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Il Centro di Judaica Goren-Goldstein è stato fondato nel 1996 tramite una Convenzione stipulata fra la Fondazione Cukier Goldstein Goren e l’Università degli Studi di Milano con lo scopo di collaborare allo studio e alla conoscenza della cultura ebraica nelle sue diverse forme.

 

Il Centro di Judaica Goren-Goldstein sostiene lo svolgimento di Corsi, seminari e cicli di lezioni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia e la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Milano; esso promuove inoltre l’acquisto di libri e di materiale inerente alla cultura ebraica e l’accensione di premi e borse di studio dedicati ai differenti aspetti dell’ebraismo.

 

 

 

 

 

  * Estratto della Convenzione per la fondazione del Centro di Judaica Goren-Goldstein

 

 

  * Discorso del Dott. A. Goren Goldstein

 

 

 

 

 

Estratto della Convenzione per la fondazione del Centro di Judaica Goren-Goldstein

 

CONVENZIONE

 

tra la Fondazione Cukier Goldstein Goren (di seguito denominata Fondazione) … omissis …., rappresentata dal Dott. Avram Goldstein Goren

 

e

 

l’Università degli Studi di Milano (di seguito denominata Università), … omissis…, rappresentata dal Magnifico Rettore Prof. Paolo Mantegazza, … omissis

 

PREMESSO

 

che la storia, la religione e la cultura ebraica hanno avuto un ruolo di grande rilievo nella formazione e nello sviluppo del pensiero europeo; che le attuali trasformazioni in corso in Europa e nel bacino del Mediterraneo rendono sempre più necessario lo sviluppo delle conoscenze relative ai grandi soggetti culturali presenti in queste aree geografiche; che la Fondazione intende promuovere lo studio e la conoscenza della cultura ebraica ponendo attualmente a disposizione dell’Università la somma indicata all’art. 3; che l’Università intende favorire lo svolgimento di attività didattiche, anche con valore curriculare, di studio e di ricerca concernenti la cultura ebraica attraverso la costituzione del “Centro di Judaica Goren-Goldstein”

 

SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE

 

Art. 1

La Fondazione e l’Università si propongono di realizzare alcune forme di collaborazione nel settore della didattica e della ricerca relativa alla cultura ebraica.

 

Art. 2

La collaborazione avrà per oggetto le seguenti attività:

a) svolgimento, nelle forme consentite dalla normativa vigente, di uno o più corsi di insegnamento, seminari e cicli di lezioni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia e la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università. Tali corsi, seminari e lezioni avranno per oggetto discipline inerenti alla cultura ebraica e potranno essere tenuti da docenti italiani o stranieri;

b) acquisto di libri, riviste ed altro materiale di studio attinenti alla cultura ebraica da custodire e porre a disposizione di studenti e ricercatori presso la sede dell’Università in spazi adeguatamente predisposti;

c) accensione, nelle forme consentite dalla normativa vigente, di premi e/o borse di studio per ricerche, da svolgersi presso università o istituzioni di cultura in Italia o all’estero, dedicate a differenti aspetti della cultura ebraica.

 

omissis

 

Art. 4

Verrà costituito un Comitato scientifico così composto: tre componenti designati dalla Fondazione o loro Delegati; il Rettore pro tempore dell’Università o suo Delegato; i Presidi pro tempore delle Facoltà di Giurisprudenza e di Lettere e Filosofia dell’Università o loro Delegati; un Rappresentante designato dalla Comunità ebraica di Milano.

Il Comitato si riunirà, di regola, a Milano, su convocazione del Rettore o suo Delegato o su richiesta di tre suoi membri, e comunque almeno due volte l’anno. Il Rettore o suo Delegato fungerà da Presidente del Comitato.

Ogni anno sarà sottoposto al Comitato per approvazione il programma di attività per l’anno accademico successivo.

 

omissis

 

Il Comitato nominerà un Coordinatore del “Centro di Judaica Goren-Goldstein” che ne seguirà l’attività negli intervalli tra le riunioni del Comitato e rappresenterà il Centro nei confronti di terzi, come studenti, ricercatori, ecc.

 

Art. 5

L’Università metterà a disposizione:

a) i locali e le altre strutture necessarie per lo svolgimento dei corsi di insegnamento di cui alla lettera a) dell’art. 2;

b) i locali e le altre strutture necessarie per conservare, custodire e porre a disposizione degli studenti e dei ricercatori i libri, riviste ed altro materiale di studio come indicato alla lettera b) dell’art. 2.

 

L’università inoltre curerà lo svolgimento dei compiti amministrativi e contabili connessi all’utilizzazione delle somme erogate dalla Fondazione per lo svolgimento delle attività indicate alle lettere a), b) e c) dell’art. 2.

L’Università presenterà al Comitato un rendiconto economico e scientifico dell’attività svolta annualmente con i fondi erogati dalla Fondazione.

Il “Centro di Judaica Goren-Goldstein” avrà sede presso lo studio del Coordinatore e tale collocazione sarà opportunamente indicata.

 

Art. 6

La presente convenzione ha durata triennale a decorrere dall’inizio dell’anno accademico 1996/97 e sarà automaticamente rinnovata per identici periodi triennali, salvo disdetta tra le parti da comunicarsi tre mesi prima della scadenza con lettera raccomandata.

 

omissis

 

 

 

p. l’Università degli Studi di Milano

(Paolo Mantegazza)

 

p. la Fondazione Cukier Goldstein Goren

(Avram Goldstein Goren)

 

 

 

Milano, li 9 ottobre 1996

 

 

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Discorso pronunciato il 14 novembre 1996 dal Dott. Avram Goren Goldstein in occasione della presentazione del Centro di Judaica Goren-Goldstein nell’Università degli Studi di Milano.

 

 

 

 

Magnifico Rettore, chiarissimi Professori, illustrissimo Rabbino Capo, Signori e Signore, cari Amici,

 

Come Presidente della Fondazione della mia famiglia, che è stata creata in Israele venticinque anni fa, sono felice ed orgoglioso di aver potuto raggiungere un’intesa con l’Università degli Studi di Milano per la creazione di un Centro per lo studio del pensiero e della cultura ebraica, dalla esegesi biblica fino alle loro espressioni più attuali. Abbiamo utilizzato, per brevità, il termine “Judaica”, perché oggi molto adoperato in Israele, negli Stati Uniti e negli altri paesi dove questi studi sono in auge.

 

Un mio tentativo di dare una precisa definizione di “Judaica” sarebbe, a dir poco, pretenzioso, quando nei secoli e millenni trascorsi vi si sono affannati migliaia di profeti e di celebri studiosi – che hanno scritto al riguardo migliaia di libri, che vengono pubblicati ancora oggi ad un ritmo non solo intensissimo, ma anche in entusiasmante accelerazione.

Personalmente, sono sempre stato affascinato e meravigliato dall’insegnamento della Bibbia, in particolare dal Pentateuco (Torah), e di come essa mantenga attraverso i millenni una perenne attualità, mai uguagliata da altri libri. Quando poi si pensa all’ambiente ed all’epoca della sua apparizione, si potrebbe affermare che la Bibbia ha rappresentato una straordinaria rivoluzione, forse la più sconvolgente di tutti i tempi, perché non cambiò solo le leggi, ma lo stesso schema interiore di comportamento dell’uomo. Per almeno due ragioni: il suo contenuto intrinseco e il metodo di pensiero sviluppato.

Alcuni esempi.

Sul piano del culto, basti pensare che essa ha abolito i sacrifici umani, diffusi tra i popoli che circondavano gli ebrei.

Sul piano morale, i Comandamenti espressi con icastica brevità nel Decalogo sono anche oggi vivi, validi e fondamentali per il diritto naturale – anche se magari non sempre praticati…

Sul piano sociale, la fondamentale, quasi incredibile per l’epoca, invenzione del riposo settimanale, esplicitamente esteso anche allo straniero, allo schiavo e perfino agli animali. Questa norma non solo ha determinato una elevazione spirituale, ma ha anche sostanzialmente cambiato la vita familiare e sociale.

Tutta questa normativa sarebbe stata inconcepibile senza la previa ed originale intuizione dell’unicità di D-o, unicità dalla quale deriva la possibilità di costruire un sistema fondato sull’unicità dei valori. Questo D-o, Re dell’universo e non soltanto degli ebrei, proprio grazie alla unicità, può dettare un codice valido per tutti i popoli ed in tanti campi disparati.

È di essenziale importanza anche il relativo coerente sistema di ricompense e punizioni. Il tutto, concedendo all’uomo il libero arbitrio, che è la dignità della libertà di scelta fra il bene e il male; ovviamente alla libertà fa riscontro la responsabilità.

 

L’enorme importanza intrinseca del contenuto della Bibbia e dei suoi commentari non deve però farci dimenticare un altro aspetto degli studi di “Judaica”, forse altrettanto importante per la nostra odierna civiltà. Il metodo, o più precisamente i tanti metodi e tecniche mentali di studio, sviluppatesi nel corso degli ultimi due millenni per la compilazione del Talmud e degli altri commentari sono profondamente “moderni”, e credo abbiano contribuito non poco all’odierno pensiero filosofico e scientifico.

 

Credo sia dovere degli ebrei di mettere più ampiamente a disposizione di tutti, indipendentemente dalla religione, questo loro patrimonio di etica e di pensiero, ispirato – per i credenti – dalla Divinità, ma sviluppato nell’arco di tanti secoli con tanta umana fatica e sofferenza. Infatti, credo che la civiltà dei nostri figli e discendenti potrà essere costruita solo se ogni popolo vi apporterà il proprio contributo.

 

Sono perciò felice di poter esprimere all’Università degli Studi, nella persona del suo Rettore, Professor Paolo Mantegazza, che ci ha sempre offerto con grande entusiasmo la sua disponibilità personale, la nostra gratitudine per averci dato la possibilità di realizzare questa iniziativa anche a Milano, città alla quale sono profondamente legato, dove ho trascorso una buona parte dei miei novantuno anni, dove sono nati tre dei miei quattro figli, nonché diversi figli dei miei figli, uno dei quali si è iscritto proprio quest’anno alla Facoltà di Lettere e Filosofia, con indirizzo Lettere antiche.

 

Dovrei estendere questo ringraziamento a tante altre persone, ma mi limiterò ad alcuni che ci hanno aiutato con maggiore impegno: i Presidi professori Enrico Decleva e Antonio Padoa Schioppa, il Professore e illustre amico Maurizio Vitale, il Professor Silvio Ferrari, l’amico Avvocato Fabrizio Corbò, i quali, con certosina pazienza, ci hanno aiutato a dare forma giuridica ad un Centro che costituisce una novità per l’ordinamento universitario; inoltre, last ma non certo least, l’amico Professor Enrico Isacco Rambaldi Feldmann, esperto e lungimirante, che ci ha fatto da pilota lungo la rotta che ci ha portato all’accordo. Un ricordo e un ringraziamento particolare va poi al mio stretto collaboratore e nipote Alessandro Nistor ed ai miei figli Alex, James, Viviana e Micaela.

 

 

 

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