RIASSUNTO
Gli Autori approfondiscono l'interpretazione del profilo psicofisico
del paziente che ricorre a terapie antistress in stazione termale.
Lo studio muove dall'indagine e dall'approfondimento delle acquisizioni
sullo stress e sulle sue molteplici conseguenze.
A questo scopo sono state esaminate, presso la stazione termale
di Saturnia (Gr), le possibilità offerte da una struttura
adeguatamente specializzata.
Attraverso l'analisi di un campione selezionato di pazienti è
possibile prospettare, in stazione termale, un intervento più
approfondito sullo stato psichico e sulle patologie organiche
correlate.
PAROLE CHIAVE: Stress, Intervento termale, Indagine conoscitiva.
A cognitive investigation about the typology of the "psichically comfortless" patient treated at the spa: the risk of somal setting
SUMMARY
The Authors investigate the interpretation of the psycho-physical
outline of patients calling at the spa for an antistress treatment.
The research is based on a deeper investigation of the up-to date
knowledge about the stress and its various consequences.
To this purpose, the Authors examined the antistress opportunities
that an adeguately equipped spa, such as Saturnia, can offer.
Through the analysis of a selected group of patients, it is possible
to forsee that, at the spa, a more accurate investigation on the
psychic condition and on the organic illnesses related therewith
ca be successfully obtained.
KEY WORDS: Stress, Watering resort, Cognitive investigation.
E' ormai ampiamente provato lo stretto rapporto esistente tra
stress emozionale e malattia.
Il concetto di stress è ampio ed i media se ne sono appropriati
conferendogli una connotazione quasi esclusivamente negativa.
In realtà lo stress è una fisiologica reazione di
risposta dell'organismo a stimoli esterni e/o interni senza la
quale verrebbe a mancare un fondamentale meccanismo di adattamento
(16).
Tuttavia, quando l'organismo è sottoposto ad una serie
troppo numerosa, prolungata ed intensa di stressor, mancando i
necessari intervalli di recupero, la reazione di stress passa
in una fase di resistenza che si protrae e spesso si conclude
con l'esaurimento dei meccanismi difensivi. Da questo momento
esistono le premesse per lo svilupparsi di patologie da stress
e/o di particolare ricettività ad alcune malattie: si parla
ora di "distress" (4).
L'incapacità di far fronte agli stimoli incide sia sul
piano psichico che somatico. A questo proposito bisogna considerare
che la comparsa di "distress" dipende oltre che dalla
ripetizione e dall'intensità degli "stressor"
in gran parte anche dai meccanismi di gestione individuale degli
eventi "destabilizzanti", dall'emotività con
cui si affrontano le informazioni e le situazioni e dalle gratificazioni
che si ricevono (12) ovvero la nocività degli "stressor"
dipende in gran parte dalle modalità di rielaborazione
cognitiva, diverse in ciascun individuo in rapporto al bagaglio
genetico ed alle esperienze maturate in precedenza. Non a caso
il fisiologo Hans Selye affermava che "per quanto riguarda
lo stress, non è tanto importante quello che ci accade
quanto il modo in cui noi lo interpretiamo" (16).
A livello somatico lo stress si manifesta producendo modificazioni
a carico dei principali sistemi deputati al controllo dell'omeostasi
organica: il sistema endocrino, il neurovegetativo e l'immunitario
(1,3,7,8).
E' assodato che le emozioni producono variazioni dei livelli ormonali,
modificazioni dell'equilibrio vegetativo ed alterazioni della
risposta immunitaria. Vengono attivati il sistema nervoso simpatico
e la midollare e corticale del surrene.
La stimolazione dell'ortosimpatico suscita una risposta ergotropa
definita da Cannon "di lotta e di fuga": termogenesi,
iperglicemia, aumento degli acidi grassi non esterificati.
L'attivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene influenza la
liberazione di corticosteroidi, cortisolo in particolare (2,5,13);
un'ipersollecitazione in questo senso comporta una consistente
elevazione di ormoni corticosurrenalici in grado di ridurre in
misura notevole il numero di linfociti T, di gammaglobuline circolanti
ed anche di immunoglubuline A locali (1,3,4,8,13). Ciò
influenza la reattività immunitaria favorendo lo svilupparsi
di malattie dalle più "banali" (per le quali
non dobbiamo tuttavia trascurare la possibilità di recidive
e di cronicizzazione) alle più severe.
Nel caso dell'uomo un rapporto tra stress emozionale ed aumentata
suscettibilità a malattie infettive è stata riportata
nel caso di patologie infettive e streptococciche, nelle infezioni
virali delle vie aeree superiori (rinovirus, adenovirus), nella
mononucleosi infettiva, nello sviluppo di tubercolosi polmonare,
nel decorso delle infezioni da herpes labialis (3).
Il distress, quindi, pur non essendo di per se inquadrabile come
malattia, può divenire concausa di molte patologie, non
ultima quella neoplastica.
Intervenendo sullo stress è possibile attuare una prevenzione
estremamente utile se consideriamo che le patologie da stress
o l'evoluzione di patologie che possono essere influenzate dalla
condizione di stress, incidono attualmente sulla mortalità
nel mondo occidentale in misura di poco inferiore al 100%.
Ogni persona ha un proprio (o i propri) organi di somatizzazione.
Classici organi bersaglio sono l'apparato digerente, il respiratorio,
il cardiocircolatorio, il neuroendocrico, il tegumentario; questa
relazione è strettamente individuale, sia nell'espressione
della patologia che nei tempi di evoluzione.
Nasce la necessità di avere un approccio globale al problema.
Il soggetto da prendere in considerazione diventa "l'uomo
malato": in questo approccio, che considera il malato nella
sua globalità psicofisica, l'obiettivo deve essere quello
di riuscire a descrivere analiticamente i diversi determinanti
(emozionali e somatici) e di studiarne le reciproche interazioni
a livello etiopatogenetico.
Anche la malattia è vista non come un evento fatalmente
incidente ma come conseguenza di una condizione di squilibrio.
La guarigione, infine, non si identifica con la scomparsa dei
sintomi ma con il raggiungimento di un nuovo equilibrio dinamico.
Con riferimento particolare al benessere psichico la stazione
termale può essere considerata come una realtà terapeutica
estremamente efficace nel garantire possibilità di recupero.
La stazione termale, così com'è strutturata attualmente,
resa completa nella diagnostica e nella terapia ed in grado di
prendere in carico problemi complessi, può assumere il
ruolo di presidio nel quale coesistono caratteri di rigore medico-scientifico
non associati tuttavia ad aspetti di ricovero-degenza e momenti,
altrettanto efficaci ai fini terapeutici, di recupero psicofisico.
Dall'assunto che un intervento sullo stato psichico è alla
base di modificazioni comportamentali che influiscono sullo stato
fisico, si sono volute evidenziare le possibilità offerte
dal soggiorno e da alcune metodiche terapeutiche termali su situazioni
di disagio psichico e patologie derivanti.
L'intervento finalizzato alla riabilitazione psichica si fonda
sul presupposto che è quasi sempre impossibile rimuovere
la causa o le cause dello stress. Durante un soggiorno termale
si possono ottenere tuttavia le condizioni ideali perché
la persona impari a convivere con le proprie tensioni anche elevando
la soglia di tollerabilità.
In particolare la persona dovrebbe essere indotta ad apprendere
un ruolo attivo nella gestione dello stress ed a partecipare attivamente
al programma terapeutico.
Il presupposto è che in stazione termale esistano condizioni
particolari in grado di intervenire sullo stato psichico del paziente.
Molte stazioni termali possono essere considerate luoghi ideali
per la prevenzione e la cura dello stress, in virtù dei
loro requisiti ambientali ed ecologico-climatici.
Le Terme di Saturnia si propongono per la loro specializzazione
nel trattamento dello stress e dei suoi effetti sul soma.
Il patrimonio ambientale garantisce la presenza di una quota adeguata
di aeroioni a carica negativa che, come noto, influiscono su molte
funzioni organiche e sullo stato psichico soprattutto attraverso
l'induzione di assestamenti dell'equilibrio ormonale.
E' dimostrata un'azione inibitoria della ionizzazione negativa
sulla produzione di serotonina; una ionizzazione positiva al contrario
sembra aumentarne i livelli centrali e periferici (6).
Considerando che i neuroni serotoninergici, agendo direttamente
sui siti di produzione del fattore liberante l'ACTH, attivano
l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, si può comprendere come
una adeguata ionizzazione negativa si traduca in uno stato di
benessere generale con attenuazione dell'ansia e dell'agitazione
psicomotoria. La ionizzazione negativa favorisce inoltre l'attenuazione
delle manifestazioni più o meno evidenti di cefalea, nausea,
inquietudine e dispnea che compaiono in eccesso di ioni a carica
positiva (6,9,15).
Dal punto di vista più strettamente ambientale poter fruire
di un intervento medico in un ambiente ricco di stimoli influisce
favorendo l'aspetto motivazionale e l'atteggiamento psichico del
soggetto di fronte al disagio.
Numerose esperienze depongono per una migliorata reattività
organica e psichica, in grado di favorire i programmi terapeutici,
in ambienti ricchi di stimoli e privi di connotazioni negative.
L'interpretazione del fenomeno è ancora quella di un'azione
sui meccanismi psiconeuro-immuno-endocrini.
Nel campo più specifico termale l'idrocrenoterapia rappresenta
una delle metodiche che, pur empiricamente impiegate fin dal secolo
scorso nella cura delle turbe psichiche, mantiene oggi, con approfondimenti
scientifici, una reale validità.
In passato molti Autori hanno segnalato modificazioni ottenibili
con l'utilizzo di metodiche idroterapiche su pressione arteriosa,
frequenza cardiaca e sull'equilibrio orto-parasimpatico.
L'ipotesi interpretativa più accreditata è quella
di una mediazione operata dalle numerose ed estremamente differenziate
terminazioni sensitive della cute verso strutture periferiche
e centrali. La semplice stimolazione fisica favorisce infatti
la produzione di endorfine da cui derivano gli effetti morfinici
sul dolore e sull'ansia e che parallelamente agiscono a livello
dei suoi equivalenti somatici.
La crenoterapia in questo contesto coinvolge massivamente l'organo
cutaneo, importante per le succitate funzioni di collegamento
tra soma e psiche.
Nel quadro del termalismo come trattamento e prevenzione dello
stress e dei suoi effetti, la stazione termale di Saturnia si
inserisce anche e soprattutto per il patrimonio idrominerale.
La temperatura naturale di scaturigine dell'acqua (37,5°C)
ha di per se un'azione rilassante sia a livello fisico che psichico.
Una delle principali azioni terapeutiche deriva dalla particolare
composizione delle acque solfuree di Saturnia. Ricordiamo brevemente
che l'idrogeno solforato possiede un'azione di stimolo parasimpatico
tonico-sedativa; l'anidride carbonica agisce rallentando la conducibilità
nervosa con effetto antispastico-sedativo soprattutto in situazioni
di ipereccitabilità nervosa; i solfati hanno azione antispastica;
il calcio ed il magnesio hanno azione rilassante e sedativa con
meccanismo centrale e periferico.
Lo zolfo, in particolare, esplica un'azione diretta sui recettori
della cute provocando reazioni e risposte locali e sistemiche.
Le acque solfuree, agiscono inoltre potenziando le risposte immunitarie
generali e locali (stimolazione alla produzione di IgG, IgM, IgA)
(10).
I presidi termali attualmente utilizzati per il controllo dello
stress vanno dalla semplice balneazione in piscina termale al
potenziamento degli effetti specifici delle acque solfuree ottenuto
con metodiche di idromassaggio, massaggio subacqueo con lancia
e balneoterapia a temperatura alternata.
A questi interventi classicamente termali si affiancano supporti
di terapia fisica quali la massoterapia rilassante e tonificante.
Da ultimo, ma di primaria importanza soprattutto per l'autogestione
delle condizioni di stress, è l'attività fisica
che prevede un programma di esercizi in palestra ed attività
in piscina termale.
Un aspetto essenziale è il coordinamento e lo svolgimento
di programmi personalizzati di esercizio fisico attraverso associato
a tecniche respiratorie; la dinamica del respiro è infatti
fortemente influenzata dagli stati emozionali ed imparare a controllare
la propria attività respiratoria in condizioni di stress
contribuisce alla sua gestione. Sono utili sussidi lo stretching
e programmi di ginnastica dolce a secco ed in acqua.
Un'importanza fondamentale è rivestita dalle tecniche di
rilassamento. L'educazione al rilassamento è un aspetto
che, nella sua accezione più moderna, accomuna varie metodiche
quali il training autogeno di Shultz e metodiche di biofeedback.
Il soggetto è aiutato a porre il proprio soma in condizioni
di rilassamento globale al fine di ridurre lo stato d'ansia connesso
allo stress; l'ansia infatti influenza negativamente le risposte
adattative ed agisce come fattore di aggravamento e cronicizzazione
del processo.
Presso le Terme di Saturnia vengono eseguiti altri trattamenti
specifici di rilassamento: massoterapia tonico-stimolante e l'Aquarelaxation.
L'Aquarelaxation-Waterbalancing è una tecnica di rilassamento
effettuata in acqua da un terapista. Prevede più stadi,
a partire da un totale relax e galleggiamento nella piscina termale
senza nessuna partecipazione attiva da parte del soggetto ma con
l'intervento dell'operatore sul corpo rilassato. Le sollecitazioni
esterne ridotte al minimo permettono di raggiungere livelli ottimali
di rilassamento. Successivamente e in presenza di una maggiore
confidenza con l'acqua, il trattamento sarà integrato con
esercizi respiratori sempre coadiuvati da un terapista.
Dalla popolazione afferente alle Terme di Saturnia nella stagione
termale 1995-96 sono stati ammessi allo studio 53 pazienti dei
133 che avevano richiesto l'accesso al programma antistress.
La selezione è avvenuta sulla base della presenza di disturbi
somatici (tachicardia, precordialgie, dispnea, dispepsia, sindrome
da intestino irritabile, rachialgie, occasionali episodi ipertensivi,
dermatosi). Nei pazienti in casistica era richiesta l'esclusione
di patologie organiche tramite accertamenti clinici, strumentali
ed ematochimici (E.C.G., Holter, esame spirometrico, accertamenti
ecografici, radiologici ed endoscopici).
La fascia d'età maggiormente rappresentata è compresa
tra i 35-44 anni. Dei pazienti 11 sono compresi tra 25 ed i 34
anni, 18 tra i 33 ed i 44 anni, 15 tra i 45 ed i 54 anni, 9 oltre
i 55 anni (fig. 1).
Nella casistica figurano 28 uomini e 25 donne (fig. 2).
MATERIALI E METODI
Il quadro di stress è stato indagato attraverso una serie
di rilevamenti studiati in base alle necessità di valutazione
della tipologia del campione in esame.
Sono stati impiegati:
La batteria dei test somministrati comprende test cognitivi ed
in seguito il MMPI, questionario multifasico di personalità,
nella forma ridotta (375 item).
In breve i test impiegati consistono in:
La decisione di condurre il colloquio specialistico (fondamentale) al termine della batteria di test è dettata da considerazioni tratte da specialisti sulle peculiarità del campione indagato.
Nei 53 pazienti in casistica, valutando il grado di ansia o di stress, si è potuto osservare dai valori ottenuti nei test somministrati la presenza di punteggi medi che evidenziavano una reale sofferenza e un reale stato di stress in grado di condurre a quadri di patologie organiche.
TEST DI HOLMES E RAHE
Osservando la somma dei singoli punteggi ottenuti (fig. 3) rileviamo
valori medi di 113,64 suddivisi in 134,8 nelle donne e 94,75 negli
uomini.
L'interpretazione del test prevede, sulla base di studi, che un
totale raggiunto di 50 punti può essere già causa
di disturbi; maggiore è il totale più probabile
l'insorgere della malattia.
Michael Irwin ha recentemente evidenziato che un alto valore ottenuto
con la scala di Holmes e Rahe è collegato a depressione
psichica e a deterioramento delle risposte immunitarie (4).
Il campione esaminato presso le Terme di Saturnia evidenzia non
lievi difficoltà di riadattamento sociale in risposta alle
situazioni stressanti proposte. I valori non sono tuttavia indicativi
di forte o fortissima condizione di disagio e non possono evidentemente
essere considerati sufficienti per la valutazione di uno stato
di disagio/stress.
Segnaliamo che il test è stato messo in discussione da
più Autori soprattutto perché permetterebbe una
valutazione esclusivamente quantitativa dello stress che, a parere
degli studiosi, è estremamente limitativo.
Il test di Holmes e Rahe è stato comunque inserito nel
programma di studio perché ritenuto utile nel protocollo
valutativo del particolare tipo di popolazione indagata.
STAI Y1 - Y2
I punteggi medi riscontrati nei test sono stati di 63,64 per lo
Stai Y1 e 61,92 per lo Stai Y2 (fig. 4).
Si osserva nelle donne una leggera prevalenza dei valori di Stai
Y1 (66,64) rispetto agli uomini (60,96).
Per lo Stai Y2 la differenza è circa dimezzata: 63,64 nelle
donne e 60, 39 negli uomini.
I punteggi grezzi elaborati indicano che tutti i pazienti in esame
presentano valori medi di ansia sia di tratto che di stato relativamente
elevati.
MMPI
Esaminate le scale di controllo (L,F,K) è stata appurata
la validità delle risposte fornite.
Dall'esame delle scale cliniche del Minnesota Test si è
osservato, mediante l'analisi delle punte, che i valori medi maggiormente
elevati erano presenti nelle scale: Hy (isteria), Hs (ipocondria),
D (depressione) (fig. 5, fig. 6, fig. 7,
fig. 8, fig. 9).
(Ricordiamo qui che la terminologia delle scale è a tutt'oggi
considerata impropria ed oggetto di revisione).
In tutti i soggetti esaminati si è manifestato il tipico
profilo V di conversione (punteggi più elevati nelle scale
Hy, Hs e D): questo tipo di profilo è indicativo di soggetti
che in particolari situazioni di stress possono manifestare vere
e proprie somatizzazioni dell'ansia (11).
Ciò è ampiamente riportato in letteratura ed è
altrettanto segnalato che soggetti portatori di questo tipo di
profilo sono spesso sofferenti per dolore cronico e/o frequentemente
ricorrente, fenomeno presente nella maggioranza dei soggetti della
nostra ricerca.
Anche lo studio del MMPI secondo aree evidenzia come l'area nevrotica
che raggruppa le scale Hy, Hs e D, presenti punteggi elevati:
il soggetto manifesterà in questo caso difficoltà
emotive e tendenza ad utilizzare il corpo per l'espressione dei
propri sintomi psichici alla ricerca di vantaggi secondari. Da
notare che in ogni caso il rapporto con la realtà si mantiene
sostanzialmente adeguato (14).
Il numero sempre crescente di individui che ricorrono a programmi
antistress anche all'interno di strutture termali evidenzia l'estrema
attualità e portata del problema e dimostra una crescente
attenzione nei confronti della relazione tra aspetti psicologici
ed organici del disturbo da stress cronico.
Sul campione da noi studiato è emersa la volontà
di contenere gli aspetti psicologici del disturbo ed anche di
eliminarne le somatizzazioni e le patologie conseguenti.
L'indagine ha dimostrato nella popolazione afferente ai programmi
antistress delle Terme di Saturnia un profilo denominato "
V di conversione" che, pur non potendo essere classificato
come patologia, è fortemente in causa nel determinismo
di malattie, soprattutto degenerative tra le più diffuse
nel mondo occidentale, causa di perdita della qualità di
vita e della vita stessa.
Lo studio si propone come preliminare ad un'indagine che valuti
le possibilità dell'intervento termale (preventivo, terapeutico
e riabilitativo) sulle patologie esaminate. In seguito ad ulteriori
approfondimenti si potrà prospettare la conduzione, in
stazione termale, di un intervento ampliato e sempre più
efficace.