RIASSUNTO
Dopo una premessa di carattere storico
sulle sorgenti e sulle Terme della Salvarola, presso Sassuolo,
sono stati esaminati e confrontati i fanghi naturali delle Salse
di Nirano, fenomeno geologico della zona, e quelli preparati nello
stabilimento.
Sono state riscontrate forti analogie nella composizione mineralogica
e chimica dei due prodotti.
PAROLE CHIAVE: Salvarola, Fanghi argillosi in acqua salsobromojodica
SUMMARY
Natural muds used at Salvarola thermal baths
After a historic preliminary on the springs and on
the "Salvarola" thermal baths near Sassuolo, the natural
muds of the "Salse of Nirano", local geological phenomenon,
and the muds made in the thermal establisment have been examined
and compared.
Strong analogies in the mineralogical and chemical composition
have been found between the two products.
KEY WORDS: Salvarola thermal baths, Natural muds, Saltybromo
iodic water
Lo stabilimento termale della Salvarola è
sorto per iniziativa di un sassolese, il cavalier Rognoni ed è
stato inaugurato il 31 maggio dell'anno 1884 (Pollastri 1963).
Utilizzava una sorgente salso-bromo-iodica conosciuta fino da
epoca remota, probabilmente dell'ultima parte dell'impero, come
risulterebbe da reperti contenuti in vecchi pozzi scavati nella
zona.
Un dato storico relativo all'esistenza di tale sorgente è
quello ricordato dal Tiraboschi (1925) che menziona una carta
modenese del 1222. Molti autori riferiscono sulla sorgente della
Salvarola e le sue qualità terapeutiche, ma quello che
maggiormente ha contribuito alla conoscenza di tale acqua è
stato il medico sassolese G.B. Moreali (1764) che la raccomanda
per le sue proprietà curative. Per l'attività di
ricerca del G.B. Moreali Francesco III, duca di Modena, assegnò
nel 1760 al Moreali stesso (in grazioso perpetuo livello) la sorgente
della Salvarola che apparteneva alla R. Ducal Camera.
Nel 1880 il Dott. G. Moreali, discendente della famiglia, ne fece
dono alla Congregazione della Carità di Modena.
Nel 1888 venne utilizzato a scopo terapeutico anche il fango (Pollastri
1963) che veniva ricavato da emissioni fangose esistenti a pochi
metri di distanza dalla fonte. Si trattava di una manifestazione
naturale tipo "salsa" analoga a quelle esistenti in
tutta la fascia collinare del Modenese a partire da Marano sul
Panaro e che vedevano l'esempio più completo e suggestivo
alle "Salse di Nirano" poste a pochi chilometri dalla
Salvarola.
Tutte queste manifestazioni erano caratterizzate dall'associazione
del fango con acqua salso-bromo-iodica e formavano un allineamento
parallelo al margine appenninico.
Nel 1907 o 1908 lo stabilimento della Salvarola fu acquistato
dalla Società Alessandro Cattini & C che costruirono
un nuovo stabilimento, la cui facciata in stile liberty è
tuttora esistente.
L'anno 1915 vede la cessazione dell'attività. Inoltre lo
scoppio della prima guerra mondiale impedì la sua riapertura;
anzi contribuì al suo ulteriore decadimento.
Le terme rimasero chiuse fino all'anno 1958, anche se l'attività
artigianale di un certo Neviani consentiva l'utilizzo delle acque
e dei fanghi. Le terme acquistate dal Comm. Vincenzo Gibertini
ripresero a funzionare utilizzando però per i fanghi quelli
delle vicine "salse di Nirano" in quanto si era esaurita
la manifestazione fangosa locale.
L'uso dei fanghi delle salse di Nirano continuò fino al
1984.
Le salse di Nirano si possono definire il fenomeno
più completo di emissione di fango salato dell'Italia.
Fatte conoscere dallo Stoppani (1876) in un ampio capitolo del
suo "Bel paese", sono state oggetto successivamente
di numerosi studi sia di carattere geomorfologico sia di carattere
botanico per la caratteristica flora alofila presente.
Nel 1907 se ne è ampiamente occupato R. Biasutti (1907),
successivamente sono da ricordare tra i molti D. Bertolani Marchetti
(1953), A.M. Mucchi (1966), M. Bertolani (1980), C.Ferrari ed
M. Speranza (1976), Regione Emilia Romagna (1985).
Le salse di Nirano si presentano come un anfiteatro limitato da
una serie di calanchi del Pliocene. Si tratta di depositi marini
di media profondità costituiti da argille marnose spesso
fossilifere, con organismi che indicano un mare caldo, ma con
progressivo raffreddamento.
Granulometricamente si tratta di limi argillosi con modeste percentuali
di sabbia fine.
Mineralogicamente si ha tra i minerali argillosi la prevalenza
dell'illite accompagnata da clorite, caolinite, e da tracce di
montmorillonite. Tra i minerali non argillosi prevalgono il quarzo
e la calcite. Presente, ma scarsa, la dolomite. Queste argille
contengono anche solfati che si manifestano stagionalmente con
efflorescenze di mirabilite (Na2S04. 10H20)
e thenardite (Na2S04). Chimicamente si tratta
di materiali ricchi in carbonato di calcio con prevalenza del
potassio sul sodio e con quantità di ossido di ferro attorno
al 5%.
Negli anni 50, Baracchi et al. hanno determinato la radioattività
ottenendo un valore medio di 13.10-6 gU /grammo di
materiale pari a 4,2.10-12 gRa/grammo.
Le emissioni fangose, con morfologia simile a piccoli coni vulcanici,
sono distribuite in due ripiani a quote diverse: in numero di
9 sono a quota di circa 210 metri s.l.m. e a quota 221 metri s.l.m.
è presente una grande salsa contornata da piccole manifestazioni
con attività e posizionamento variabile. Tra i due gruppi
esiste una emissione senza apparato lutivomo con morfologia di
piccolo stagno. Il fango delle salse defluisce con due fossi verso
il torrente Fossa che scorre a pochi chilometri di distanza in
direzione del fiume Secchia.
Il fenomeno delle salse si manifesta con emissione dai crateri
dei vulcanetti e dalle pozze fangose, di fango salato sospinto
in superficie da gas metano. Il fango è costituito da una
sospensione di materiale argilloso in acqua salso-bromo-iodica.
La sua composizione mineralogica e chimica è del tutto
analoga a quella dei sedimenti pliocenici del territorio circostante.
Unitamente al fango escono anche piccole quantità di idrocarburi
liquidi, tanto che, nel secolo scorso, sono state eseguite ricerche
petrolifere che tuttavia non hanno dato esito positivo. Si presume
infatti che il giacimento di idrocarburi, indubbiamente sottostante
all'area delle salse, si sia disperso per la presenza di numerose
faglie con direzione appenninica e antiappenninica, che hanno
consentito, in tempi geologici, la fuoriuscita e dispersione degli
idrocarburi presenti.
Nel periodo in cui lo stabilimento termale della Salvarola utilizzava
i fanghi delle salse di Nirano, il prelevamento avveniva direttamente
dai coni lutivomi delle salse del gruppo superiore posto a quota
più alta. Difficoltà sorte per l'approvvigionamento
del fango portarono alla cessazione di questi prelevamenti e dell'uso
alle Terme della Salvarola del fango delle salse di Nirano.
Si tratta quindi di un periodo di 26 anni durante il quale la
direzione delle terme provvide a caratterizzare con studi specifici
le proprietà dei fanghi usati. I risultati degli studi
figurano in un lavoro di P. Berbenni (1960). Sono state determinate
le proprietà del fango indicato come vergine e del fango
maturo, ossia del fango tenuto a contatto per un certo tempo con
l'acqua salso-bromo-iodica. I risultati principali relativi al
fango vergine sono riportati di seguito.
| pH |
|
| densità |
|
| Indice di rigonfiamento |
|
| Limite plastico |
|
| Indice di ritenzione del calore (50% H20) (capacità termica) |
|
La necessità da parte delle terme della Salvarola di avere
a disposizione fanghi per le cure ha portato alla preparazione
di sospensioni fangose ottenute con materiali argillosi in acque
salso-bromo-iodiche delle fonti tuttora attive nell'ambito dello
stabilimento della Salvarola.
Come materiale base è stata utilizzata argilla delle zone
collinari del pedeappennino modenese e reggiano, già utilizzate
industrialmente per altri scopi. L'argilla attualmente in uso
ha una composizione mineralogica che vede: prevalenza del quarzo,
abbondanza di calcite, presenza significativa di feldspato, clorite,
mica + illite, scarsa presenza di caolinite, montmorillonite e
dolomite. La composizione mineralogica di queste argille poco
si discosta da quella riscontrata nelle peliti plioceniche di
uso ceramico. Queste argille opportunamente macinate e specificatamente
per l'uso dello stabilimento vengono poste in vasche a cielo aperto
unicamente alle acque salso-bromo-iodiche. Dopo un lungo periodo
di maturazione il fango può essere impiegato. L'uso comporta
una sola applicazione, dopo la quale il fango non viene ricuperato
ma eliminato. Questo sistema di preparazione del fango terapeutico
non è specifico delle terme della Salvarola anche altre
terme usano lo stesso sistema anche se utilizzando materie prime
diverse.
Sono state eseguite ricerche di laboratorio presso il Dipartimento
di Scienze della Terra dell'Università di Modena e presso
il laboratorio ARPA della Provincia di Modena su tre campioni:
due provenienti dalle Salse di Nirano e uno costituito dal fango
usato nello stabilimento delle Terme della Salvarola. I campioni
delle salse di Nirano sono stati prelevati dal cono posto lungo
la strada delle Salse all'estremità occidentale (SN1) l'altro
nella pozza fangosa (SN2) situata tra il gruppo di coni inferiore
e quello superiore. Il fango di questa pozza è visibilmente
più fluido di quello emesso dai conetti.
La determinazione gravimetrica della parte solida delle due sospensioni
fangose ha dato i seguenti risultati:
49.4% | |
20.5% |
I sali solubili determinati per via gravimetrica hanno dato i
seguenti risultati:
14.2 gr/l | |
12.2 gr/l |
Il campione di fango usato nello stabilimento della Salvarola
è stato fornito dalla direzione delle Terme stesse. Si
tratta di una composizione ottenuta nello stabilimento termale
con argille dell'Appennino e acqua salso-bromo-iodica della sorgente
della Salvarola. In questo campione la percentuale di materiale
solido è risultata del 61.5%.
Le argille usate per il campione analizzato provengono da una
cava dell'Appennino reggiano e appartengono alla formazione mio-oligocenica
di Antognola. Queste argille sono state poste per la maturazione
unitamente all'acqua minerale in una vasca a cielo aperto per
oltre un anno (12-18 mesi). La composizione chimica dell'acqua
impiegata per la maturazione del fango secondo un'analisi fornita
dalla Direzione delle Terme datata 26/6/96 è la seguente:
8.27 | |
21400 | |
assenti | |
8508 mg/litro | |
6 mg/litro | |
15.1 mg/litro | |
7130 mg/litro | |
98 | |
41 |
Sui tre campioni essiccati a circa 90°C sono state eseguite
le seguenti prove: analisi granulometrica, esame diffrattometrico,
analisi chimica con determinazione quantitativa di cloro, bromo,
iodio e alcuni elementi minori, sostanza organica, analisi termiche.
Analisi granulometrica
Le analisi granulometriche sono state eseguite per setacciatura
e per sedimentazione coi tubi di Appiani. I risultati ottenuti
sono i seguenti:
< 3.9 | ||||
29.8 | ||||
38.7 | ||||
9.1 |
Le differenze granulometriche tra i fanghi delle due salse sono
molto piccole, la frazione limosa è identica, variano le
percentuali nella sabbia e nell'argilla. Differenze sensibili
si notano invece rispetto al fango attualmente usato nelle terme
della Salvarola, la cui granulometria vede una assoluta prevalenza
del limo.
Esame diffrattometrico
Sono stati eseguiti gli esami diffrattometrici sui tre campioni.
I risultati hanno mostrato una stretta analogia nella composizione
mineralogica. Prevale il quarzo seguito dalla calcite; i minerali
argillosi sono rappresentati da illite associata a mica, è
certa la presenza di clorite, caolinite e montmorillonite. Il
feldspato è presente e di tipo albitico. E' molto evidente
il salgemma nei campioni SN2 e SN3, la dolomite è poco
più che in tracce. A parte il salgemma questa composizione
mineralogica rispecchia quella delle argille emiliane sia di età
pliocenica sia della Formazione di Antognola (Bertolani et al.
1982).
Analisi chimica
Le analisi chimiche sono state eseguite col metodo per fluorescenza
su polveri essiccate a 110°C e le perdite sono state eseguite
gravimetricamente e controllate con analisi termogravimetrica.
I risultati sono i seguenti.
SN 3 | |||
41.27 | |||
0.48 | |||
13.38 | |||
4.50 | |||
0.09 | |||
5.95 | |||
2.75 | |||
18.02 | |||
1.80 | |||
0.08 | |||
5.77 | |||
5.93 |
Sono stati determinati anche alcuni costituenti minori di cui
riportiamo i risultati.
SN 3 | |||
172 | |||
384 | |||
105 | |||
2 | |||
36 | |||
246 | |||
52 | |||
68 |
La sostanza organica, cloruri, bromuri e ioduri sono stati determinati
dall'A.R.P.A. di Modena coi seguenti risultati
SN 3 | |||
0.15 | |||
11650 | |||
50.2 | |||
118 |
Analisi termiche
Le analisi termiche sono state cortesemente eseguite dal laboratorio
della ditta Mori s.p.a. di Modena.
Lo studio comparativo dei fanghi provenienti dalle Salse di Nirano
e dei fanghi preparati alle Terme della Salvarola ha presentato
forti analogie tra i due prodotti; così indica l'analisi
chimica quantitativa, comprese le percentuali dei costituenti
minori. Analogamente sono dello stesso ordine di grandezza le
quantità di cloruri, ioduri e bromuri, nonché le
percentuali di sostanza organica. Strette analogie si osservano
anche nelle analisi termiche differenziali. Le principali differenze
compaiono invece nella composizione granulometrica.
Sono evidenti le maggiori dimensioni granulometriche della componente
solida dei fanghi delle Terme della Salvarola. Le strette analogie
composizionali tra i fanghi naturali delle Salse di Nirano e i
fanghi preparati dallo stabilimento delle Terme dimostrano come
si possa raggiungere un prodotto del tutto simile a quello naturale
attraverso le tecniche di maturazione del materiale argilloso
con le acque minerali.
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1960
Bertolani M.: Fiorano e il suo territorio. Documenti e ricerche
del Comune di Fiorano modenese, 1980
Bertolani M., Biondini R., Giliberti T., Loschi Ghittoni A.G.,
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Mem. Gegr., 2, Publ. suppl. Riv. Geog. It., 1907
Ferrari C., Speranza M.: "La vegetazione delle salse di
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Ferrari C., Vianello G.: "Le salse dell'Emilia Romagna".
Regione Emilia Romagna, 1985
Moreali G.B.: "L'acqua della Salvarola rediviva". Eredi
di Bartolomeo Sogliani Stampatori Ducali Modena, 1764
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Regione Emilia Romagna: Le salse dell'Emilia Romagna. Guida escursionistica.
Grafica Testoni e Candini, 1985
Stoppani A.: Il bel paese. II ed. 1876
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II, 1825