INDAGINE CONOSCITIVA SULLA TIPOLOGIA DELL'OSPITE TERMALE
"PSICHICAMENTE DISAGIATO":
IL RISCHIO DELLA STRUTTURAZIONE SOMATICA

Università degli Studi di Milano
Cattedra di Terapia Medica e Medicina Termale
Centro Studi e Ricerche di Medicina Termale
Direttore: Prof. G. Nappi


G. Nappi, M.M. Masciocchi, N.A. Fortunati, L. Marino, S. Molinari

RIASSUNTO
Gli Autori approfondiscono l'interpretazione del profilo psicofisico del paziente che ricorre a terapie antistress in stazione termale.
Lo studio muove dall'indagine e dall'approfondimento delle acquisizioni sullo stress e sulle sue molteplici conseguenze.
A questo scopo sono state esaminate, presso la stazione termale di Saturnia (Gr), le possibilità offerte da una struttura adeguatamente specializzata.
Attraverso l'analisi di un campione selezionato di pazienti è possibile prospettare, in stazione termale, un intervento più approfondito sullo stato psichico e sulle patologie organiche correlate.

PAROLE CHIAVE: Stress, Intervento termale, Indagine conoscitiva.

A cognitive investigation about the typology of the "psichically comfortless" patient treated at the spa: the risk of somal setting

SUMMARY
The Authors investigate the interpretation of the psycho-physical outline of patients calling at the spa for an antistress treatment.
The research is based on a deeper investigation of the up-to date knowledge about the stress and its various consequences.
To this purpose, the Authors examined the antistress opportunities that an adeguately equipped spa, such as Saturnia, can offer.
Through the analysis of a selected group of patients, it is possible to forsee that, at the spa, a more accurate investigation on the psychic condition and on the organic illnesses related therewith ca be successfully obtained.

KEY WORDS: Stress, Watering resort, Cognitive investigation.

E' ormai ampiamente provato lo stretto rapporto esistente tra stress emozionale e malattia.
Il concetto di stress è ampio ed i media se ne sono appropriati conferendogli una connotazione quasi esclusivamente negativa. In realtà lo stress è una fisiologica reazione di risposta dell'organismo a stimoli esterni e/o interni senza la quale verrebbe a mancare un fondamentale meccanismo di adattamento (16).
Tuttavia, quando l'organismo è sottoposto ad una serie troppo numerosa, prolungata ed intensa di stressor, mancando i necessari intervalli di recupero, la reazione di stress passa in una fase di resistenza che si protrae e spesso si conclude con l'esaurimento dei meccanismi difensivi. Da questo momento esistono le premesse per lo svilupparsi di patologie da stress e/o di particolare ricettività ad alcune malattie: si parla ora di "distress" (4).
L'incapacità di far fronte agli stimoli incide sia sul piano psichico che somatico. A questo proposito bisogna considerare che la comparsa di "distress" dipende oltre che dalla ripetizione e dall'intensità degli "stressor" in gran parte anche dai meccanismi di gestione individuale degli eventi "destabilizzanti", dall'emotività con cui si affrontano le informazioni e le situazioni e dalle gratificazioni che si ricevono (12) ovvero la nocività degli "stressor" dipende in gran parte dalle modalità di rielaborazione cognitiva, diverse in ciascun individuo in rapporto al bagaglio genetico ed alle esperienze maturate in precedenza. Non a caso il fisiologo Hans Selye affermava che "per quanto riguarda lo stress, non è tanto importante quello che ci accade quanto il modo in cui noi lo interpretiamo" (16).
A livello somatico lo stress si manifesta producendo modificazioni a carico dei principali sistemi deputati al controllo dell'omeostasi organica: il sistema endocrino, il neurovegetativo e l'immunitario (1,3,7,8).
E' assodato che le emozioni producono variazioni dei livelli ormonali, modificazioni dell'equilibrio vegetativo ed alterazioni della risposta immunitaria. Vengono attivati il sistema nervoso simpatico e la midollare e corticale del surrene.
La stimolazione dell'ortosimpatico suscita una risposta ergotropa definita da Cannon "di lotta e di fuga": termogenesi, iperglicemia, aumento degli acidi grassi non esterificati.
L'attivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene influenza la liberazione di corticosteroidi, cortisolo in particolare (2,5,13); un'ipersollecitazione in questo senso comporta una consistente elevazione di ormoni corticosurrenalici in grado di ridurre in misura notevole il numero di linfociti T, di gammaglobuline circolanti ed anche di immunoglubuline A locali (1,3,4,8,13). Ciò influenza la reattività immunitaria favorendo lo svilupparsi di malattie dalle più "banali" (per le quali non dobbiamo tuttavia trascurare la possibilità di recidive e di cronicizzazione) alle più severe.
Nel caso dell'uomo un rapporto tra stress emozionale ed aumentata suscettibilità a malattie infettive è stata riportata nel caso di patologie infettive e streptococciche, nelle infezioni virali delle vie aeree superiori (rinovirus, adenovirus), nella mononucleosi infettiva, nello sviluppo di tubercolosi polmonare, nel decorso delle infezioni da herpes labialis (3).
Il distress, quindi, pur non essendo di per se inquadrabile come malattia, può divenire concausa di molte patologie, non ultima quella neoplastica.


AZIONE SULLO STRESS COME INTERVENTO PREVENTIVO PRIMARIO

Intervenendo sullo stress è possibile attuare una prevenzione estremamente utile se consideriamo che le patologie da stress o l'evoluzione di patologie che possono essere influenzate dalla condizione di stress, incidono attualmente sulla mortalità nel mondo occidentale in misura di poco inferiore al 100%.
Ogni persona ha un proprio (o i propri) organi di somatizzazione.
Classici organi bersaglio sono l'apparato digerente, il respiratorio, il cardiocircolatorio, il neuroendocrico, il tegumentario; questa relazione è strettamente individuale, sia nell'espressione della patologia che nei tempi di evoluzione.
Nasce la necessità di avere un approccio globale al problema.
Il soggetto da prendere in considerazione diventa "l'uomo malato": in questo approccio, che considera il malato nella sua globalità psicofisica, l'obiettivo deve essere quello di riuscire a descrivere analiticamente i diversi determinanti (emozionali e somatici) e di studiarne le reciproche interazioni a livello etiopatogenetico.
Anche la malattia è vista non come un evento fatalmente incidente ma come conseguenza di una condizione di squilibrio.
La guarigione, infine, non si identifica con la scomparsa dei sintomi ma con il raggiungimento di un nuovo equilibrio dinamico.

Con riferimento particolare al benessere psichico la stazione termale può essere considerata come una realtà terapeutica estremamente efficace nel garantire possibilità di recupero.
La stazione termale, così com'è strutturata attualmente, resa completa nella diagnostica e nella terapia ed in grado di prendere in carico problemi complessi, può assumere il ruolo di presidio nel quale coesistono caratteri di rigore medico-scientifico non associati tuttavia ad aspetti di ricovero-degenza e momenti, altrettanto efficaci ai fini terapeutici, di recupero psicofisico.


L'INTERVENTO TERMALE

Dall'assunto che un intervento sullo stato psichico è alla base di modificazioni comportamentali che influiscono sullo stato fisico, si sono volute evidenziare le possibilità offerte dal soggiorno e da alcune metodiche terapeutiche termali su situazioni di disagio psichico e patologie derivanti.
L'intervento finalizzato alla riabilitazione psichica si fonda sul presupposto che è quasi sempre impossibile rimuovere la causa o le cause dello stress. Durante un soggiorno termale si possono ottenere tuttavia le condizioni ideali perché la persona impari a convivere con le proprie tensioni anche elevando la soglia di tollerabilità.
In particolare la persona dovrebbe essere indotta ad apprendere un ruolo attivo nella gestione dello stress ed a partecipare attivamente al programma terapeutico.
Il presupposto è che in stazione termale esistano condizioni particolari in grado di intervenire sullo stato psichico del paziente.
Molte stazioni termali possono essere considerate luoghi ideali per la prevenzione e la cura dello stress, in virtù dei loro requisiti ambientali ed ecologico-climatici.
Le Terme di Saturnia si propongono per la loro specializzazione nel trattamento dello stress e dei suoi effetti sul soma.

Il patrimonio ambientale garantisce la presenza di una quota adeguata di aeroioni a carica negativa che, come noto, influiscono su molte funzioni organiche e sullo stato psichico soprattutto attraverso l'induzione di assestamenti dell'equilibrio ormonale.
E' dimostrata un'azione inibitoria della ionizzazione negativa sulla produzione di serotonina; una ionizzazione positiva al contrario sembra aumentarne i livelli centrali e periferici (6).
Considerando che i neuroni serotoninergici, agendo direttamente sui siti di produzione del fattore liberante l'ACTH, attivano l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, si può comprendere come una adeguata ionizzazione negativa si traduca in uno stato di benessere generale con attenuazione dell'ansia e dell'agitazione psicomotoria. La ionizzazione negativa favorisce inoltre l'attenuazione delle manifestazioni più o meno evidenti di cefalea, nausea, inquietudine e dispnea che compaiono in eccesso di ioni a carica positiva (6,9,15).
Dal punto di vista più strettamente ambientale poter fruire di un intervento medico in un ambiente ricco di stimoli influisce favorendo l'aspetto motivazionale e l'atteggiamento psichico del soggetto di fronte al disagio.
Numerose esperienze depongono per una migliorata reattività organica e psichica, in grado di favorire i programmi terapeutici, in ambienti ricchi di stimoli e privi di connotazioni negative. L'interpretazione del fenomeno è ancora quella di un'azione sui meccanismi psiconeuro-immuno-endocrini.

Nel campo più specifico termale l'idrocrenoterapia rappresenta una delle metodiche che, pur empiricamente impiegate fin dal secolo scorso nella cura delle turbe psichiche, mantiene oggi, con approfondimenti scientifici, una reale validità.
In passato molti Autori hanno segnalato modificazioni ottenibili con l'utilizzo di metodiche idroterapiche su pressione arteriosa, frequenza cardiaca e sull'equilibrio orto-parasimpatico.
L'ipotesi interpretativa più accreditata è quella di una mediazione operata dalle numerose ed estremamente differenziate terminazioni sensitive della cute verso strutture periferiche e centrali. La semplice stimolazione fisica favorisce infatti la produzione di endorfine da cui derivano gli effetti morfinici sul dolore e sull'ansia e che parallelamente agiscono a livello dei suoi equivalenti somatici.
La crenoterapia in questo contesto coinvolge massivamente l'organo cutaneo, importante per le succitate funzioni di collegamento tra soma e psiche.

Nel quadro del termalismo come trattamento e prevenzione dello stress e dei suoi effetti, la stazione termale di Saturnia si inserisce anche e soprattutto per il patrimonio idrominerale.
La temperatura naturale di scaturigine dell'acqua (37,5°C) ha di per se un'azione rilassante sia a livello fisico che psichico.
Una delle principali azioni terapeutiche deriva dalla particolare composizione delle acque solfuree di Saturnia. Ricordiamo brevemente che l'idrogeno solforato possiede un'azione di stimolo parasimpatico tonico-sedativa; l'anidride carbonica agisce rallentando la conducibilità nervosa con effetto antispastico-sedativo soprattutto in situazioni di ipereccitabilità nervosa; i solfati hanno azione antispastica; il calcio ed il magnesio hanno azione rilassante e sedativa con meccanismo centrale e periferico.
Lo zolfo, in particolare, esplica un'azione diretta sui recettori della cute provocando reazioni e risposte locali e sistemiche. Le acque solfuree, agiscono inoltre potenziando le risposte immunitarie generali e locali (stimolazione alla produzione di IgG, IgM, IgA) (10).
I presidi termali attualmente utilizzati per il controllo dello stress vanno dalla semplice balneazione in piscina termale al potenziamento degli effetti specifici delle acque solfuree ottenuto con metodiche di idromassaggio, massaggio subacqueo con lancia e balneoterapia a temperatura alternata.
A questi interventi classicamente termali si affiancano supporti di terapia fisica quali la massoterapia rilassante e tonificante. Da ultimo, ma di primaria importanza soprattutto per l'autogestione delle condizioni di stress, è l'attività fisica che prevede un programma di esercizi in palestra ed attività in piscina termale.
Un aspetto essenziale è il coordinamento e lo svolgimento di programmi personalizzati di esercizio fisico attraverso associato a tecniche respiratorie; la dinamica del respiro è infatti fortemente influenzata dagli stati emozionali ed imparare a controllare la propria attività respiratoria in condizioni di stress contribuisce alla sua gestione. Sono utili sussidi lo stretching e programmi di ginnastica dolce a secco ed in acqua.
Un'importanza fondamentale è rivestita dalle tecniche di rilassamento. L'educazione al rilassamento è un aspetto che, nella sua accezione più moderna, accomuna varie metodiche quali il training autogeno di Shultz e metodiche di biofeedback.
Il soggetto è aiutato a porre il proprio soma in condizioni di rilassamento globale al fine di ridurre lo stato d'ansia connesso allo stress; l'ansia infatti influenza negativamente le risposte adattative ed agisce come fattore di aggravamento e cronicizzazione del processo.
Presso le Terme di Saturnia vengono eseguiti altri trattamenti specifici di rilassamento: massoterapia tonico-stimolante e l'Aquarelaxation.
L'Aquarelaxation-Waterbalancing è una tecnica di rilassamento effettuata in acqua da un terapista. Prevede più stadi, a partire da un totale relax e galleggiamento nella piscina termale senza nessuna partecipazione attiva da parte del soggetto ma con l'intervento dell'operatore sul corpo rilassato. Le sollecitazioni esterne ridotte al minimo permettono di raggiungere livelli ottimali di rilassamento. Successivamente e in presenza di una maggiore confidenza con l'acqua, il trattamento sarà integrato con esercizi respiratori sempre coadiuvati da un terapista.


CONTRIBUTO SPERIMENTALE

Dalla popolazione afferente alle Terme di Saturnia nella stagione termale 1995-96 sono stati ammessi allo studio 53 pazienti dei 133 che avevano richiesto l'accesso al programma antistress.
La selezione è avvenuta sulla base della presenza di disturbi somatici (tachicardia, precordialgie, dispnea, dispepsia, sindrome da intestino irritabile, rachialgie, occasionali episodi ipertensivi, dermatosi). Nei pazienti in casistica era richiesta l'esclusione di patologie organiche tramite accertamenti clinici, strumentali ed ematochimici (E.C.G., Holter, esame spirometrico, accertamenti ecografici, radiologici ed endoscopici).
La fascia d'età maggiormente rappresentata è compresa tra i 35-44 anni. Dei pazienti 11 sono compresi tra 25 ed i 34 anni, 18 tra i 33 ed i 44 anni, 15 tra i 45 ed i 54 anni, 9 oltre i 55 anni (fig. 1).
Nella casistica figurano 28 uomini e 25 donne (fig. 2).

MATERIALI E METODI

Il quadro di stress è stato indagato attraverso una serie di rilevamenti studiati in base alle necessità di valutazione della tipologia del campione in esame.
Sono stati impiegati:

La batteria dei test somministrati comprende test cognitivi ed in seguito il MMPI, questionario multifasico di personalità, nella forma ridotta (375 item).
In breve i test impiegati consistono in:

La decisione di condurre il colloquio specialistico (fondamentale) al termine della batteria di test è dettata da considerazioni tratte da specialisti sulle peculiarità del campione indagato.


RISULTATI

Nei 53 pazienti in casistica, valutando il grado di ansia o di stress, si è potuto osservare dai valori ottenuti nei test somministrati la presenza di punteggi medi che evidenziavano una reale sofferenza e un reale stato di stress in grado di condurre a quadri di patologie organiche.

TEST DI HOLMES E RAHE
Osservando la somma dei singoli punteggi ottenuti (fig. 3) rileviamo valori medi di 113,64 suddivisi in 134,8 nelle donne e 94,75 negli uomini.
L'interpretazione del test prevede, sulla base di studi, che un totale raggiunto di 50 punti può essere già causa di disturbi; maggiore è il totale più probabile l'insorgere della malattia.
Michael Irwin ha recentemente evidenziato che un alto valore ottenuto con la scala di Holmes e Rahe è collegato a depressione psichica e a deterioramento delle risposte immunitarie (4).
Il campione esaminato presso le Terme di Saturnia evidenzia non lievi difficoltà di riadattamento sociale in risposta alle situazioni stressanti proposte. I valori non sono tuttavia indicativi di forte o fortissima condizione di disagio e non possono evidentemente essere considerati sufficienti per la valutazione di uno stato di disagio/stress.
Segnaliamo che il test è stato messo in discussione da più Autori soprattutto perché permetterebbe una valutazione esclusivamente quantitativa dello stress che, a parere degli studiosi, è estremamente limitativo.
Il test di Holmes e Rahe è stato comunque inserito nel programma di studio perché ritenuto utile nel protocollo valutativo del particolare tipo di popolazione indagata.

STAI Y1 - Y2
I punteggi medi riscontrati nei test sono stati di 63,64 per lo Stai Y1 e 61,92 per lo Stai Y2 (fig. 4).
Si osserva nelle donne una leggera prevalenza dei valori di Stai Y1 (66,64) rispetto agli uomini (60,96).
Per lo Stai Y2 la differenza è circa dimezzata: 63,64 nelle donne e 60, 39 negli uomini.
I punteggi grezzi elaborati indicano che tutti i pazienti in esame presentano valori medi di ansia sia di tratto che di stato relativamente elevati.

MMPI
Esaminate le scale di controllo (L,F,K) è stata appurata la validità delle risposte fornite.
Dall'esame delle scale cliniche del Minnesota Test si è osservato, mediante l'analisi delle punte, che i valori medi maggiormente elevati erano presenti nelle scale: Hy (isteria), Hs (ipocondria), D (depressione) (fig. 5, fig. 6, fig. 7, fig. 8, fig. 9).
(Ricordiamo qui che la terminologia delle scale è a tutt'oggi considerata impropria ed oggetto di revisione).
In tutti i soggetti esaminati si è manifestato il tipico profilo V di conversione (punteggi più elevati nelle scale Hy, Hs e D): questo tipo di profilo è indicativo di soggetti che in particolari situazioni di stress possono manifestare vere e proprie somatizzazioni dell'ansia (11).
Ciò è ampiamente riportato in letteratura ed è altrettanto segnalato che soggetti portatori di questo tipo di profilo sono spesso sofferenti per dolore cronico e/o frequentemente ricorrente, fenomeno presente nella maggioranza dei soggetti della nostra ricerca.
Anche lo studio del MMPI secondo aree evidenzia come l'area nevrotica che raggruppa le scale Hy, Hs e D, presenti punteggi elevati: il soggetto manifesterà in questo caso difficoltà emotive e tendenza ad utilizzare il corpo per l'espressione dei propri sintomi psichici alla ricerca di vantaggi secondari. Da notare che in ogni caso il rapporto con la realtà si mantiene sostanzialmente adeguato (14).


CONCLUSIONI

Il numero sempre crescente di individui che ricorrono a programmi antistress anche all'interno di strutture termali evidenzia l'estrema attualità e portata del problema e dimostra una crescente attenzione nei confronti della relazione tra aspetti psicologici ed organici del disturbo da stress cronico.
Sul campione da noi studiato è emersa la volontà di contenere gli aspetti psicologici del disturbo ed anche di eliminarne le somatizzazioni e le patologie conseguenti.
L'indagine ha dimostrato nella popolazione afferente ai programmi antistress delle Terme di Saturnia un profilo denominato " V di conversione" che, pur non potendo essere classificato come patologia, è fortemente in causa nel determinismo di malattie, soprattutto degenerative tra le più diffuse nel mondo occidentale, causa di perdita della qualità di vita e della vita stessa.
Lo studio si propone come preliminare ad un'indagine che valuti le possibilità dell'intervento termale (preventivo, terapeutico e riabilitativo) sulle patologie esaminate. In seguito ad ulteriori approfondimenti si potrà prospettare la conduzione, in stazione termale, di un intervento ampliato e sempre più efficace.


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