RIASSUNTO
Nell'ambito delle patologie reumatiche la fangobalneoterapia
costituisce un'utile metodica terapeutica con la quale si ottengono
abitualmente risultati eccellenti. Scopo di questo studio é
stato quello di valutare l'efficacia della fangobalneoterapia
con acque oligominerali radioattive (acque di Lurisia) su
47 pazienti di età compresa tra i 25 e 77 anni, affetti
da varie artropatie; nonché valutare gli effetti del suddetto
trattamento fangoterapico sulla pressione arteriosa. I nostri
dati hanno documentato: a) un significativo miglioramento dei
parametri di valutazione considerati (sintomatologia dolorosa
soggettiva, funzionalità articolare, rigidità mattutina)
dopo trattamento; tale attività conferma che molte malattie
di interesse reumatologico possono trarre notevoli benefici dalla
fangobalneoterapia radioattiva; b) un significativo effetto ipotensivo
dovuto all'azione moderatrice che la fangobalneoterapia esercita
sul simpatico vasale.
PAROLE CHIAVE: Fangoterapia,
Malattie reumatiche, Pressione arteriosa.
SUMMARY
A clinic-experimental study on effects of
the fango-therapy with "Lurisia" mineral water.
Fango-therapy is thermal treatment that induces benefic
effects in rheumatic diseases. The aim of this study was investigate
anti-inflammatory activity and effects on blood pressure of fango-therapy
with "Lurisia" mineral water on 47 patients aged from
25 to 77, with several rheumatic disorders.
Our findings demonstrated that several rheumatic
diseases have benefic effects from thermal treatments and showed
hypotensive activity with fango-therapy.
KEY WORDS: Fango-therapy,
Rheumatic diseases, Blood pressure.
I benefici terapeutici della fangoterapia, così
come quelli della balneoterapia e dell'antroterapia, riconoscono
un comune denominatore terapeutico nel calore.
Tali forme di termoterapia esogena determinano nell'organismo
trattato azioni miorilassanti e decontratturanti che associate
ad attivazione ipofisaria con liberazione di ormoni e di peptidi
oppioidi provocano oltre il beneficio analgesico, spesso repentino,
la modificazione di condizioni muscolari anormali e della mobilizzazione
articolare; così pure la vasodilatazione arteriolo-capillare
indotta dall'applicazione del mezzo termale e la conseguente spinta
al miglioramento del trofismo tessutale svolgono un'azione di
ostacolo al progredire del processo degenerativo (1,2,3).
Accanto ai fenomeni di vasodilatazione cutanea vanno
valutate le modificazioni della pressione arteriosa che in genere
si manifestano nella quasi totalità dei soggetti sottoposti
alla cura, specie se ipertesi.
Infatti studi sull'antroterapia e lutoterapia hanno
evidenziato che in genere si osserva una caduta della pressione
arteriosa, sia diastolica che sistolica, e tale caduta risulta
molto evidente nei soggetti affetti da ipertensione arteriosa
(4,5,6).
Scopo della presente indagine clinica é stato
quello di valutare gli effetti della fangobalneoterapia con acque
oligominerali radioattive delle Terme di Lurisia nella
cura di alcune patologie di interesse reumatologico, nonché
le eventuali modificazioni indotte dal suddetto trattamento termale
sulla pressione arteriosa.
I fanghi termo-minerali delle Terme di Lurisia
derivano dalla commistione di una componente solida argillosa
con una componente liquida, costituita da un'acqua oligominerale
radioattiva.
Tali fanghi risultano utili nelle forme reumatiche
ed artritiche articolari, muscolari, tendinee, nei postumi di
fratture, nelle lussazioni, nelle distorsioni.
Presso l'Istituto Idrotermale di Lurisia sono
stati esaminati 47 pazienti affetti da varie malattie artroreumatiche,
17 uomini (36%) e 30 donne (64%) di età compresa tra i
25 e 77 anni (Fig. 1).
Le acque che sgorgano dalle sorgenti delle Terme
di Lurisia vengono considerate, secondo la classificazione
di Marotta e Sica (2), come acque oligominerali, radioattive,
ipotermali, batteriologicamente pure.
Le Terme di Lurisia hanno due fonti d'acqua:
- SANTA BARBARA (altamente diuretica,
con residuo fisso secco a 180°C pari a 36 mg/l; minimamente
radioattiva; temperatura dell'acqua alla sorgente +9°C; pH
= 6,98 a 20°C; gas disciolti in 1 lt d'acqua: O2
= 9,3 mg/l; CO2 libera = 5,5 mg/l; sali disciolti in
ioni: Ca++ 3,5 mg/l, Na+ 2,5 mg/l, K+
0,9 mg/l, Mg++ 0,4 mg/l, HC03-
15 mg/l);
- GARBARINO (con residuo fisso secco
a 180°C pari a 116 mg/l; altamente radioattiva, la radioattività
é pari a 1146 millimicrocurie per litro; temperatura alla
sorgente pari a +9°C; pH = 6,98 a 20°C; contiene disciolti
alla sorgente i seguenti gas: O2 = 9 mg/l, CO2
libera 11,8 mg/l, radon 1146,6 millimicrocurie/l; sali disciolti
in ioni: Ca++, Na+, SO-4,
cloruro, nitrato, potassio, fluoruro, silice, magnesio; tracce
di Fe, Zn, Mn, Cu).
Tutti i pazienti esaminati, oltre alla fangobalneoterapia,
hanno effettuato in concomitanza la cura idropinica con l'acqua
di Lurisia.
Valutazione dell'attività antiinfiammatoria
I pazienti, dopo opportuni controlli medici, sono
stati sottoposti ad un ciclo fangobalneoterapico composto da 12
applicazioni di fanghi e successivi bagni eseguiti quotidianamente.
Ogni 6 applicazioni si é effettuato un giorno di riposo
per ovviare alla crisi termale.
La fangobalneoterapia é stata eseguita a
digiuno, a temperatura di 40-45°C.
La valutazione dei risultati terapeutici é
stata riferita alla variazione dei principali sintomi, suscettibili
di miglioramento delle reumoartropatie attraverso fangoterapia,
rilevati prima della cura ed alla fine del ciclo terapeutico (Tab. 1 e 2).
Per ogni paziente si é redatto un diario clinico
su cui venivano riportati: sintomatologia dolorosa soggettiva
spontanea, funzionalità articolare e rigidità mattutina
all'inizio ed alla fine del trattamento fango-balneoterapico.
In tutti i rilevamenti é stata adottata per
la quantizzazione dei dati una scala lineare di misura. L'intensità
di tale sintomatologia é stata valutata secondo le seguenti
valutazioni: + = lieve; ++ = media; +++ = marcata; ++++ = grave.
La valutazione statistica dei risultati é
stata eseguita determinando la media aritmetica e l'errore standard.
I risultati sono stati comparati con il test t di Student
per dati appaiati. Valori di P<0,05 sono stati considerati
statisticamente significativi (7).
Valutazione delle modificazioni della pressione arteriosa
Su tali pazienti é stato effettuato, inoltre,
un controllo della pressione arteriosa prima e dopo ogni seduta
fango-balneoterapica per l'intero ciclo di cura per valutare gli
effetti del suddetto trattamento termale sulla pressione arteriosa.
In base al tipo di presentazione pressoria i pazienti
sono stati distinti in 4 sottogruppi (Fig. 2):
In seguito sono stati messi a confronto i valori
pressori rilevati prima e dopo trattamento fango-balneoterapico
nel 1°, 2°, 3°, 6° e 12° giorno al fine
di mettere il più possibile i risultati al sicuro da fattori
disturbanti occasionali (viaggio recente, stress della prima visita,
etc.).
La valutazione statistica dei risultati é
stata eseguita determinando la media aritmetica e l'errore standard.
I risultati sono stati comparati con il test t di Student
per dati appaiati.
Valori di P<0,05 sono stati considerati statisticamente
significativi (7).
Effetti antiinfiammatori della fangobalneoterapia radioattiva
Nella tabella 3 vengono riportati in sintesi i dati
riferiti ai parametri sintomatologici delle malattie reumatiche
prese in considerazione: l'artrosi cervico-lombo-sacrale; la lombosciatalgia;
la cervicobrachialgia; la spondiloartrosi cervico-lombare; l'artrosi
scapolo-omerale bilaterale, del rachide cervico-lombare, dell'anca,
dei gomiti, delle ginocchia, delle mani e dei piedi; l'osteoartrosi
diffusa; l'artropatia uratica; l'artromialgia scapolo-omerale
post-traumatica.
I risultati della fangobalneoterapia sono da considerarsi
buoni e tutti significativi (P<0,05). Infatti la percentuale
di miglioramento della sintomatologia dolorosa soggettiva spontanea
é stata del 67,76 %; quella della funzionalità articolare
é stata del 67,57 % e quella della rigidità mattutina
é stata del 62,89 %.
La fangobalneoterapia é stata praticata almeno
una volta nei precedenti tre anni da 34 pazienti (72 %); per la
prima volta da 13 pazienti (28 %).
Dal raffronto dei risultati ottenuti nel campione
di pazienti che effettuavano per la prima volta la fangobalneoterapia
con quelli che già avevano praticato la cura fangoterapica
si evidenzia che su 15% di risultati ottimi il 9% aveva
già praticato la fangobalneoterapia negli anni precedenti,
mentre il 6% era al primo anno di terapia; su 45% di risultati
buoni il 32% aveva già praticato la fangobalneoterapia
negli anni precedenti, mentre il 13% era al primo anno di terapia;
su 26% di risultati discreti il 24% aveva già praticato
la fangobalneoterapia negli anni precedenti, mentre il 2% era
al primo anno di terapia; su 11% di risultati modesti il
7% aveva già praticato la fangobalneoterapia negli anni
precedenti, mentre il 4% era al primo anno di terapia; infine
su 4% di risultati nulli il 2% aveva già praticato
la fangobalneoterapia negli anni precedenti, mentre il restante
2% era al primo anno di terapia (Fig. 3).
Effetti indotti dalla fangobalneoterapia radioattiva sulla pressione arteriosa
Riguardo la valutazione delle modificazioni indotte
dal trattamento fango-balneoterapico radioattivo sulla pressione
arteriosa si é visto che confrontando i valori pressori,
ottenuti prima e dopo lutoterapia, si nota una sistematica riduzione
dei valori sistolici e diastolici in seguito a trattamento fango-balneoterapico.
Nei pazienti ipertesi in terapia farmacologica (gruppo
IPET) sono state registrate diminuzioni statisticamente significative
(P<0,05) (Tab. 4) dopo fangobalneoterapia in 1°, 2°,
3°, 6° e 12° giorno sia dei valori pressori sistolici
che diastolici.
Nei pazienti ipertesi non in terapia farmacologica
(ipertensione diagnosticata al momento della visita alle Terme,
gruppo IPENT) si é avuta una riduzione statisticamente
significativa (P<0,05) (Tab. 5) dei valori pressori sistolici
e diastolici nel 1°, 2° e 3° giorno di cura.
Nei soggetti normotesi (gruppo NOR) sono state rilevate
variazioni pressorie sistoliche modeste e non statisticamente
significative se non nel 12° giorno di terapia (Tab. 6),
mentre i valori diastolici presentano riduzioni statisticamente
significative (P<0,05) nel 3°, 6° e 12° giorno
di cura.
Nei soggetti ipotesi (gruppo IPO), infine, non é
stata evidenziata significativa riduzione dei valori pressori
sistolici (Tab. 7), mentre la riduzione dei valori diastolici
è risultata significativa (P<0,05) al 6° e 12°
giorno di terapia termale.
L'alta incidenza delle malattie artroreumatiche ha
fatto sì che esse costituissero le più frequenti
cause di invalidità temporanea e permanente. La cura delle
malattie reumatiche assume quindi grande importanza sia da un
punto di vista medico che sociale ed economico.
Nel contesto di diversi presidi terapeutici un ruolo
importante é rappresentato dalla terapia termale come supporto
insostituibile per una politica di prevenzione e cura specifica.
In letteratura é ben documentata l'azione
antiflogistica del trattamento fango-balneoterapico (1,8,9,10,11,12).
L'azione terapeutica dei fanghi é dovuta a vari fattori
quali termalità, composizione chimica, concentrazione dei
sali, radioattività, pressione osmotica, conducibilità
elettrica, stimolo meccanico.
In effetti la fangobalneoterapia agisce con meccanismi
locali (iperemia, risoluzione delle contratture muscolari, migliorato
trofismo del connettivo articolare, modifiche del metabolismo
del tessuto cartilagineo) e generali (azione correttrice delle
turbe metaboliche generali che sono in correlazione con le turbe
metaboliche connettivali, cartilaginee ed ossee).
Notevole importanza ha anche la composizione chimica
e chimico-fisica del fango; infatti vi é possibilità
di scambi ionici attraverso la cute nei due sensi eisotropo ed
ectotropo; immissione in circolo sia di ioni provenienti dal fango
con azioni farmacologiche, sia di sostanze provenienti dai tessuti
patologici dell'organismo con risoluzione dei processi flogistici.
Tale azione antiflogistica é da attribuire anche all'incremento
della sintesi di ACTH (1,13,14,15).
Accanto a queste vanno poi prese in considerazione
le azioni legate al tipo di acqua minerale con cui é maturato
il fango. Infatti in letteratura (1,2) é riportato che
i fanghi radioattivi, come quelli di Lurisia utilizzati
per questo studio, esplicano azione antiinfiammatoria oltre che
tonico-sedativa.
I risultati di questo lavoro clinico hanno dimostrato
che l'azione curativa del fango delle Terme di Lurisia, in
varie forme artroreumatiche, si esplica attraverso una significativa
regressione o scomparsa della sintomatologia dolorosa soggettiva
spontanea, della rigidità mattutina e un significativo
miglioramento della funzionalità articolare.
Infatti l'azione analgesica e miorilassante del fango
agisce contro i sintomi che caratterizzano le reumoartropatie
considerate cioè il dolore articolare e la difficoltà
funzionale. Inoltre la vasodilatazione indotta dal calore del
fango sembra migliorare il trofismo della cartilagine le cui alterazioni
degenerative sono all'origine del processo artrosico, mentre l'elevato
scambio di liquidi tra interstizio e circolo determinano mobilizzazione
di scorie metaboliche (es. ac. urico nell'artropatia uratica)
favorendone l'escrezione.
Da questo studio si evidenzia anche che la ripetizione
per più anni consecutivi della fangobalneoterapia, permette
di ottenere risultati migliori; é come se si venisse a
creare una sommazione di effetto terapeutico man mano che l'organismo
viene sottoposto, per più anni consecutivi, al trattamento
fango-balneoterapico.
L'azione antiflogistica del fango delle Terme
di Lurisia, dimostrata in questo studio clinico, può
essere spiegata tenendo conto delle caratteristiche del fango
stesso.
Esso, infatti, contiene silice con un'azione
protettiva sulla cute e sulle mucose; ione ferro con spiccata
azione antiflogistica locale; la presenza di ioni Na+,
K+, Mn++, Mg++, quali regolatori
metabolici, normalizzano la pompa del sodio e del potassio, regolarizzano
tutti i processi cellulari e catalizzano le più importanti
reazioni endo ed extracellulari.
Inoltre, i risultati di questo studio clinico hanno
anche evidenziato un'azione moderatrice della fangobalneoterapia
radioattiva sul simpatico vasale con effetto vasodilatatore ed
ipotensivo.
Infatti si é visto che la pressione sia sistolica
che diastolica dei soggetti esaminati subisce, dopo il trattamento
fango-balneoterapico, una sistematica riduzione. La riduzione
dei valori pressori osservata é risultata statisticamente
significativa nel gruppo di pazienti ipertesi in terapia farmacologica
(gruppo IPET) in tutti i giorni di cura considerati, mentre nel
gruppo degli ipertesi non in terapia farmacologica (gruppo IPENT)
tale riduzione é risultata significativa nel 1°, 2°
e 3° giorno di terapia; si evidenzia, pertanto, un probabile
effetto sinergico tra la terapia termale e quella farmacologica,
quando associate, il che spiegherebbe le minori e non significative
differenze pressorie osservate nel gruppo IPENT dopo trattamento
fango-balneoterapico.
Infine, come riportato in letteratura, nei soggetti
normotesi le variazioni pressorie sono state modeste e quasi mai
significative, così come negli ipotesi.
In effetti le variazioni funzionali cardiocircolatorie
indotte dalla fangobalneoterapia possono ricondursi essenzialmente
a tre fattori: calore, pressione idrostatica e componenti chimico-fisici
delle acque (oligominerali fortemente radioattive nel nostro
caso) e dei fanghi. I primi due sono considerati fattori aspecifici
e comuni ai vari tipi di fangobalneoterapia, mentre il terzo é
un fattore specifico di ciascun tipo di acqua o fango termale
(6,16,17).
L'azione del calore si svolge attraverso meccanismi
locali biochimici (soprattutto con liberazione di sostanze vasoattive)
e neuro-umorali della termoregolazione. I principali effetti a
carico dell'apparato cardiocircolatorio sono dati da incremento
della frequenza cardiaca, aumento della velocità di circolo,
vasodilatazione periferica pluridistrettuale con diminuzione delle
resistenze vascolari periferiche ed abbassamento della pressione
arteriosa. A questo vanno aggiunte le variazioni del ricambio
idro-elettrolitico (dipendenti dall'incremento diaforetico) e
la riduzione della viscosità ematica che vanno ad influenzare
direttamente o indirettamente la circolazione locale e generale.
La pressione idrostatica provoca un aumento
della vis a tergo con conseguente aumento del ritorno venoso
al cuore (pre-carico) e quindi della gittata sistolica in caso
di bagni parziali limitati alle regioni inferiori del corpo. Mentre
nei bagni totali con immersione anche del torace a tali fenomeni
se ne oppongono altri opposti e cioè la diminuzione della
vis a fronte a causa della ridotta motilità toraco-diaframmatica
con decremento del pre-carico e gittata sistolica.
Infine gli effetti cardiocircolatori legati alle
caratteristiche chimico-fisiche delle acque e dei fanghi
dipendono dalle specifiche azioni effettuate dai vari elementi
che caratterizzano la struttura chimica dei mezzi termali come
appunto la radioattività nel nostro caso.
Infatti in letteratura (1,2,18) é riferito
che la radioattività naturale delle acque e dei fanghi
costituisce un fattore capace di apportare o potenziare le proprietà
vasoattive della crenoterapia, in virtù della sua azione
equilibratrice sul sistema nervoso vegetativo e della capacità
correttiva degli stati di ipersimpaticotomia. Un'influenza diretta
sul sistema nervoso sembra, inoltre, avvalorata dalla facile solubilità
del radon nei lipidi cerebrali, potendosi realizzare un fenomeno
simile a quello comune ai farmaci ipnotici.
Quindi in accordo con la letteratura sugli effetti
della fangobalneoterapia radioattiva, i risultati ottenuti con
questo studio clinico confermano che le acque oligominerali radioattive,
come quelle delle Terme di Lurisia utilizzata in questo
studio, presentano caratteristiche chimiche, chimico-fisiche e
fisiche che le conferiscono la capacità di esplicare effetti
antiinfiammatori utili in varie malattie artroreumatiche; nonché
un effetto ipotensivo e sedativo, ben evidente in soggetti ipertesi.