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  Sintesi del progetto

Il progetto VALORVI’, proseguendo sulla strada già delineata dal precedente progetto INNOVI’ (http://users.unimi.it/innovi), si pone l’obiettivo di completare l’introduzione dei sistemi non distruttivi nelle filiere delle produzioni tipiche valtellinesi, rivolgendosi alle attività post-raccolta. Il fine è la valorizzazione delle produzioni primarie locali, consolidando le produzioni tradizionali, mela ed uva ed incoraggiando le diversificazioni già in atto (piccoli frutti). L’agricoltura di montagna, infatti, è sede di colture ad elevato valore qualitativo, che viene riconosciuto dal consumatore, tuttavia la globalizzazione ed una concorrenza elevata, portano alla necessità di fornire al consumatore stesso le motivazioni di una scelta consapevole. Per ottenere questo risultato è fondamentale avere a disposizione degli strumenti in grado di eseguire controlli sempre più approfonditi per valorizzare la qualità ed esaltare la tipicità del prodotto.

In modo particolare il progetto si focalizza sia sul potenziamento delle culture dei piccoli frutti, attraverso la sensibilizzazione e l’organizzazione dell’intera filiera dalla vendita del fresco al prodotto trasformato, sia sul consolidamento, per la filiera della mela e dell’uva, di tecnologie già presenti sul mercato (NIR, FT-NIR, MIR, Naso Elettronico, sistemi di selezione ad alta velocità) che non trovano, però, applicazione in quanto non ancora adeguatamente conosciuti da parte dei possibili utilizzatori.

Il piano di lavoro è articolato secondo tre attività riconducibili alle singole filiere. Ogni attività, che prevede fasi operative da condursi in parte in Valtellina ed in parte presso i laboratori della Facoltà di Agraria, sviluppa proprie tematiche che, nello specifico di ogni filiera, possono essere così riassunte:

-          Filiera Mela: la prima tematica è relativa alla definizione dei parametri spettrofotometrici nella regione NIR per la classificazione qualitativa dei frutti in funzione della potenzialità di conservazione e la sua applicabilità sulle linee di selezione e cernita per migliorare la gestione dei magazzini, svincolandoli dalle tradizionali tecniche di valutazione più lente ed onerose, in termini di organizzazione aziendale e di lavoro. La seconda tematica è, invece, relativa all’applicazione di tecnologie non distruttive (NIR, MIR e Naso Elettronico) per specifiche fisiopatie di mele quali butteratura amara, imbrunimenti interni, riscaldo molle e superficiale e di infestazioni patologiche per la eliminazione precoce dei frutti non commerciabili; per definire le peculiarità qualitative del prodotto valtellinese a garanzia della prossima denominazione IGP; per l’identificazione di partite ad elevato standard qualitativo richieste da situazioni di particolare necessità di qualità e/o uniformità quali IV gamma o trasformazioni industriali di eccellenza.

-          Filiera Mirtillo-Piccoli frutti: le tematiche previste dal progetto da una parte cercano di migliorare la serbevolezza  dei piccoli frutti freschi sia attraverso l’adozione di sistemi di refrigerazione in campo, sia mediante la messa a punto di metodiche di conservazione in post raccolta quali la conservazione in atmosfera controllata (in questo ambito rientra anche lo studio di sistemi di distribuzione  alternativi in “filiera corta” con la messa a punto di uno specifico distributore); dall’altra vogliono arrivare a realizzare prodotti trasformati caratterizzati dall’origine geografica e di elevata qualità sensoriale e nutraceutica. In entrambe i casi si intendono utilizzare ed ulteriormente sviluppare, oltre alle metodiche tradizionali, tecniche analitiche innovative per la caratterizzazione dei prodotti freschi e trasformati.

-          Filiera Uva: le tematiche previste introducono le tecniche innovative basate su tecnologie spettrofotometriche nel controllo del processo. In modo particolare il progetto è articolato in una serie di attività atte a dimostrare l’efficacia di tali tecnologie non solo a livello sperimentale ma, soprattutto, a livello pratico ed operativo. Le attività sperimentali sono riconducibili a due momenti precisi del processo vitivinicolo ossia alla fase del conferimento dell’uva, con lo scopo di far capire le reali possibilità dell’impiego di nuove tecnologie, ed al processo di vinificazione, per valutare un nuovo approccio analitico a supporto delle decisioni dell’enologo.

Il progetto vede una forte presenza sia di istituzioni universitarie (Istituto di Ingegneria Agraria, DiProVe, DISTAM) sia di partner valtellinesi (Fondazione Fojanini, Consorzio Tutela Mele, Consorzio Tutela Vini di Valtellina, Cooperativa Ponte, VIVASS, VIS S.r.l.) sia provenienti dal settore progettuale/impiantistico (Unitec s.r.l., ProMeteA s.r.l.) in maniera tale da riuscire a soddisfare tutte le possibili esigenze del progetto.

La ricaduta sul territorio, testimoniata anche dalle diverse lettere di interesse di realtà locali, porterebbe ad una maggiore qualificazione delle produzioni sia in termini di prodotti agricoli sia di prodotti trasformati, contribuendo a valorizzare ancora maggiormente la vocazione agricola, ma in generale agro-alimentare, di tutta la Valtellina.

 

 

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Ultimo aggiornamento 21/07/2010

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