, in versione aggiornata secondo le nuove modalità di discussione. Vi preghiamo di leggere attentamente e di applicare con precisione le regole esposte. Per vostro uso, accludiamo anche un elenco di termini e di nomi di personaggi indiani (fino al XVIII secolo) in grafia semplificata e, a fronte, nella corretta traslitterazione con diacritici. Per scrivere correttamente con i diacritici, consigliamo, fra le varie possibilità, di usare la tastiera del sito https://www.lexilogos.com/keyboard/sanskrit_latin.htm.
Ricordiamo anche che, salvo accordi particolari, per facilitare la correzione e per esigenze legate all'organizzazione del lavoro, i laureandi sono pregati di non inviare i capitoli di tesi per email, ma di portarli stampati al ricevimento.


Indologia, 6/9 CFU
Prof. C. Pieruccini, secondo semestre
programma 2017-2018

ATTENZIONE, IMPORTANTE: I libri di Stanley Wolpert e di Sudhir e Katharina Kakar in programma risultano fuori catalogo e difficilmente reperibili. Per ovviare, guardate la pagina Ariel di Indologia, “Materiali didattici 2017-2018”.
All'inizio del corso, il libro Viaggio dell'India del Nord è risultato esaurito. L'editore tuttavia ne stamperà velocemente una nuova edizione riveduta, che sarà disponibile nelle librerie intorno al 20 marzo o poco dopo.

Completiamo qui il programma con le indicazioni dei testi mancanti per l'unità didattica B:
  • Vera Lazzaretti, Qui e altrove. Divinità trasposte, pellegrinaggi sostitutivi e immaginazione geografica nell’India del Nord, Edizioni Unicopli, Milano 2018. Il libro uscirà all’inizio di marzo.
    Capitoli e paragrafi da studiare:
    Premessa
    Capitolo I (integralmente)
    Capitolo II (integralmente)
    Capitolo III, pp. 73-82
    Capitolo IV, pp. 89-98, 123-126
    Capitolo V, pp. 127-142
    Capitolo VI, pp. 161-184, 200-201.

  • Amilcare Barbero e Stefano Piano, a cura di, Religioni e Sacri Monti. Atti del Convegno Internazionale, Torino, Moncalvo, Casale Monferrato, 12-16 ottobre 2004, ATLAS, Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, Ponzano Monferrato 2006.
    Saggi da studiare:
    Alberto Pelissero, “La montagna e il suo simbolismo in alcuni miti dell’India”, pp. 153-157; Satya Vrat Shastri, “Himālaya, la montagna sacra dell’India: i percorsi di devozione”, pp. 161-174 + ill.; Carlo Della Casa, “I monti sacri nella tradizione giainica”, pp. 201-209.
    Guardate la pagina Ariel di Indologia, “Materiali didattici 2017-2018”.

  • Lettura facoltativa: Knut A. Jacobsen, Pilgrimage in the Hindu Tradition. Salvific space, Routledge, London-New York 2013.
    Cap.1, “Concepts and sources”, pp. 4-18.
    Guardate la pagina Ariel di Indologia, “Materiali didattici 2017-2018”.

Storia dell'arte dell'India e dell'Asia Centrale, 6/9 CFU
Prof. C. Pieruccini, secondo semestre
programma 2017-2018
Nella pagina Ariel del corso, in Materiali didattici 17-18, abbiamo aggiunto una (unica) lettura integrativa per i 6 CFU (necessaria, naturalmente, anche per i 9 CFU, e per frequentanti e non).

Lingua e letteratura sanscrita, 6/9 CFU
Prof.ssa P.M. Rossi. Secondo semestre
programma 2017-2018
Programma definitivo per gli studenti frequentanti, anno acc. 2017-2018
Per il materiale si veda la piattaforma Ariel.

Laboratorio: L'estetica indiana attraverso le fonti testuali
Secondo semestre
dott. Chiara Policardi, ven., 14.30 – 16.30, aula M 203, via S. Sofia.
Inizio il ven. 16 marzo 2018 – 35 posti.
Iscrizioni a: chiara.policardi@gmail.com.

Il laboratorio intende offrire una panoramica sulle origini e lo sviluppo delle teorie estetiche dell'India. Nate nell’ambito della riflessione teorica sul teatro, le speculazioni indiane sul rasa – il “sentimento” che pervade appunto l’opera teatrale – si sono poi estese all’ambito letterario e a quello delle arti visive, assumendo connotazioni diverse e arrivando a permeare anche gli studi contemporanei sull’estetica indiana.
Il termine rasa si è in effetti caricato nei secoli di significati diversi, fino a comprendere sfumature che sono state rese attraverso la traduzione “esperienza estetica”, proposta da Raniero Gnoli con riferimento all’opera del filosofo indiano Abhinavagupta (X secolo). Il laboratorio permetterà di seguire l’evoluzione del concetto di rasa e di altre nozioni chiave dell’estetica indiana, attraverso la lettura dei passi salienti di opere fondamentali quali il Nāṭyaśāstra (Bharata Muni), il Daśarūpa (Dhanaṃjaya), lo Dhvanyāloka (Anandavardhana), i commentari di Abhinavagupta, il Citrasūtra del Viṣṇudharmottara e i testi di alcuni degli studiosi che hanno profondamente segnato gli studi contemporanei sull’arte e l’estetica indiane, come Ananda K. Coomaraswamy e Heinrich Zimmer.



makara hoysala