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IL RECUPERO DELLE FERROVIE DISMESSE 
COME GREENWAYS

   

 
   

a cura di Roberto Rovelli      

   

Introduzione
  

Un po' in tutti i paesi industrializzati vi sono migliaia di chilometri di linee ferroviarie non più utilizzate e di tratti di linee attive abbandonati in seguito alla realizzazione di varianti di tracciato. Nella seconda metà del XX secolo, infatti, la chiusura di molte industrie e miniere, abbinata allo sviluppo della tecnologia dell’automobile, ha portato alla realizzazione di una imponente rete stradale, attribuendo al trasporto su gomma il ruolo di mezzo prioritario negli spostamenti delle persone e delle merci, con il conseguente abbandono di numerose linee ferroviarie.

Dopo la soppressione definitiva del servizio pubblico, tali linee possono andare incontro a destini molto diversi:

  • alcune possono rimanere in esercizio come raccordi privati, ferrovie turistiche, o per scopi militari;

  • in molti casi la linea viene disarmata e la sede ferroviaria viene venduta o affittata a privati, che la utilizzano come strada campestre o la inglobano nelle loro colture;

  • in altri casi la linea può essere utilizzata per l'interramento di acquedotti, metanodotti, cavi elettrici, linee di telecomunicazione, ecc.;

  • nella maggior parte dei casi la vecchia ferrovia viene semplicemente abbandonata. La vegetazione lungo il tracciato si sviluppa abbondantemente rendendo spesso impossibile il passaggio e l'assenza di un utilizzo e di interventi di manutenzione spinge gli abitanti a considerare la loro sede come una discarica pubblica.

Il recupero delle linee ferroviarie non più utilizzate può fornire un contributo notevole  alla realizzazione (insieme al recupero delle alzaie dei canali, degli argini dei fiumi, delle strade campestri, ecc.) di una vera rete di greenways diffusa su tutto il territorio.
  


(Fonte: Grove, 1990)

  


   

La conversione delle linee ferroviarie abbandonate in greenways costituisce, inoltre, una grande opportunità per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale rappresentato dalle ferrovie di un tempo, minacciate dagli accorpamenti fondiari, dai lavori stradali, ecc. Esse costituiscono spesso delle vere e proprie opere d'arte, con accorgimenti tecnici e soluzioni architettoniche frutto dell'opera di ingegnosi progettisti e con particolari molto curati, quali gli ingressi delle gallerie, i ponti, le stazioni, ecc.

Già nel 1978, in Belgio, P. Geldhof, oggi direttore della "Associazione delle Fiandre Occidentali per il tempo libero", scriveva: "sempre di più nei paesi e nelle città si diffonde l’idea di destinare le vecchie linee ferroviarie ad una funzione ricreativa. Passeggiare, andare in bicicletta e a cavallo, sono passatempi sempre più diffusi. La corsa verso l’aria aperta è cominciata. Nelle città, i ciclisti e i pedoni sono rifiutati dalle strade pubbliche senza che si offra loro una alternativa accettabile. Gli escursionisti a cavallo, quasi completamente esclusi dall’ambiente urbano, sono alla ricerca di percorsi con suoli soffici adatti per i loro cavalli. La rete stradale e autostradale è più che sufficiente. Quello che manca, sono dei percorsi che conducano i pedoni, i ciclisti e gli escursionisti a cavallo fuori dai centri abitati, verso le campagne, lontano dai pericoli. Le vecchie linee ferroviarie hanno tutti i requisiti per svolgere questo ruolo. Esse sono state concepite per collegare i paesi tra di loro, e presentano il minor contatto possibile con le altre forme di traffico."

Dopo le prime realizzazioni sporadiche degli anni ’70 e ’80, oggi la conversione delle vecchie linee ferroviarie in percorsi verdi destinati ad un traffico non motorizzato, è diventata una realtà in forte espansione, come dimostra il continuo aumento del numero di questi percorsi che vengono aperti ogni anno.

Il termine con cui vengono designate questo tipo particolare di greenways è spesso differente nei vari paesi. Infatti, in molti stati, le associazioni costituitesi specificatamente per promuovere questo tipo di riutilizzo delle linee ferroviarie abbandonate, hanno coniato dei termini caratteristici che spesso richiamano la particolare origine di questi percorsi verdi. Così in Gran Bretagna li chiamano "railway paths", negli Stati Uniti "rails-trails", in Francia e in Belgio "chemins du rail" e in Spagna "vías verdes". Quello che non varia è la sostanza. Con questo termine, infatti, vengono indicati dei percorsi verdi pubblici, multi funzionali, realizzati sul tracciato delle linee ferroviarie abbandonate.

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