Emilio Sala professore associato
insegnamenti Problemi e metodi di storiografia musicale
laurea magistrale
  Drammaturgia musicale, teatrale e cinematografica
laurea triennale
  Dal testo alla performance
laboratorio
ricevimento informazioni alla pagina personale Unimi
telefono 02 503 32061
e-mail emilio.sala@unimi.it

     Curriculum e pubblicazioni (aggiornamento: ottobre 2005)

Emilio Sala (1959) ha studiato a Venezia con Francesco Orlando e Giovanni Morelli e ha insegnato Storia della musica e del melodramma all'università di Urbino. Si occupa di drammaturgia musicale (anche non operistica) sia in una prospettiva storico-filologica che teorico-critica. Dal punto di vista cronologico i suoi interessi spaziano dal primo Seicento alla contemporaneità, con una particolare attenzione all'Ottocento romantico-popolare.

Sull'uso non operistico del coro cantato e della musica di scena durante gli "albori del melodramma", vedi i suoi studi sul teatro gesuitico e dintorni:

Teatro gesuitico e melodramma: incontri, complicità, convergenze, in I gesuiti e Venezia, a cura di Mario Zanardi, Padova, Gregoriana, 1994, pp. 597-611.

La musica nei drammi gesuitici: il caso dell' "Apotheosis sive consecratio Sanctorum Ignatii et Francisci Xaverii" (1622), in I gesuiti e il primo barocco in Europa, a cura di M. Chiabò e F. Doglio, Roma, Torre d'Orfeo, 1995, pp. 389-397.

"Sine armonia theatrum non delectat". Il problema del coro nella tragedia gesuitica, in "Musica e storia", VII/1 (1999), pp. 183-210.

Per quanto riguarda la seconda metà del Seicento, ha organizzato un convegno internazionale di studi (Rimini, 5-7 ott. 1998) su Antonio Draghi (1634-1700) e curato il seguente volume (che contiene un suo saggio):

"Quel novo Cario, quel divin Orfeo". Antonio Draghi da Rimini a Vienna, a cura di E. Sala e D. Daolmi, Lucca, LIM, 2000 (ConNotazioni, 7).

Le metamorfosi di "Iphide greca", in Ibid., pp. 61-97.

In ambito settecentesco ha studiato il repertorio della "farsa musicale veneziana" specialmente nei suoi legami con l'opéra-comique francese:

Ascendenti francesi della "farsa moderna", in I vicini di Mozart, vol. II (La farsa musicale veneziana, 1750-1810), a cura di D. Bryant, Firenze, Olschki, 1989, pp. 551-165.

Réécritures italiennes de l'opéra-comique français: le cas du "Renaud d'Ast", in Die Opéra comique und ihr Einfluß auf das europäische Musiktheater im 19. Jahrhundert, a cura di H. Schneider e N. Wild, Hildesheim, G. Olms, 1997, pp. 363-383.

"I due prigionieri" ossia una burla fortunata del genere "à sauvetage", in "L'aere è fosco, il ciel s'imbruna". Arti e musica a Venezia dalla fine della Repubblica al congresso di Vienna, a cura di F. Passatore e F. Rossi, Venezia, Edizioni Fondazione Levi, 2000, pp. 201-213.

Sul melologo / mélodrame (e dintorni) tra Sette e Ottocento:

Dal "mélodrame à grand spectacle" verso il teatro musicale romantico, in L'opera tra Venezia e Parigi, a cura di M. T. Muraro, Firenze, Olschki, 1988, pp. 177-191.

"Le château de Kenilworth" : péripéties et métamorphose de l'"imagination mélodramatique", in "Studi urbinati", LXII (1989), pp. 333-368.

L'opera senza canto. Il mélo romantico e l'invenzione della colonna sonora, Venezia, Marsilio, 1995 (collana "Musica critica").

La carriera di Pigmalione ovvero nascita e prime metamorfosi del mélodrame, saggio introduttivo al volume comprendente il Pygmalion di Jean Jacques Rousseau-Horace Coignet (1770) e il Pimmalione di Simeone Antonio Sografi-Giovanni Battista Cimador (1790), a cura di E. Sala, Milano, Ricordi, 1996 (collana "Drammaturgia musicale veneta", 22), pp. VII-LXXVI.

On the track of "La pie voleuse", in "The opera quarterly", XIII/3 (1997), pp. 19-40.

Mélodrame: definitions et métamorphoses d'un genre quasi-opératique, in "Revue de musicologie", LXXXIV/2 (1998), pp. 235-246.

Drame, mélodrame et musique : Victor Hugo à la Porte-Saint-Martin, in Mélodrames et romans noirs (1750-1890), a cura di S. Bernard-Griffiths et J. Sgard, Toulouse, Presses Universitaires du Mirail, 2000, pp. 161-174.

Sul teatro musicale ottocentesco:

Tra mélodrame e dramma borghese: dal "Pasteur" di Souvestre-Bourgeois allo "Stiffelio" di Verdi-Piave, in • Tornando a Stiffelio. Popolarità, rifacimenti, messinscena, effettismo e altre "cure" nella drammaturgia del Verdi romantico, a cura di G. Morelli, Firenze, Olschki, 1987, pp. 97-106.

"Que ses gestes parlants ont de grâce et de charmes" : motivi 'mélo' nella "Muette de Portici", in Trasmissione e recezione delle forme di cultura musicale, a cura di L. Bianconi et alii, vol. I, Torino, EDT, 1990, pp. 504-520.

La fortuna di "Graziella" nel melodramma italiano, in Lamartine, Napoli e l'Italia, a cura di G. Vallet, Napoli, Guida, 1992, pp. 565-582.

Women crazed by love: an aspect of romantic opera, in "The opera quarterly", X/3 (1994), pp. 19-41.

Dalla "Pie voleuse" alla "Gazza ladra" - dalla "Gazza ladra" alla "Pie voleuse", prefazione al volume di materiali e documenti su La gazza ladra, a cura di E. Sala, Pesaro, Fondazione Rossini, 1995 (collana "I libretti di Rossini", 2), pp. 9-51.

Verdi and the Parisian boulevard theatre, 1847-1849, in "Cambridge Opera Journal", VII/3 (1995), pp. 185-205.

Vigny source de l'opéra romantique italien: le cas de "La maréchale d'Ancre", in "Revue d'Histoire littéraire de la France", XCVIII/3 (1998), pp. 485-494.

La "vielleuse" e il savoiardo : tradizione e drammaturgia, in Donizetti, Parigi e Vienna, Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 2000 (Atti dei convegni lincei, 156), pp. 47-77.

Romantisme populaire et musique. Autour d'une chanson savoyarde, in La vie romantique. Hommage à Loïc Chotard, a cura di A. Guyaux e S. Marchal, Paris, Presses de l'Université Paris-Sorbonne, 2003, pp. 437-454.

Sul teatro musicale tra la fine dell'Otto e l'inizio del Novecento, ha dedicato una particolare attenzione all'evoluzione della messinscena operistica e alle diverse forme di collaborazione tra musica e spettacolo nel cabaret parigino dello Chat Noir:

In margine alla "première" della "Vie brève". Spagna e spagnolismi nella "couleur locale", in Manuel de Falla tra la Spagna e l'Europa, a cura di P. Pinamonti, Firenze, Olschki, 1989, pp. 121-129.

Ombre e musiche di un Minikolossal. Sul Théâtre d'ombres artistiques chatnoiresques: 1886-1896, in "Eidos", 6 (1990), pp. 34-42.

Intorno a due "diposizioni sceniche" della "Bohème" di Leoncavallo, in Ruggero Leoncavallo nel suo tempo, a cura di J. Maehder e L. Guiot, Milano, Sonzogno, 1993, pp. 117-137.

Nel segno dei fumisti. Il sottobosco musicale degli "anni del banchetto", in Antimimesis. Tendenze antirealistiche nel romanzo francese dell'Ottocento, a cura di G. Bugliolo e P. Toffano, Fasano, Schena, 1997, pp. 227-299.

Dalla bohème all'avant-garde: ancora nel segno dei fumisti, in Erik Satie e la Parigi del suo tempo, a cura di G. Borio e M. Casadei Turroni Monti, Lucca, LIM, 2001, pp. 29-44.

Sul Novecento e sulla drammaturgia musicale cinematografica:

Di alcune "rossiniane" novecentesche, in La recezione di Rossini ieri e oggi, Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 1994 (collana "Atti dei convegni lincei", 110), pp. 81-99.

Tra la musica e l'attore, in Le opere senza canto di Giovanni Tamborrino. Drammaturgie e ricerche alla confluenza dei teatri, a cura di G. Guccini, Bologna, Clueb, 1998, pp. 37-52.

Malipiero al Teatro Greco di Siracusa: le musiche di scena per l'"Ecuba" di Euripide (1939) e l'"Orestea" di Eschilo (1948), Malipiero Maderna 1973-1993, a cura di P. Cattelan, Firenze, Olschki, 2000, pp. 103-134.

Alla ricerca di un nuovo mélodrame: intorno alla "Pisanelle" di Gabriele d'Annunzio, Ida Rubinstein e Ildebrando Pizzetti, in Suoni di scena da Shakespeare a d'Annunzio, a cura di E. Sala, Rimini, Raffaelli, 2003, pp. 54-62.

"The message? It's a tune". Per una drammaturgia del suono rivelatore e del coup de musique, in "Musica / Realtà", 7 (2004), pp. 33-43.

Altro:

Le musiche di scena e la drammaturgia musicale. Problemi e prospettive, in "Drammaturgia", 10 (2003), pp. 264-286.

In margine ad alcuni echi della "Casina" nell'opera (e dintorni), in Lecturae Latinae Sarsinates VI - Casina, a cura di R. Raffaelli e A. Tontini, Urbino, QuattroVenti, 2003, pp. 54-62.

Tra le decine di convegni internazionali di studio ai quali ha presentato un suo contributo, vale almeno la pena di menzionare quelli organizzati dalla Società Internazionale di Musicologia (Bologna, 27 ag.-1° sett. 1987 e Londra, 14-20 ag. 1997).

Emilio Sala è inoltre attivo nell'ambito della "musicologia applicata" come responsabile musicologico del festival Notti Malatestiane e come curatore, tra l'altro, di due spettacoli sul cabaret dello Chat Noir (Venezia, Sale Apollinee del Teatro La Fenice, 18-19 febbr. 1985 e poi, in forma compiutamente scenica, Milano, Teatro dell'Arte, 1-3 ott. 1985), di una trasmissione radiofonica intitolata Sotto il segno dei fumisti (Radio 3: 14, 21, 28 aprile e 5, 12, 19, 26 maggio 1990), della revisione musicale e drammaturgica dell'Ecuba con la ricostruzione delle musiche di scena di Gian Francesco Malipiero (Festival delle Notti Malatestiane: Mondaino, 23 e 24 giugno 2001). Numerosi anche i suoi saggi pubblicati nei programmi di sala del Teatro alla Scala, del Teatro La Fenice, del Teatro Regio di Torino, del Comunale di Firenze e della Royal Opera House di Londra.

Come pubblicista e critico militante collabora con "Amadeus" e "Il giornale della musica".