RIASSUNTO
La spalla dolorosa ad etiologia semplice idiopatica può essere trattata, in alcune fasi dell'evoluzione clinica, in stazione termale con metodiche termo-crenoterapiche. La terapia termale oltre a conseguire risultati immediati sulla sintomatologia e sulla funzione è in grado di prevenire le riacutizzazioni cliniche riducendo la necessità di ricorso ad interventi medico-sanitari. Lo studio effettuato su un campione di pazienti sottoposti ad antroterapia solfurea presso le Terme Reali di Valdieri (Cn) ha prodotto risultati, statisticamente e clinicamente significativi, evidenziati dall'osservazione nei 12 mesi seguenti un ciclo terapeutico.
PAROLE CHIAVE: Spalla dolorosa, Crenoterapia, Grotta, Risultati a distanza
SUMMARY
Long term evaluation of "in cave" sulphureous therapy for the simple idiopatic shoulder periarthritis.
The shoulder periarthritis, with simple idiopatic ethiology, during certain stages of its clinical evolution, may be treated with thermal crenotherapy at the watering resorts. The thermal crenotherapy, besides giving immediate symptomatological and functional results, can prevent clinical breakthrough, reducing the need for medical intervention. An aimed study was carried out on a group of patients submitted to "in cave" sulphureous therapy at the Terme Reali di Valdieri (Valdieri Spa). The results were statistically and clinically significant, and confirmed by a twelvemonth observation after treatment.
KEY WORDS: Shoulder periarthritis, Crenotherapy, Cave, Long-term results
Il termine correntemente in uso di periartite scapolo-omerale
definisce una condizione di rigidità dolorosa progressiva
della spalla, con riduzione della funzione nei movimenti attivi
e passivi fino a quadri di rigidità estrema (capsulite
adesiva o spalla bloccata o congelata) e di perdita importante
della funzione (spalla pseudoparalitica) (6,20,21).
Da alcuni Autori è definita spalla dolorosa semplice idiopatica
(o primitiva) la sofferenza parziale o globale delle strutture
tendinee della cuffia dei rotatori; l'evoluzione è in questo
caso quasi sempre più benigna (1,15).
Il termine "spalla dolorosa" comprende invece, con la
spalla dolorosa semplice, numerosi ed eterogenei processi patologici
responsabili del dolore localizzato, proiettato o riferito ai
cingoli scapolari (12).
La sofferenza delle strutture periarticolari nella spalla dolorosa
semplice, ancora oggetto di ipotesi, è oggi ricondotta
essenzialmente ad eventi traumatici della spalla ed alle ipersollecitazioni
microtraumatiche delle strutture della cuffia dei rotatori (3,15,19).
I muscoli della cuffia dei rotatori svolgono un ruolo importante
nel controllo della stabilità dell'articolazione scapolo-omerale.
Si ritiene pertanto, per la scapolo-omerale, assimilabile il concetto
di decentraggio della testa con il concetto di instabilità
articolare le cui cause, traumatiche o degenerative, acquisite
o congenite, modificano in modo più o meno palese i rapporti
tra le superfici articolari (3,5,11,13).
Per questo motivo anche la sindrome da collisione subacromiale
(9) rientra nelle patologie da instabilità articolare (4).
In questo caso una riduzione della capacità di extrarotazione
dell'omero (che limita la possibilità di retrocessione
della testa) o una disarmonia dei muscoli sinergici deltoide-sovraspinoso
(che limita la possibilità di abbassamento della testa)
determinano uno spostamento del centro di rotazione omerale in
alto e in avanti nell'elevazione del braccio che causa il contrasto
del trochite con la volta acromion-coracoidea, in particolare
con il legamento acromion coracoideo e con la parte più
anteriore dell'acromion.
A questa situazione conseguono entesiti e processi flogistico-degenerativi
con formazione di zone di necrosi ed esiti cicatriziali a volte
con precipitazione di cristalli di idrossiapatite nel contesto
dei tendini e delle borse di scorrimento (10).
La stessa estrema mobilità dell'articolazione gleno-omerale,
malgrado le numerose e valide strutture muscolari che svolgono
funzioni di contenzione, può generare un'instabilità
"minore", spesso non avvertita ma presente come fonte
costante di sollecitazioni microtraumatiche dei tessuti molli
periarticolari.
Le conseguenti flogosi, reiterate nel tempo, possono causare l'insorgenza
di una fibrosi tra varie strutture fino alla spalla congelata
e rotture tendinee fino alla spalla pseudoparalitica.
Sono soprattutto frequenti le lesioni a strutture bursali, in
particolare alla borsa sottoacromiodeltoidea, ed ai tendini del
sopraspinato (penalizzato anche da una zona di ipovascolarizzazione),
sottospinoso, piccolo rotondo, sottoscapolare ed al capo lungo
del bicipite.
Una considerazione a parte meritano le sofferenze localizzate
dapprima prevalentemente od esclusivamente alla borsa sottoacromio-deltoidea,
con possibili successive gravi compromissioni fino alla lesione
del tendine del sopraspinoso e del capo lungo del bicipite ed
alla rottura della cuffia tendinea nel quadro di conflitto coraco-acromiale.
L'epidemiologia della spalla dolorosa semplice sembra confermare
la sua etiologia traumatica o microtraumatica.
Sono infatti prevalentemente colpiti individui impegnati in attività
lavorative o sportive che determinano ipersollecitazione reiterata
dell'articolazione della spalla (soggetti giovani); a volte, spesso
quando la patologia ha esordio più tardivo, si può
trovare all'anamnesi un evento traumatico maggiore.
Anche per i soggetti sedentari si possono chiamare in causa ipersollecitazioni
della spalla consistenti spesso in posture scorrette o anomalie
(ipercifosi dorsale, scapole "alate", compensi susseguenti
a problemi a carico degli arti inferiori).
L'incidenza maggiore si verifica tra i 40-60 anni, età
alla quale non è infrequente un coinvolgimento bilaterale
(14, 10). Globalmente esiste una certa prevalenza del sesso femminile.
Anche nelle donne la patologia colpisce con una leggera prevalenza
l'età matura: a parere di alcuni Autori è in causa
un "habitus periartritico" più frequente nel
sesso femminile. La rottura dei tendini della cuffia dei rotatori
colpisce in prevalenza soggetti maschi in età più
avanzata (50-70 anni); generalmente monolaterale, colpisce in
prevalenza il lato dominante (12).
La sintomatologia dolorosa, predominante nelle prime fasi, è
spesso riferita dal paziente con insorgenza acuta; il dolore è
ingravescente e continuo, frequentemente anche notturno, tale
da disturbare il sonno ed imporre un decubito antalgico (2).
Il dolore, non ben localizzato a riposo, interessa la spalla e
la parte prossimale del braccio (zone del deltoide e del bicipite)
potendo essere irradiato fino al gomito.
La ricerca dei punti dolorosi con la digitopressione e il dolore
evocato dai movimenti chiariscono spesso la natura delle strutture
interessate e permettono un buon approccio valutativo della fase
della malattia (10).
Si instaura consensualmente una limitazione dei movimenti che,
dapprima a scopo antalgico, può permanere oltre la scomparsa
del dolore.
La spalla dolorosa idiopatica particolarmente, per la sua etiologia
verosimilmente microtraumatica, tende a tradursi in forma cronica
con riacutizzazioni in genere periodiche e più o meno dolorose
e/o limitanti.
In genere il decorso dell'episodio acuto è favorevole,
con riduzione e scomparsa del dolore ed in tempi più lunghi,
recupero del movimento. In alcuni casi il recupero può
essere particolarmente lento e difficile ed a volte non completo.
Le recidive flogistiche sono tuttavia molto frequenti e possono
manifestarsi con la sintomatologia caratteristica o, anche in
presenza di lesioni imponenti, decorrere in maniera asintomatica.
Una caratteristica della periartrite di spalla è infatti
la frequente mancanza di corrispondenza tra quadri anatomo-patologici
ed entità della sintomatologia: una o più rotture
tendinee si possono verificare senza precedenti clinici o essere
precedute da sintomi estremamente sfumati e dilazionati nel tempo.
Riscontri autoptici confermano un'elevata frequenza di lesioni
anche importanti (evoluzione fibrotico-cicatriziale, altri fenomeni
degenerativi e deposizione di sali di calcio sotto forma di cristalli
di idrossiapatite nel contesto di tendini, entesi e guaine) delle
strutture periarticolari della spalla in soggetti completamente
asintomatici.
Le cause note all'origine della spalla dolorosa suscettibile di
terapia termale sono essenzialmente le patologie flogistiche recidivanti
e degenerative delle strutture periarticolari, le sequele di patologie
traumatiche e di dolore e rigidità da immobilizzazione,
la sindrome spalla-mano, il coinvolgimento doloroso della spalla
concomitante ad artrosi cervicale e, meno frequentemente, esiti
di danni neurologici.
La fase termale deve sempre essere oggetto di una attenta valutazione
e questa a nostro avviso deve essere particolarmente accurata
nella periartrite di spalla (8). Ammettiamo al trattamento pazienti
asintomatici che vi ricorrono avendo costatata l'efficacia della
terapia termale nel prevenire le riacutizzazioni ed anche pazienti
sintomatici con una sintomatologia algica modesta anche se in
presenza di limitazioni funzionali abbastanza importanti (18).
Pur non potendo ricorrere a dati sierologici come nel caso dei
reumatismi infiammatori cronici, il medico termale può,
con un'attenta anamnesi ed un esame clinico (ispezione, palpazione
ed esame dei movimenti), stabilire nella maggior parte dei casi
se la patologia è in un'imminenza di riacutizzazione (10).
Un criterio non trascurabile è la valutazione del comportamento
della sintomatologia nel corso di precedenti terapie termali.
La nostra esperienza riconferma che la periartrite di spalla risponde
a volte in maniera imprevedibile alla termoterapia (in particolare
per applicazione diretta di calore). Questo ci ha sempre imposto
un atteggiamento prudente in quanto, anche se una riacutizzazione
provocata dalla terapia termale non causa danni paragonabili a
quelli che si avrebbero per lo stesso evento in un reumatismo
infiammatorio cronico, non possiamo comunque valutarne appieno
l'importanza e l'entità soprattutto ai fini di una possibile
evoluzione della limitazione funzionale.
Inoltre, da non sottovalutare, spesso la riacutizzazione si manifesta
in maniera estremamente dolorosa ed invalidante.
Lo studio degli effetti a medio-lungo termine della terapia termale
nei pazienti affetti da spalla dolorosa è stato condotto
attraverso l'osservazione, per il periodo di un anno, di alcuni
eventi utilizzati come parametri di valutazione.
I pazienti nell'estate 1994 erano giunti all'osservazione presso
le Terme Reali di Valdieri e sottoposti ad un ciclo di antroterapia
solfurea.
Nel contempo erano stati raccolti dati
anamnestici riguardo i parametri di valutazione per il periodo
di 12 mesi precedente la cura termale (Periodo Intercura 0 = P.I.
0). In questo modo abbiamo potuto valutare la frequenza e l'intensità
della sintomatologia ed il ricorso a prestazioni socio-sanitarie
quando il decorso della patologia non era influenzato dalla terapia
termale.
Un anno dopo (estate 1995) gli stessi pazienti si sono presentati
per essere sottoposti ad un secondo ciclo terapeutico. In questa
occasione sono stati valutati gli stessi parametri dell'anno precedente
per il periodo estate 1994-estate 1995 (P.I. 1), nel quale si
presumeva aver avuto luogo un'azione terapeutica da parte della
terapia termale.
Il confronto dei parametri rilevati in P.I. 0 e P.I. 1 avrebbe
permesso di verificare la presenza di eventuali variazioni significative
sull'evoluzione della malattia in seguito alla Terapia termale.
Il campione analizzato comprende 21 pazienti (Tab. 1 e Tab. 2),
10 maschi e 11 femmine, con età media 59,05 ± 8,27
anni affetti da spalla dolorosa.
Tutti sono stati sottoposti nell'estate 1994 presso le Terme di
Valdieri ad un ciclo di 12 sedute di antroterapia solfurea della
durata di 10' seguite da un periodo di reazione di 30-60 minuti.
Alcuni di questi pazienti (casi dall'1 al 6) (10) erano già
stati inseriti in un precedente studio degli effetti a breve termine
della terapia termale sulle componenti sintomatologiche e funzionali.
La tabella 3a e la tabella 3b riportano i dati in dettaglio.
La tabella 4 e la figura 1 evidenziano le variazioni
medie e la loro eventuale significatività statistica in
base al "t" test per dati appaiati.
Quasi tutte le variazioni sono significative ed indicative di
una cospicua riduzione delle componenti sintomatologiche e del
ricorso a prestazioni sanitarie. Non accettabili sono le variazioni
delle giornate di ospedalizzazione e di assenza dal lavoro per
la malattia in esame. Il fatto è probabilmente attribuibile
allo scarso di numero di pazienti positivi per questi parametri.
L'assenteismo lavorativo è un parametro utile solo per
i lavoratori dipendenti, non considera infatti l'astensione dalle
attività domestiche e quotidiane delle casalinghe e dei
pensionati e da quelle professionali dei lavoratori autonomi.
Questi ultimi infatti sono soliti sospendere la propria attività
lavorativa solo in caso di condizioni invalidanti gravi. Il conteggio
più generico dei "Giorni di inattività"
supplisce, seppur parzialmente, alle carenze del parametro precedente.
La tabella 5 evidenzia le percentuali di miglioramento
con gli intervalli di confidenza al 95% (circa) basati sul Sign
Test (7,16,17).
Questi dati sono clinicamente più utili rispetto alle medie
in quanto consentono di prevedere il risultato ottenibile con
la terapia termale. A tal proposito è esplicativa la figura
2 che definisce per ogni parametro l'intervallo per le percentuali
di miglioramento ottenibili con il 95% di probabilità su
ogni paziente.
Da questa valutazione si evince che i risultati ottenibili a lungo
termine sono, oltre che statisticamente, anche clinicamente significativi.
Da quanto emerge dallo studio clinico osservazionale l'antroterapia
solfurea esercita un notevole ruolo preventivo sull'evoluzione
clinica della spalla dolorosa prevenendo le riacutizzazioni cliniche
con riduzione della sintomatologia e dei processi infiammatori
recidivanti. Per quanto non siano ancora disponibili dati diretti
che comprovino il reale rallentamento dell'evoluzione del processo
patologico, possiamo tuttavia affermare che la terapia termale
oltre a favorire la rapida ripresa funzionale evidenziata dagli
studi precedenti è in grado di ridurre la necessità
di ricorrere ad interventi sanitari.
La crenoterapia, considerata anche la sua prolungata azione nel
tempo, si propone pertanto come una delle terapie di prima scelta
nei casi di patologia dolorosa della spalla ad evoluzione cronica
e/o recidivante.
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