I fanghi argillosi usati nelle terapie delle
Terme della Salvarola


Università degli Studi di Modena
Dipartimento di Scienze della Terra
Direttore: Prof. Mario Panizza



M. Bertolani, A. Loschi Ghittoni


RIASSUNTO
Dopo una premessa di carattere storico sulle sorgenti e sulle Terme della Salvarola, presso Sassuolo, sono stati esaminati e confrontati i fanghi naturali delle Salse di Nirano, fenomeno geologico della zona, e quelli preparati nello stabilimento.
Sono state riscontrate forti analogie nella composizione mineralogica e chimica dei due prodotti.

PAROLE CHIAVE: Salvarola, Fanghi argillosi in acqua salsobromojodica


SUMMARY
Natural muds used at Salvarola thermal baths
After a historic preliminary on the springs and on the "Salvarola" thermal baths near Sassuolo, the natural muds of the "Salse of Nirano", local geological phenomenon, and the muds made in the thermal establisment have been examined and compared.
Strong analogies in the mineralogical and chemical composition have been found between the two products.

KEY WORDS: Salvarola thermal baths, Natural muds, Saltybromo iodic water



CENNI STORICI


Lo stabilimento termale della Salvarola è sorto per iniziativa di un sassolese, il cavalier Rognoni ed è stato inaugurato il 31 maggio dell'anno 1884 (Pollastri 1963). Utilizzava una sorgente salso-bromo-iodica conosciuta fino da epoca remota, probabilmente dell'ultima parte dell'impero, come risulterebbe da reperti contenuti in vecchi pozzi scavati nella zona.
Un dato storico relativo all'esistenza di tale sorgente è quello ricordato dal Tiraboschi (1925) che menziona una carta modenese del 1222. Molti autori riferiscono sulla sorgente della Salvarola e le sue qualità terapeutiche, ma quello che maggiormente ha contribuito alla conoscenza di tale acqua è stato il medico sassolese G.B. Moreali (1764) che la raccomanda per le sue proprietà curative. Per l'attività di ricerca del G.B. Moreali Francesco III, duca di Modena, assegnò nel 1760 al Moreali stesso (in grazioso perpetuo livello) la sorgente della Salvarola che apparteneva alla R. Ducal Camera.
Nel 1880 il Dott. G. Moreali, discendente della famiglia, ne fece dono alla Congregazione della Carità di Modena.
Nel 1888 venne utilizzato a scopo terapeutico anche il fango (Pollastri 1963) che veniva ricavato da emissioni fangose esistenti a pochi metri di distanza dalla fonte. Si trattava di una manifestazione naturale tipo "salsa" analoga a quelle esistenti in tutta la fascia collinare del Modenese a partire da Marano sul Panaro e che vedevano l'esempio più completo e suggestivo alle "Salse di Nirano" poste a pochi chilometri dalla Salvarola.
Tutte queste manifestazioni erano caratterizzate dall'associazione del fango con acqua salso-bromo-iodica e formavano un allineamento parallelo al margine appenninico.
Nel 1907 o 1908 lo stabilimento della Salvarola fu acquistato dalla Società Alessandro Cattini & C che costruirono un nuovo stabilimento, la cui facciata in stile liberty è tuttora esistente.
L'anno 1915 vede la cessazione dell'attività. Inoltre lo scoppio della prima guerra mondiale impedì la sua riapertura; anzi contribuì al suo ulteriore decadimento.
Le terme rimasero chiuse fino all'anno 1958, anche se l'attività artigianale di un certo Neviani consentiva l'utilizzo delle acque e dei fanghi. Le terme acquistate dal Comm. Vincenzo Gibertini ripresero a funzionare utilizzando però per i fanghi quelli delle vicine "salse di Nirano" in quanto si era esaurita la manifestazione fangosa locale.
L'uso dei fanghi delle salse di Nirano continuò fino al 1984.


IL FENOMENO GEOLOGICO DELLE "SALSE DI NIRANO"


Le salse di Nirano si possono definire il fenomeno più completo di emissione di fango salato dell'Italia. Fatte conoscere dallo Stoppani (1876) in un ampio capitolo del suo "Bel paese", sono state oggetto successivamente di numerosi studi sia di carattere geomorfologico sia di carattere botanico per la caratteristica flora alofila presente.
Nel 1907 se ne è ampiamente occupato R. Biasutti (1907), successivamente sono da ricordare tra i molti D. Bertolani Marchetti (1953), A.M. Mucchi (1966), M. Bertolani (1980), C.Ferrari ed M. Speranza (1976), Regione Emilia Romagna (1985).
Le salse di Nirano si presentano come un anfiteatro limitato da una serie di calanchi del Pliocene. Si tratta di depositi marini di media profondità costituiti da argille marnose spesso fossilifere, con organismi che indicano un mare caldo, ma con progressivo raffreddamento.
Granulometricamente si tratta di limi argillosi con modeste percentuali di sabbia fine.
Mineralogicamente si ha tra i minerali argillosi la prevalenza dell'illite accompagnata da clorite, caolinite, e da tracce di montmorillonite. Tra i minerali non argillosi prevalgono il quarzo e la calcite. Presente, ma scarsa, la dolomite. Queste argille contengono anche solfati che si manifestano stagionalmente con efflorescenze di mirabilite (Na2S04. 10H20) e thenardite (Na2S04). Chimicamente si tratta di materiali ricchi in carbonato di calcio con prevalenza del potassio sul sodio e con quantità di ossido di ferro attorno al 5%.
Negli anni 50, Baracchi et al. hanno determinato la radioattività ottenendo un valore medio di 13.10-6 gU /grammo di materiale pari a 4,2.10-12 gRa/grammo.
Le emissioni fangose, con morfologia simile a piccoli coni vulcanici, sono distribuite in due ripiani a quote diverse: in numero di 9 sono a quota di circa 210 metri s.l.m. e a quota 221 metri s.l.m. è presente una grande salsa contornata da piccole manifestazioni con attività e posizionamento variabile. Tra i due gruppi esiste una emissione senza apparato lutivomo con morfologia di piccolo stagno. Il fango delle salse defluisce con due fossi verso il torrente Fossa che scorre a pochi chilometri di distanza in direzione del fiume Secchia.
Il fenomeno delle salse si manifesta con emissione dai crateri dei vulcanetti e dalle pozze fangose, di fango salato sospinto in superficie da gas metano. Il fango è costituito da una sospensione di materiale argilloso in acqua salso-bromo-iodica. La sua composizione mineralogica e chimica è del tutto analoga a quella dei sedimenti pliocenici del territorio circostante. Unitamente al fango escono anche piccole quantità di idrocarburi liquidi, tanto che, nel secolo scorso, sono state eseguite ricerche petrolifere che tuttavia non hanno dato esito positivo. Si presume infatti che il giacimento di idrocarburi, indubbiamente sottostante all'area delle salse, si sia disperso per la presenza di numerose faglie con direzione appenninica e antiappenninica, che hanno consentito, in tempi geologici, la fuoriuscita e dispersione degli idrocarburi presenti.
Nel periodo in cui lo stabilimento termale della Salvarola utilizzava i fanghi delle salse di Nirano, il prelevamento avveniva direttamente dai coni lutivomi delle salse del gruppo superiore posto a quota più alta. Difficoltà sorte per l'approvvigionamento del fango portarono alla cessazione di questi prelevamenti e dell'uso alle Terme della Salvarola del fango delle salse di Nirano.
Si tratta quindi di un periodo di 26 anni durante il quale la direzione delle terme provvide a caratterizzare con studi specifici le proprietà dei fanghi usati. I risultati degli studi figurano in un lavoro di P. Berbenni (1960). Sono state determinate le proprietà del fango indicato come vergine e del fango maturo, ossia del fango tenuto a contatto per un certo tempo con l'acqua salso-bromo-iodica. I risultati principali relativi al fango vergine sono riportati di seguito.


pH
7.9

densità
2.3

Indice di rigonfiamento
1.6

Limite plastico
70

Indice di ritenzione del calore (50% H20) (capacità termica)
1.75




I FANGHI DELLE TERME DELLA SALVAROLA


La necessità da parte delle terme della Salvarola di avere a disposizione fanghi per le cure ha portato alla preparazione di sospensioni fangose ottenute con materiali argillosi in acque salso-bromo-iodiche delle fonti tuttora attive nell'ambito dello stabilimento della Salvarola.
Come materiale base è stata utilizzata argilla delle zone collinari del pedeappennino modenese e reggiano, già utilizzate industrialmente per altri scopi. L'argilla attualmente in uso ha una composizione mineralogica che vede: prevalenza del quarzo, abbondanza di calcite, presenza significativa di feldspato, clorite, mica + illite, scarsa presenza di caolinite, montmorillonite e dolomite. La composizione mineralogica di queste argille poco si discosta da quella riscontrata nelle peliti plioceniche di uso ceramico. Queste argille opportunamente macinate e specificatamente per l'uso dello stabilimento vengono poste in vasche a cielo aperto unicamente alle acque salso-bromo-iodiche. Dopo un lungo periodo di maturazione il fango può essere impiegato. L'uso comporta una sola applicazione, dopo la quale il fango non viene ricuperato ma eliminato. Questo sistema di preparazione del fango terapeutico non è specifico delle terme della Salvarola anche altre terme usano lo stesso sistema anche se utilizzando materie prime diverse.



RICERCHE DI LABORATORIO


Sono state eseguite ricerche di laboratorio presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Modena e presso il laboratorio ARPA della Provincia di Modena su tre campioni: due provenienti dalle Salse di Nirano e uno costituito dal fango usato nello stabilimento delle Terme della Salvarola. I campioni delle salse di Nirano sono stati prelevati dal cono posto lungo la strada delle Salse all'estremità occidentale (SN1) l'altro nella pozza fangosa (SN2) situata tra il gruppo di coni inferiore e quello superiore. Il fango di questa pozza è visibilmente più fluido di quello emesso dai conetti.
La determinazione gravimetrica della parte solida delle due sospensioni fangose ha dato i seguenti risultati:

SN1

49.4%

SN2

20.5%

I sali solubili determinati per via gravimetrica hanno dato i seguenti risultati:

SN1

14.2 gr/l

SN2

12.2 gr/l


Il campione di fango usato nello stabilimento della Salvarola è stato fornito dalla direzione delle Terme stesse. Si tratta di una composizione ottenuta nello stabilimento termale con argille dell'Appennino e acqua salso-bromo-iodica della sorgente della Salvarola. In questo campione la percentuale di materiale solido è risultata del 61.5%.
Le argille usate per il campione analizzato provengono da una cava dell'Appennino reggiano e appartengono alla formazione mio-oligocenica di Antognola. Queste argille sono state poste per la maturazione unitamente all'acqua minerale in una vasca a cielo aperto per oltre un anno (12-18 mesi). La composizione chimica dell'acqua impiegata per la maturazione del fango secondo un'analisi fornita dalla Direzione delle Terme datata 26/6/96 è la seguente:


Concentrazione ioni idrogeno

8.27

Conducibilità

21400

Solfati

assenti

Cloruri

8508 mg/litro

Calcio

6 mg/litro

Magnesio

15.1 mg/litro

Sodio

7130 mg/litro

Bromuri

98

Ioduri

41


Sui tre campioni essiccati a circa 90°C sono state eseguite le seguenti prove: analisi granulometrica, esame diffrattometrico, analisi chimica con determinazione quantitativa di cloro, bromo, iodio e alcuni elementi minori, sostanza organica, analisi termiche.

Analisi granulometrica

Le analisi granulometriche sono state eseguite per setacciatura e per sedimentazione coi tubi di Appiani. I risultati ottenuti sono i seguenti:


2 - 0.250 mm
0.250 - 0.063
6.3 - 3.9

< 3.9

SN 1
0.1
8.9
61.2

29.8

SN 2
0.1
0.9
60.3

38.7

SN 3
0.7
12.8
77.4

9.1



Le differenze granulometriche tra i fanghi delle due salse sono molto piccole, la frazione limosa è identica, variano le percentuali nella sabbia e nell'argilla. Differenze sensibili si notano invece rispetto al fango attualmente usato nelle terme della Salvarola, la cui granulometria vede una assoluta prevalenza del limo.

Esame diffrattometrico

Sono stati eseguiti gli esami diffrattometrici sui tre campioni. I risultati hanno mostrato una stretta analogia nella composizione mineralogica. Prevale il quarzo seguito dalla calcite; i minerali argillosi sono rappresentati da illite associata a mica, è certa la presenza di clorite, caolinite e montmorillonite. Il feldspato è presente e di tipo albitico. E' molto evidente il salgemma nei campioni SN2 e SN3, la dolomite è poco più che in tracce. A parte il salgemma questa composizione mineralogica rispecchia quella delle argille emiliane sia di età pliocenica sia della Formazione di Antognola (Bertolani et al. 1982).

Analisi chimica

Le analisi chimiche sono state eseguite col metodo per fluorescenza su polveri essiccate a 110°C e le perdite sono state eseguite gravimetricamente e controllate con analisi termogravimetrica. I risultati sono i seguenti.



SN 1
SN 2

SN 3

SiO2
43.28
40.58

41.27

TiO2
0.46
0.43

0.48

Al2O3
12.32
12.26

13.38

Fe2O3
4.06
4.14

4.50

MnO
0.09
0.09

0.09

CaO
8.70
6.31

5.95

MgO
3.11
2.82

2.75

Na2O
13.19
17.29

18.02

K2O
1.92
1.73

1.80

P2O5
0.09
0.07

0.08

CO2
7.84
6.22

5.77

H2O+
4.94
8.06

5.93



Sono stati determinati anche alcuni costituenti minori di cui riportiamo i risultati.


SN 1
SN 2

SN 3

Zr
191
151

172

Sr
420
389

384

Rb
121
130

105

Cs
4
0

2

Ce
52
51

36

Ba
241
244

246

Ni
69
62

52

Cr
127
108

68


La sostanza organica, cloruri, bromuri e ioduri sono stati determinati dall'A.R.P.A. di Modena coi seguenti risultati


SN 1
SN 2

SN 3

Sostanza organica %
0.17
0.16

0.15

Cloruri mg/Kg
12000
20040

11650

Ioduri mg/Kg
36
89.6

50.2

Bromuri mg/Kg
57
168

118



Analisi termiche

Le analisi termiche sono state cortesemente eseguite dal laboratorio della ditta Mori s.p.a. di Modena.



CONSIDERAZIONI


Lo studio comparativo dei fanghi provenienti dalle Salse di Nirano e dei fanghi preparati alle Terme della Salvarola ha presentato forti analogie tra i due prodotti; così indica l'analisi chimica quantitativa, comprese le percentuali dei costituenti minori. Analogamente sono dello stesso ordine di grandezza le quantità di cloruri, ioduri e bromuri, nonché le percentuali di sostanza organica. Strette analogie si osservano anche nelle analisi termiche differenziali. Le principali differenze compaiono invece nella composizione granulometrica.
Sono evidenti le maggiori dimensioni granulometriche della componente solida dei fanghi delle Terme della Salvarola. Le strette analogie composizionali tra i fanghi naturali delle Salse di Nirano e i fanghi preparati dallo stabilimento delle Terme dimostrano come si possa raggiungere un prodotto del tutto simile a quello naturale attraverso le tecniche di maturazione del materiale argilloso con le acque minerali.



BIBLIOGRAFIA



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Berbenni P.: "L'analisi fisica, fisico-chimica e chimica dei fanghi terapeutici". Annali di Chimica 50: 562-580, 1960

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Moreali G.B.: "L'acqua della Salvarola rediviva". Eredi di Bartolomeo Sogliani Stampatori Ducali Modena, 1764

Mucchi A.M.: "Il fenomeno delle Salse e le manifestazioni nel modenese". Atti Soc. Nat. Mat. di Modena, 97, 1966

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Regione Emilia Romagna: Le salse dell'Emilia Romagna. Guida escursionistica. Grafica Testoni e Candini, 1985

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Tiraboschi G.: Dizionario topografico storico degli stati estensi. II, 1825