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°°Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense°° Istituto di Medicina Legale e delle Assicurazioni Università degli Studi di Milano |
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Botanica
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I RESTI VEGETALI
Data l'abbondanza delle forme di vita vegetale è abbastanza frequente il ritrovamento di resti vegetali in luoghi oppure su soggetti connessi a reati di varia natura. Le analisi di questi resti possono far luce su diversi aspetti delle indagini, dalla collocazione cronologica di un delitto, alla localizzazione del luogo ove è avvenuta la sepoltura o l'occultamento di un cadavere. Per quanto riguarda gli omicidi infatti accade di sovente che i cadaveri vengano occultati in zone poco frequentate ove le piante hanno avuto modo di crescere indisturbate. In molti casi è la vegetazione stessa a costituire una barriera che ripara da occhi indiscreti e facilita le operazioni di occultamento. Rami, radici, foglie o altro materiale vegetale nella terra di riporto o nelle vicinanze del cadavere possono essere preziosi indizi.
INFORMAZIONI CHE SI POSSONO RICAVARE DAI RESTI DI PIANTE
I vegetali sono molto legati all'ambiente dato che non potendosi spostare si devono adattare passivamente alle caratteristiche del luogo in cui crescono. Per questo motivo dalle piante, riflesso di precise condizioni ecologiche, è a volte possibile risalire alle caratteristiche del luogo ove sono cresciute. Dai resti vegetali possiamo ricavare anche informazioni cronologiche, infatti ogni anno nei climi che come il nostro, hanno stagioni distinte si forma nel legno un anello annuale di accrescimento che rimane all'interno del fusto, del ramo o della radice; da questi è a volte possibile ricavare l'età di un determinato evento.
Radice di pino d'aleppo (Pinus halepensis)

Si possono contare senza difficoltà gli anelli di accrescimento, ogni anello corrisponde ad un anno. La radice è stata rinvenuta in una buca di sepoltura ed è un elemento datante assai importante che ci consente di estrapolare un termine ante quem del seppellimento. Ad esempio accade di sovente che lo scavo di una tomba improvvisata tagli ed elimini le radici; lo spazio perso viene rioccupato da nuovi getti, più giovani rispetto alla sepoltura. In questi casi valutando l'età delle radici abbiamo modo di risalire almeno ad un periodo ante quem della sepoltura.
DIATOMEE
Una peculiare applicazione della botanica consiste nella identificazione delle diatomee nei tessuti di soggetti rinvenuti in acqua. La ricerca delle diatomee oltre che contribuire alla diagnosi di causa di morte per annegamento consente di identificare la zona in cui è annegato il soggetto e, nel caso di rinvenimento di diatomee sugli indumenti e sulla cute, i tratti d'acqua attraversati dal cadavere. Le diatomeee sono alghe unicellulari che variano in dimensioni da 5 micron a oltre 500 micron ed hanno uno scheletro in silice che permette la loro identificazione anche in materiale estremamente putrefatto. ritorna alla sezione "scienze afferenti"

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