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IL RECUPERO DELLE FERROVIE DISMESSE COME GREENWAYS

  


  

Esperienze estere
  

Tra le esperienze estere di recupero delle linee ferroviarie dismesse come percorsi verdi meritano particolare attenzione i progetti avviati in Spagna, Stati Uniti e Belgio.

Le Vías Verdes spagnole

In Spagna, all'inizio degli anni '90 è stato avviato un programma, chiamato Vías Verdes, che unendo le iniziative frammentarie esistenti, mira a sviluppare una rete di percorsi riservati al traffico non motorizzato usando proprio le linee ferroviarie dismesse. Fin dall’inizio questo programma ha visto una stretta cooperazione tra i diversi settori dell’amministrazione pubblica, le compagnie ferroviarie, gruppi di cittadini e varie associazioni.

Il programma è coordinato dalla Fundacíon de los Ferrocarriles Españoles che, nel 1992, su incarico del vecchio Ministero dei Lavori Pubblici, dei Trasporti, dell'Ambiente e delle due compagnie ferroviarie statali, la RENFE e la FEVE, aveva svolto un inventario delle linee ferroviarie non utilizzate presenti nel paese, da cui scaturì la presenza di 98 linee dismesse aventi una lunghezza complessiva di 5.764 km, a cui si aggiungevano altre 89 vecchie ferrovie utilizzate come raccordi da miniere e industrie ed aventi un’estensione di 1.920 km.

Alla fine del 1993 iniziarono le prime realizzazioni concrete. I primi progetti furono sviluppati direttamente dalla fondazione, ma ben presto fu chiaro che questo compito poteva essere meglio svolto a livello locale, ed oggi tutti i progetti sono portati avanti dagli enti locali, sotto la supervisione della fondazione stessa.

Dal 1995 il programma è stato finanziato dal nuovo Ministero dell’Ambiente, insieme a diverse autorità locali e regionali. 

Sette anni dopo l’inizio, il risultato del programma è molto positivo. Sono stati investiti più di 60 miliardi di lire per convertire circa 800 km di linee ferroviarie in disuso in greenways.
  


(Fonte: FFE, 2000)

 

Il grande pregio di questo programma è stato senza dubbio quello di sviluppare una segnaletica omogenea per tutte le greenways. Fin dall’origine il programma Vías Verdes ha avuto un proprio logo identificativo raffigurante alcune traverse ferroviarie, che richiamano la particolare origine di questi percorsi verdi, e un nome comune per indicare tutte le greenways ricavate da linee ferroviarie dismesse. Ad essi si aggiunge per ogni percorso un nome proprio tratto dagli elementi geografici, storici o culturali presenti nella zona attraversata che permette di distinguerlo dagli altri. Questi elementi hanno contribuito alla promozione di questi percorsi rendendoli estremamente popolari tra la gente e determinandone un ampio successo.

  

Il progetto RAVeL in Belgio

In Belgio, dopo la seconda guerra mondiale, 1.600 km di linee a scartamento normale e la quasi totalità delle linee tranviarie sono stati dismessi.
Verso la fine degli anni ’70, ha iniziato a diffondersi una politica unitaria volta al recupero di questo patrimonio. 

Nelle Fiandre, all’attività nazionale si affiancò quella delle province, delle città e dei comuni che acquistarono o presero in affitto le sedi ferroviarie delle linee dismesse dalla SNCB, la compagnia ferroviaria nazionale, e costruirono decine di chilometri di piste ciclabili, completando questa rete rudimentale di vie verdi utilizzando le alzaie e le strade campestri. A metà degli anni ’90, oltre 250 km di linee ferroviarie dismesse erano già state convertite in chemins du rail.

Al contrario, nella Regione Vallonia, si erano sviluppate solo iniziative isolate e sparse. Nel 1997, tuttavia, dopo un lungo e difficile accordo con la SNCB (con il quale sono stati concessi alla Regione in enfiteusi per 99 anni circa 1.000 km di linee ferroviarie dismesse), è stato avviato un programma, chiamato RAVI e successivamente RAVeL (Réseau Autonome de Voies Lentes), volto a creare una rete autonoma di percorsi dedicati al traffico "lento" sfruttando le alzaie dei canali, le ferrovie dismesse, ecc. Fino ad oggi sono stati realizzati circa 900 km di percorsi, di cui quasi 200 km utilizzando linee ferroviarie dismesse.
  


(Fonte: EGWA, 2000)
  

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L'esperienza statunitense

Negli Stati Uniti d'America, dove nel 1916 la rete ferroviaria presentava un'estensione di oltre 430.000 km, nel corso del XX secolo sono stati abbandonati oltre 240.000 km di ferrovie.

A differenza di quanto avvenuto nella maggioranza degli altri paesi del mondo, in cui l’abbandono delle ferrovie si è verificato soprattutto intorno alla metà del secolo, negli Stati Uniti quasi la metà delle linee dismesse sono state abbandonate negli anni ’80, dopo che l’Interstate Commerce Commission, con lo Stagger Act del 1980, aveva rimosso gran parte dei vincoli che prima obbligavano le compagnie ferroviarie a mantenere in esercizio anche linee con pesanti deficit. Ancora oggi vengono ogni anno dismessi circa 5.000 km di strade ferrate.

Il movimento volto alla conversione delle linee ferroviarie abbandonate in percorsi verdi è iniziato, a livello nazionale, nei primi anni ’60. I primi rail-trails aperti al pubblico sono stati:

  • l'Illinois Prairie Path (1966), lungo 88 km;

  • l'Elroy-Sparta State Park Trail (1967), nel Wisconsin, lungo 51 km.

Queste prime realizzazioni fecero da guida a numerose altre iniziative che sorsero ben presto in tutto il paese.

Nel 1986 fu istituita anche un’organizzazione nazionale, la Rails toTrails Conservancy (RTC), che mira proprio al recupero dell’immenso patrimonio costituito dalla rete ferroviaria dismessa e fornisce supporto e assistenza ai promotori di questi progetti.
Quando venne costituita la RTC erano stati recuperati nell'intero territorio americano meno di 90 linee ferroviarie, mentre nel 1997, i rail-trails avevano già raggiunto un'estensione di circa 16.000 km.
  

Negli Stati Uniti si trova il più lungo rail-trail che sia mai stato realizzato: il Katy Trail, che si estende per oltre 320 km nello stato del Missouri, seguendo il corso del fiume Missouri, e attraverso spettacolari vallate e molti piccoli paesi. 
Esso rappresenta uno dei tanti percorsi realizzati grazie all'assistenza della Rails to Trails Conservancy.

  

  

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