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°°Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense°° Istituto di Medicina Legale e delle Assicurazioni Università degli Studi di Milano |
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Archeologia
Forense
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STUDI PER ALLESTIMENTO DI MUSEI
Le indagini trattate nelle altre sezioni possono essere applicate allo studio di popolazioni antiche al fine di ricostruire la vita nel passato.
Sin dalla sua nascita il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense effettua.
La diagnosi di sesso, età, razza e statura dei soggetti appartenenti a popolazioni archeologiche, sia cremati che inumati, può dare accurate informazioni demografiche sulla popolazione.
La diagnosi di sesso ed età ci può dire quale era l'aspettativa di vita in quell'epoca e qual era la mortalità infantile in particolari gruppi di età di maschi e femmine. Per esempio nelle popolazioni romane del nord Italia studiate da questo Laboratorio è emerso che vi era una elevata mortalità tra le femmine nella tarda età adolescenziale, probabilmente dovuta alle complicanze della prima gravidanza o del primo parto. Allo stesso modo è emersa una elevata mortalità infantile in soggetti di 1-2 anni, nei quali lo svezzamento e l'assenza di immunoglobuline "protettive" provenienti dal latte materno metteva più a rischio per malattie infettive il bambino.


Lo studio paleopatologico è altresì utile per la storia delle patologie e della medicina in genere. Basti pensare che le analisi della necropoli dell'Università Cattolica hanno rivelato la presenza di soggetti affetti da sifilide, malattia ritenuta di origine più recente secondo alcuni autori, ma chiaramente presente già in epoca romana.
- tibia a fodero di sciabola e incisivi di un bambino di 14 anni affetto
da sifilide congenita tardiva. - 
Simili analisi su una popolazione antica di Lodi hanno rivelato la presenza di brucellosi, chiaro segno di convivenza con suini, bovini e ovi-caprini.
Tutte queste informazioni si ottengono attraverso uno studio multidisciplinare dell'osso che spazia dalle più tradizionali metodiche macroscopiche a quelle di microscopia, radiologia, immunologia e genetica. Tali nuove metodiche hanno potenziato anche lo studio dei resti cremati, il cui potenziale informativo è spesso trascurato dagli archeologi.




Ultima applicazione dell'antropologia in campo archeologico e storico è quello dell'identificazione di persona. Spesso infatti accade che si rinvengano scheletri presumibilmente appartenenti a personaggi storici per i quali è richiesta conferma della loro identità. Pur essendo possibile tentare indagini genetiche di confronto con eventuali famigliari, qualora ne siano presenti le ossa, i limiti di questo tipo di indagine dovuti alla degradazione del materiale genetico, fanno sì che si debba ricorrere, come nel caso di resti recenti, ad un confronto dei dati ante-mortem (cenni biografici, ritratti) e quelli post-mortem. Il Laboratorio di recente ha trattato il caso tuttora in corso di studio di Galeazzo Sforza. La presenza di segni di stress a livello dentario risalente alla prima infanzia, così come lesioni al cranio e la particolare conformazione della mandibola, trovano un riscontro positivo nei dati ante-mortem riportati nella biografia del Galeazzo, e rispettivamente, in episodi di malaria in epoca giovanile, lesioni subite durante esercitazioni al combattimento e un suo ritratto.
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