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°°Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense°° Istituto di Medicina Legale e delle Assicurazioni Università degli Studi di Milano |
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Recupero
Forense °°
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RECUPERO RESTI
Contrariamente al sopralluogo "tradizionale", esistono casi in cui si richiede l'intervento di specialisti in antropologia forense e in archeologia forense per effettuare in situ un'adeguata registrazione ed un corretto recupero di resti umani.
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Questo va applicato soprattutto in casi di resti inumati (cfr archeologia forense) e in casi di resti rinvenuti in superficie che sono carbonizzati, in avanzato stato di decomposizione, scheletrizzati o depezzati, al fine di non perdere elementi utili al proseguimento delle indagini.
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L'intervento sul luogo dello specialista è richiesto in primo luogo, ove necessario, per valutare se i resti sono umani o no, antichi o recenti, per valutare la presenza di segni di intervento da parte di terzi e il numero minimo di individui nei casi di resti commisti. In secondo luogo la presenza dello specialista è richiesta per effettuare una ricerca esaustiva dei resti, al fine di recuperare e preservare ogni frammento osseo e dentario. Tale recupero permetterà in seguito, nel laboratorio, di effettuare appieno le indagini utili all'identificazione, alle cause e circostanze del decesso (per esempio segni di lesività su strutture ossee) e all'epoca della morte (datazione). Un simile approccio viene adottato nel caso di catastrofe o disastro di massa.
ARCHEOLOGIA FORENSE
Di particolare interesse è l'archeologia forense. Questa disciplina consiste nell'adattamento allo scenario forense delle scienze archeologiche intese non solo come studio degli avvenimenti post-deposizionali, ma anche come applicazione della metodologia e della documentazione di scavo al recupero di resti umani. Infatti l'uso di metodologie archeologiche nel recupero di cadaveri occultati sottoterra ha un enorme potenziale nella ricostruzione degli eventi perimortali e postmortali riguardanti la "vittima". I dettami dell'archeologia trovano applicazione nelle più disparate evenienze: casi di resti umani in superficie, combusti e persino nei disastri di massa. In questo contesto verrà presa in considerazione soltanto l'eventualità del recupero di resti umani inumati.
Lo scavo archeologico di resti recenti ha tre scopi principali:
Le attività di ricerca vanno distinte in due fasi. Prima ancora di effettuare lo scavo e il recupero dei resti occultati è necessario individuare il luogo ove è stata scavata la fossa. Ciò può essere estremamente difficile nel caso in cui non vi siano indizi precisi circa l'ubicazione della buca (dichiarazioni di pentiti o testimoni), o quando il terreno sia coperto da folta vegetazione.
FASE I
La ricerca si effettua con le seguenti tecniche.
Una volta identificata la zona di interesse è quindi necessario procedere alla definizione dei margini della fossa ed al recupero dei resti ivi contenuti.
FASE II
Spesso accade che i resti inumati vengano riportati alla luce con modalità cruenti attraverso l'uso di ruspe e di badili. E' palese che tali metodiche portano con sé la distruzione non solo dei resti ma anche del contesto, limitando gravemente l'analisi e l'interpretazione dei dati.
Un corretto recupero viene effettuato nel seguente modo:
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Va ricordato che esistono svariate discipline utili oltre all'archeologia (l'entomologia, la pedologia, la geologia) di cui, a seconda della situazione, ci si dovrà avvalere durante lo scavo. Di particolare importanza risulta la botanica forense. Infatti i resti vegetali si prestano a fornire informazioni di vario genere, come per esempio la datazione della deposizione. In alcuni casi i reperti possono indicare un mese o una stagione particolare, in altri permettono di valutare l'età di inumazioni avvenute decenni addietro, per esempio contando gli anelli annuali di radici che raggiungono i resti.
recupero errato
recupero
corretto
I vantaggi di uno scavo effettuato secondo i canoni dell'archeologia forense sono:
Così come è necessario un corretto approccio sul sopralluogo che richiede un adeguato recupero di oggetti e tracce organiche, una puntigliosa registrazione di posizione, lesioni, patterns di macchie di sangue e quant'altro, allo stesso modo è necessario recuperare con le apposite teniche e metodologia resti occultati sottoterra. Mai come nel caso del recupero di resti inumati, infatti, le attività di recupero sono irripetibili. Per questo motivo non è concepibile correre il rischio sia di perdere tracce e prove irrecuperabili una volta esumato il cadavere, sia di distruggere con un recupero incauto reperti indispensabili alla ricostruzione degli eventi.
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