Partito Democratico: Università e Ricerca

Lettera agli elettori e ai candidati alla segreteria del Partito Democratico (pubblicata sul sito delle primarie il 24/07/07).


Cari Amici del Partito Democratico,

una fase costituente del Partito Democratico deve essere accompagnata da una costituente sulla politica universitaria: bisogna coinvolgere i giovani ricercatori e i liberi pensatori che ancora popolano le nostre istituzioni universitarie.

Ho maturato una certa conoscenza "sul campo" dei nostri Atenei e della Ricerca in Europa e non posso far altro che constatare, in Italia, la violazione di quel principio meritocratico, volto, finalmente, a premiare gli Atenei che hanno raggiunto i migliori standards in ambito internazionale.

Ritengo urgente completare il cammino verso l'autonomia delle Universita' italiane da un lato e quello di una loro corretta valutazione dall'altro. Una corretta valutazione e rivalutazione del sistema universitario italiano e' un impegno economico programmatico che il nascente Partito Democratico deve porre come obiettivo irrinunciabile.

Ritengo improrogabile, a questo fine, la disposizione di nuovi strumenti legislativi unitamente ad una maggiore congruita' nei finanziamenti. Proprio al fine di poter premiare l'eccellenza, quindi differenziare le risorse, bisogna investire nelle Universita' senza ulteriori ritardi! affinche' queste possano continuare ad esistere e, comunque, restare al passo, ma alcune anche distinguersi nel quadro di una competizione internazionale senza precedenti.

Ricordo che e' il principio meritocratico che solo regola e rende efficace il funzionamento di una Universita'. Il principio che lo Stato sostenga gli studi superiori ai piu' bisognosi proporzionalmente al merito, che le assunzioni, la durata dei contratti e la retribuzione dei docenti/ricercatori sia regolata e articolata in base al merito nella docenza e nella ricerca, che le Universita' siano finalmente autonome e nella loro autonomia possano differenziarsi con leggi e funzionamenti propri e poi siano valutate e finanziate in base al merito! Questo mi sembra essere il vero enorme problema dell'Universita' e del nostro bel paese: l'assenza imbarazzante del principio meritocratico da cui ne consegue la presenza incombente della burocrazia e la furberia elevata a sistema.

Per poter competere con quelle Universita' americane ma adesso presto anche europee che costituiscono centri di eccellenza offrendo ai migliori ricercatori finanziamenti/stipendi (per noi) da favola, bisogna immediatamente disporre di nuovi strumenti legislativi unitamente ad una maggiore congruita' e articolazione nei finanziamenti/stipendi. Il nascente Partito Democratico deve porre coraggiosamente la Ricerca e l'Economia ad essa collegata al centro del suo programma. L'inadeguatezza dei mezzi finanziari unitamente alla mancanza di rigorose valutazioni delle Universita', e quindi dei suoi prodotti, rendera' sempre piu' debole, corruttibile e infine inessenziale il ruolo di questo bel paese (e della sua "classe dirigente") in Europa e nel mondo.

Ho 47 anni e ho conseguito un Dottorato a Milano e studiato a Parigi; son poi stato Ricercatore all'Universita' di Genova, Professore Associato a Roma "La Sapienza" e Professore Straordinario dell'Universita' di Padova anche se ora vivo a Milano (avendo un trasferimento a Milano che mi si prospetta). Ho scelto Padova nonostante avessi una presa di servizio da firmare anche a Roma "La Sapienza" poiche' ritengo che Padova sia un ottimo modello di "Universita' italiana": ottimo sotto il profilo strategico-amministrativo e dell'internazionalizzazione (a titolo di esempio, io qui insegno in inglese ad una classe di studenti della laurea specialistica che vengono da tutto il mondo -- nell'ambito del progetto strategico europeo Erasmus Mundus, unico nel suo genere in Europa per la matematica pura).

Non ho mai preso parte attiva alla vita politica di questo paese nel senso che non ho e non ho mai avuto nessuna tessera di partito. La mia carriera universitaria non e' stata soggetta ad alcun "nepotismo" che spesso mortifica e spreca i nostri migliori talenti. Ritengo che la politica sia innanzi tutto "servizio" e ritengo che questo "servizio" sia ora necessario e urgente prestarlo per completare quella grande opera di rinnovamento del nostro sistema universitario: una espressione politica che riflette un movimento trasversale apolitico d'opinione e di civilizzazione.

Infine, spero che questa iniziativa del Partito Democratico possa raccogliere quelle persone che hanno vissuto in Italia coltivando l'idea che il senso civico, il rispetto delle leggi e le istituzioni pubbliche -- come le nostre Universita' -- siano risorse inestimabili di questo paese e che sia necessario metterle a fondamento della vita comune.

Grazie per l'attenzione. Cordialmente, Luca Barbieri Viale.