Sensibilità ai fenomeni meteorologici:
caratteristiche socio-demografiche e
personalità dei soggetti meteorosensibili o meteorostabili

*Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Cattedra di Psicologia

**Università degli Studi di Milano
Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica
Biotecnologie - Medicine Naturali
Direttore: Prof. U. Solimene


F. Dogana*, S. Bedoschi**


RIASSUNTO

Finalità della ricerca è stata quella di mettere a punto una scala di atteggiamento per misurare il grado di sensibilità delle persone ai vari elementi meteorologici, così da differenziare i soggetti in "meteorostabili" e "meteorosensibili". In secondo luogo, ci si è proposti di portare un contributo alla conoscenza delle caratteristiche correlate alla tipologia delle persone piú sensibili ai fattori meteorologici. Allo scopo la scala (di tipo Líkert, composta di 30 items) è stata sottoposta ad un campione di 300 soggetti, metà maschi e metà femmine, equamente suddivisi in tre fasce d'età (25-30 anni, 40-50 anni, oltre 60), unitamente ad un questionario contenente domande su vari aspetti di comportamento e di atteggiamento. I risultati hanno messo in luce che i soggetti con maggior punteggio di meteorosensibilità sono più reattivi sia al caldo che al freddo, alla luminosità e all'assenza di luce, ed ai cambiamenti stagionali. La meteorosensibilità mostra poi una correlazione significativa con l'etá e con il sesso (tra le persone meteorosensibili sono più rappresentate le donne e le persone anziane). Non si notano, per contro, differenze imputabili alla morfologia costituzionale, ai livelli pressori, né una maggior presenza di allergie tra i meteorosensibili. Significative invece le differenza in relazione ai tratti di personalità: i soggetti meteorosensibili appaiono caratterizzati da tratti temperamentali di maggiore labilità emotiva, minor controllo delle reazioni affettive e maggiori difficoltà relazionali.

PAROLE CHIAVE: Meteorologia, Meteorosensibilità, Meteoropatie, Personalità

SUMMARY
Sensitivity to meteorological phenomena: socio-demographic characteristics and personality of meteorologically stable and meteorologically sensitive subjects

The aim of the research was to perfect an attitude scale to measure degree of sensitivity of persons to meteorological elements, so as to differentiate the subjects into "meterologically stable" and "meteorologically sensitive". Secondly, it has been proposed to contribute to the knowledge of characteristics correlated to the type of person most sensitive to meteorological factors. To this purpose, the scale (of the Likert type, composed of 30 items) was submitted to a sample of 300 subjects, half of them male and half female, equally divided into three age groups (25-30 years, 40-50 years, over 60), together with a questionnaire containing questions on various aspects of behaviour and attitude. The results have shown how the subjects with the highest meteorological sensitivity are more reactive both to heat and to cold, to luminosity and to the absence of light, and to seasonal changes. Meteorological sensitivity demonstrates a significant correlation with age and with gender (women and elderly people are more represented among the meteorologically sensitive). One does not notice differences imputable to constitutional morphology, to level of pressure, or to the greater presence of allergies among the meteorologically sensitive. However, the differences in regard to personality traits are significant: the meteorologically sensitive subjects appear to be characterised by temperament traits of greater emotive instability, lesser control of affective relations and greater relational difficulties.

KEY WORDS: Meteorology, Meteorological sensitivity, Meteoropathology, Personality.


PREMESSA


Quantunque l'influenza delle condizioni meteorologiche sull'uomo da sempre sia stata riconosciuta (già nel V secolo a.C. Ippocrate e Aristotele mettevano in guardia contro gli effetti negativi dei fattori climatici sull'organismo umano), solo recentemente il mondo scientifico ha cominciato a prendere in considerazione i fattori meteorologici per spiegare l'eziologia di alcune malattie fisiche, psichiche e i comportamenti umani in generale.
Per quanto riguarda il benessere e la salute dell'uomo è ormai accertato che temperature estremamente elevate portano a una dilatazione dei vasi sanguigni, ad un aumento del battito cardiaco, della sudorazione, ad un calo della pressione sanguigna con possibile svenimento della persona; che i venti sono responsabili della riacutizzazione delle affezioni alle vie respiratorie e dell'asma; che il temporale, nelle persone meteorosensibili, causa una stato di malessere caratterizzato da cefalee, inappetenza, nausee e astenia; che i raggi infrarossi sono responsabili dei classici colpi di sole, mentre i raggi ultravioletti possono arrecare seri danni al nostro DNA (Attali, 1981), etc.
Per quanto riguarda, invece, il comportamento e alcuni disturbi mentali, le cose non sono così semplici: la natura e i limiti di queste influenze devono ancora essere determinate.
Una delle più diffuse convinzioni circa il ruolo dei fattori meteorologici nel determinare il comportamento è che la temperatura influenzi la performance. Questa influenza, però, non è sempre così semplice e lineare come potrebbe apparire. Se, da una parte, una temperatura ambientale confortevole individuata intorno ai 27 °C, ottimizza la performance, dall'altra essa potrebbe non essere identica per tutti gli individui e per tutti i lavori. Variazioni sono emerse a seconda delle complessità del compito da svolgere, della capacità del soggetto, della sua precedente acclimatazione (Hancock, 1986).
Un'altra diffusa convinzione è che l'ambiente atmosferico abbia pronunciati effetti sul comportamento aggressivo dell'uomo. Aumenti della temperatura sono spesso correlati positivamente ad aumenti nel numero delle aggressioni (Michael e Zumpe, 1983a, 1983b, 1986; Perry e Simpson, 1987; Fieid, 1992; Haertzen, Buxton, Covi e Richards, 1993). Studi di laboratorio, d'altra parte (Baron e Bell, 1976; Bell e Baron, 1977), suggeriscono che la relazione non è lineare ma curvilinea: il numero di aggressioni aumenta con l'aumentare della temperatura ma al di là di un certo valore, individuato intorno ai 29 °C (Baron e Ransbeerger, 1978), ulteriori incrementi della temperatura sono associati a una diminuzione del numero delle aggressioni e al prevalere di comportamenti contrari (come ad esempio la fuga dal caldo).
Un certo numero di studiosi si sono poi occupati di dimostrare la variazione stagionale di alcuni fenomeni di interesse psichiatrico. Picchi in primavera e in estate sono stati trovati per il suicidio e per il parasuicidio (Meares et al, 1981; Nayha, 1982); un significativo eccesso di nascite schizofreniche è stato trovato nel primo trimestre dell'anno (Hare et al, 1974; Videbech et al, 1974; Odegard, 1974); picchi a giugno e luglio sono stati riportati anche nell'incidenza della mania nelle femmine (Symonds e Williams, 1976) e nei maschi (Walter, 1977). Il SAD (disturbo affettivo stagionale, Rosenthal et al, 1984) è caratterizzato da ricorrenti episodi depressivi che accadono durante i mesi autunnali ed invernali e che si riducono durante i mesi primaverili ed estivi. La causa sembra essere in stretta relazione con la quantità di luce solare durante quei mesi, tanto che esponendo tali soggetti alla luce artificiale con una intensità uguale o superiore ai 2.500 lux si è notato una attenuazione dei sintomi della depressione dovuta probabilmente all'inibizione del picco diurno della melatonina e alla restaurazione della normale secrezione notturna (i picchi di melatonina sono strettamente collegati con sonnolenza, riduzione della vigilanza e delle reazioni, Schmittbiel et al, 1994).
In generale possiamo notare che gli studi fatti fin ora si sono occupati soprattutto della temperatura e di poche altre variabili meteorologiche. La ricerca futura dovrebbe, quindi, prestare maggiore attenzione al possibile ruolo delle altre variabili meteorologiche sul comportamento umano e utilizzare un modello causale che le esamini sia separatamente che nelle loro interazioni.


FINALITÀ DELLA RICERCA


Il primo obiettivo della presente ricerca è stato quello di mettere a punto una scala di atteggiamento che permetta di misurare il grado di sensibilità delle persone ai fattori meteorologici, e che consenta di classificare i soggetti in base a tale parametro. Non si è cercato di mettere a punto uno strumento che identifichi gli aspetti patologici della sensibilità dei soggetti ai fattori meteorologici, ma che identifichi il terreno di base sul quale poi possono innestarsi le problematiche.
Il secondo obiettivo è stato quello di verificare quali caratteristiche di personalità, di comportamento e socio-demografiche differenzino i soggetti più sensibili (meteorosensibili) da quelli meno sensibili (meteorostabili).


METODOLOGIA


Questionario
La ricerca è stata svolta mediante un questionario diviso in due parti: una prima conteneva 30 items diretti a misurare la sensibilità dei soggetti ai fattori meteorologici; la seconda conteneva una serie di domande dirette a raccogliere informazioni sui vari aspetti psicologici e comportamentali degli intervistati utili a verificare eventuali differenze tra i gruppi tipologici. I soggetti dovevano indicare il proprio grado di accordo su scala Likert a cinque passi: da 1, "per niente d'accordo", a 5 "moltissimo d'accordo".

  1. 10 frasi, la credenza soggettiva circa l'influenza dei fattori meteorologici sull'umore e sul comportamento (ad esempio: " Il mio umore oscilla con il barometro", "Sento che le condizioni climatiche influiscono sul mio stato fisico", "Il sentirsi più o meno energici dipende dal tempo che fa");
  2. 10 frasi, la credenza soggettiva circa l'influenza dei cambiamenti delle condizioni atmosferiche sull'umore e sul comportamento (ad esempio: "Il mio organismo mi avverte quando le condizioni atmosferiche stanno per cambiare", "Quando cambiano le stagioni divento più irritabile");
  3. 10 frasi, il grado di interesse cognitivo per le condizioni meteorologiche (ad esempio: "Ascolto tutti i giorni il bollettino meteorologico", "In ogni casa non dovrebbe mancare il barometro").
  1. 10 frasi concernevano la preferenza per la stagione autunno/invernale rispetto a quella estiva (ad esempio: " D'estate mi sento più in forma e pieno di energia", "In autunno/inverno tendo ad essere più depresso");
  2. una domanda verificava la tipologia costituzionale dei soggetti con riferimento alla Figure Rating Scale (FRS) di Thompson e Altabe (1991). La scala è composta da 2 serie (una di uomini e l'altra di donne) di 9 figure del corpo umano, che vanno progressivamente da quella più ectomorfa a quella più endomorfa. I soggetti dovevano identificarsi in una di esse. I dati ottenuti sono stati sintetizzati in 3 categorie: ectomorfi (E), mesomorfi (M) ed endomorfi (P);
  3. una domanda sulla pressione sanguigna;
  4. una sulla presenza di allergie;
  5. il test dei Big Five di Caprara, Barbaranelli e Borgogni (1994), che classifica le persone in base a:

Campione
Il questionario è stato sottoposto a 300 soggetti, metà maschi e metà femmine, suddivisi in 3 fasce di età: 20-30 anni, 40-50 anni e oltre i 60 anni, tutti residenti nel nord.
Non si tratta, dunque, di un campione casuale o rappresentativo, ma di un campione "per quote", che permette di verificare in che misura le variabili socio-demografiche possono essere associate alle differenze tra i tipi meteorostabili e quelli meteorosensibili.
I 150 maschi e le 150 femmine sono distribuite equamente nelle tre classi di età.
Per quanto riguarda lo stato civile e il grado di istruzione, i dati sono i seguenti:

Stato civile e sesso degli intervistati


Tot


Celibe %


Coniugato %


Vedovo %


Maschi


150


54,62


53,28


13,79


Femmine


150


45,37


46,71


86,20


Totale


300


100,00


100,00


100,00



Grado di istruzione e sesso degli intervistati


Tot


Elem-med %


Superiori %


Università %


Maschi


150


45,09


50,35


57,89


Femmine


150


54,90


49,64


42,10


Totale


300


100,00


100,00


100,00



Messa a punto della scala di metereosensibilità

Per individuare i soggetti meteorostabili e meteorosensibili è stata utilizzata l'analisi discriminante secondo il modello V di Rao (programma SPSS). Si è cercato di individuare, tra le 30 variabili prese in considerazione, quelle che permettevano meglio delle altre di dividere il campione in tre gruppi: con basso, medio o alto punteggio (meteorostabili, intermedi, meteorosensibili). L'analisi discriminante ha individuato 15 items: cinque appartenenti al gruppo della credenza soggettiva circa l'influenza dei fattori meteorologici sull'umore/comportamento, cinque al gruppo della sensibilità ai cambiamenti meteorologici, e cinque al gruppo dell'interesse cognitivo per la meteorologia. In particolare gli items discriminanti sono:
"Molti non se ne rendono conto, ma io penso che siamo governati dal tempo",
"Sento che le condizioni meteorologiche influiscono sul mio stato fisico",
"Le condizioni climatiche influiscono sul mio sonno",
"Vado più o meno d'accordo con gli altri anche a seconda del tempo che fa",
"Il mio umore oscilla con il barometro",
"I cambiamenti di stagione mi rendono irrequieto",
"Quando cambiano le stagioni divento più irritabile",
"I temporali mi rendono nervoso",
"Il tempo piovoso mi deprime",
"Per me, quando c'è il vento, è come avere un tarlo in testa",
"Ascolto tutti i giorni il bollettino meteorologico",
"Se devo andare all'estero, la prima cosa che faccio è informarmi bene sul clima del posto",
"Prima di partire per le vacanze mi informo sul clima che farà",
"La meteorologia dovrebbe avere più spazio tra le materie scolastiche".
Le risposte a tali items hanno dato luogo a un punteggio che va da un minimo di 17 a un massimo di 60, con una media di 34,01, una devianza standard di 8,21 e una mediana di 33. La consistenza interna del test è stata verificata mediante la tecnica "split half", che consiste nel dividere i 15 items in due gruppi, e verificare la correlazione dei punteggi. Tale metodo ha mostrato una buona consistenza interna, con un indice di correlazione di 0,64.

Identificazione dei gruppi tipologici

Il campione è stato così diviso in tre gruppi: meteorostabili, intermedi, meteorosensibili.
La consistenza di questi tre gruppi è la seguente: 102 meteorostabili, 101 intermedi e 97 meteorosensibili.
I risultati dell'analisi discriminante hanno mostrato che gli items hanno una buona capacità di classificare correttamente i soggetti.

Risultati della classificazione


Gruppo


N° di casi


Membri predetti del gruppo


1


102


101


1


0


99,0%


1,0%


0,0%


2


101


4


96


1


4,0%


95,0


1,0%


3


97


0


3


94


0,0%


3,1%


96,9%

Percentuale dei gruppi classificati correttamente: 97,00%

L'analisi della varianza (ANOVA) ha mostrato che la differenza dei tre gruppi nei punteggi a ciascun item è statisticamente significativa, così pure nel punteggio totale.
I punteggi totali al test sono risultati i seguenti:

Punteggio medio al test dei 3 gruppi


N° di casi


Media


Devianza std


Meteorostabili


102


25,33


3,03


Intermedi


101


33,51


2,65


Meteorosensibili


97


43,64


4,33





RISULTATI


Soggetti meteorostabili e meteorosensibili e variabili socio-demografiche

Sesso. I risultati mostrano che le femmine (40%) sono più meteorosensibili rispetto ai maschi (24%). Ciò è coerente con i risultati delle ricerche di Kasper et al (1989) e di Muscettola et al (1995) che trovarono, nelle femmine, una maggiore sensibilità ai fattori meteorologici. Il test Chi-Quadro rivela che tale differenza è statisticamente significativa (p=0,0036).
Età. Il numero di persone meteorosensibili aumenta gradualmente con l'età: a 20-30 anni il numero delle persone meteorosensibili è 18%, a 40-50 33% e oltre i 60 anni 46%. Il test Chi-Quadro rivela che tale effetto è statisticamente significativo (p=0,0003).
Stato civile. I vedovi sono più meteorosensibili (48%) rispetto ai celibi (18%) e ai coniugati (40%). Anche questo effetto è statisticamente significativo (p=0,0006). Tuttavia, poiché lo stato civile è generalmente correlato con l'età, si può supporre un andamento simile a quest'ultima.
Istruzione. Per quanto riguarda l'istruzione si può osservare un andamento irregolare. Il test Chi-Quadro rivela la non significatività dei risultati (p=0,1401).

Differenze tra i gruppi tipologici rispetto ad alcune variabili biologiche

Costituzione. Le persone ectomorfe sono risultate più meteorostabili, le persone mesomorfe sono distribuite equamente tra meteorostabili, intermedi e meteorosensibili, e le persone endomorfe sono più meteorosensibili. Il test Chi-Quadro rivela che questo effetto è statisticamente significativo (p=0,0091).
Questi dati appaiono controintuitivi, in quanto l'osservazione comune sembrerebbe mostrare che le persone più sensibili alla meteorologia sono quelle ectomorfe. Poiché su questo aspetto non risultano reperibili dati scientifici, il risultato dovrà essere verificato in ulteriori indagini.

Distribuzione dei tipi in funzione della costituzione


Totale


M.stabili %


Intermedi %


M.sensibili %


E


101


39,60


39,60


20,79


M


153


33,33


33,33


33,33


P


46


23,90


21,73


54,34

Pressione. Emerge una leggera tendenza dei soggetti meteorosensibili a dichiarare di avere la pressione più alta, mentre i meteorostabili sono quelli che più ignorano i valori della loro pressione (il che può essere un segno del fatto che si preoccupano meno delle loro condizioni fisiche). Il test Chi-Quadro rivela tuttavia che i risultati non sono statisticamente significativi (P=0,0738).
Allergie. Non si é riscontrata nessuna relazione con la presenza di allergie. Questo risultato è in contrasto con la ricerca di Hotopf (1994), che riscontrò che i meteorosensibili erano maggiormente soggetti ad allergie.

Differenze tra i gruppi tipologici riguardo alla preferenza per l'estate o l'inverno


Analizzando i 6 items più significativi per la preferenza estiva e sommando i loro punteggi emerge che i soggetti meteorosensibili preferiscono l'estate, e che la differenza tra i punteggi dei tre gruppi è significativa (p=0.001).

Preferenza estiva: valori di statistica descrittiva


Totale


Media


Devianza std


Meteorostabili


102


12,15


3,87


Intermedi


101


14,63


4,37


Meteorosensibili


97


16,84


4,64


Differenze tra i gruppi tipologici riguardo ai tratti di personalità

Si sono analizzate, infine, le differenze tra i punteggi medi dei tre gruppi in rapporto ai 5 tratti di personalità misurati dal test BIG FIVE. I risultati sono i seguenti:
Energia. La tabella mostra che il punteggio dell'energia è più elevato nei soggetti meteorostabili e più basso nei meteorosensibili. Questa differenza si e rivelata statisticamente significativa (p=0,0320).
Amicalità. Anche il punteggio relativo all'amicalità si è rivelato più alto nei soggetti meteorostabili e più basso nei soggetti meteorosensibili. La differenza tra meteorostabili e meteorosensibili è significativa (p=0,0027).
Coscienziosità. Sebbene il punteggio della coscienziosità sia più elevato nei meteorostabili e meno nei meteorosensibili, tale differenza non è statisticamente significativa (p=0,0671). Dunque questa dimensione non permette di differenziare i soggetti meteorostabili da quelli meteorosensibili.
Stabilità emotiva. La stabilità emotiva è risultata significativamente (p=0,0047) più alta nei soggetti meteorostabili che nei soggetti meteorosensibili. I soggetti sensibili ai fattori meteorologici, dunque, hanno una minor capacità di controllare le proprie reazioni emotive.
Apertura mentale. Dalla tabella emerge che i soggetti meteorostabili hanno tendenzialmente una maggiore apertura mentale (più creatività, originalità, interessi culturali, etc.) rispetto ai soggetti meteorosensibili, anche se tale differenza non è statisticamente significativa (p=0,0969).
Per quanto riguarda i tratti di personalità, dunque, i soggetti meteorosensibili hanno un profilo meno positivo, caratterizzato da minor energia, amicalità e stabilità emotiva.

Big Five: valori di statistica descrittiva


Energia


Amicalità


Coscienziosità


Stabilità emotiva


Apertura mentale


Media


Dev.std


Media


Dev.std


Media


Dev.std


Media


Dev.std


Media


Dev.std


M.stabili


36.24


7.90


39.86


6.88


39.34


7.77


33.52


7.03


18.15


6.96


Intermedi


33.49


8.02


38.79


7.98


36.67


7.33


32.32


7.51


17.51


6.15


M.sensibili


34.03


6.44


36.88


6.90


37.32


7.72


30.50


7.82


16.55


6.54


CONCLUSIONE


La ricerca descritta si è proposta lo scopo di mettere a punto uno strumento atto ad identificare i soggetti più o meno sensibili nei confronti dei fattori meteorologici.
Lo studio ha messo in luce che in effetti le condizioni climatiche attivano nelle persone una serie di atteggiamenti e di reazioni abbastanza differenziate e che è possibile graduare le persone lungo un continum che si estende dal polo della meteorostabilità a quello della meteorosensibilità.
Le persone più sensibili sono risultate le donne e gli anziani. Questi risultati sono coerenti con le ricerche di Kasper et al (1989) e Muscettola et al (1995), che trovarono che i cambiamenti stagionali dell'umore e del comportamento erano riportati dal 92% della popolazione e che i punteggi più alti erano ottenuti dalle donne. Le persone più meteorosensibili tendono inoltre a preferire la stagione estiva, mentre non sono emerse differenze riguardo ai valori pressori o alla presenza di allergie. Dalla ricerca svolta è emerso, anche che i soggetti più sensibili tendono ad avere una costituzione più robusta (endomorfa), minor energia, amicalità e minor stabilità emotiva.


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