RIASSUNTO
La correlazione tra respirazione nasale e funzione
tubarica è ben nota.
Gli autori riportano i risultati di uno studio condotto
su di un gruppo di 25 soggetti affetti da deviazione del setto
nasale e pertanto sottoposti ad esame della funzione respiratoria
nasale mediante Rinomanometria, ad esame della funzione uditiva
mediante esame audiometrico tonale e ad esame della funzione tubarica
mediante tubotimpanometria. La ricerca dimostra la presenza di
una netta relazione tra deviazione del setto ed alterata funzionalità
tubarica.
PAROLE CHIAVE: Deviazione del setto, Funzionalitą respiratoria nasale,
Funzionalitą tubarica
SUMMARY
Nasal septal deviation: observations on altered eustachian nasal tube activity
The influence of nasal septal deviation on the Eustachian
nasal tube was studied. 25 subjects suffering from nasal obstruction
underwent examination of respiratory activity (Rhinomanometry),
audiological function (Audiometry) and Eustachian tube function
(Tubotimpanometry). This research demonstrates the relation between
the septal deviation and tubaric pathology.
KEY WORDS: Nasal septal deviation, Nasal respiratory activity,
Eustachian nasal tube activity
Il naso e la tuba di Eustachio presentano analogie
strutturali che suggeriscono un approccio funzionale comune. Difatti
la tuba di Eustachio può essere considerata una propaggine
dell'apparato respiratorio che collega il rinofaringe all'orecchio
medio.
Essa rappresenta, inoltre, il dispositivo di protezione
dell'orecchio medio dagli effetti delle modificazioni pressorie
e dai processi infiammatori del rinofaringe.
Come è noto l'efficacia dell'azione tubarica
è il risultato dell'equilibrio di numerosi fattori: calibro
della tuba, tono dei muscoli peritubarici, efficienza emodinamica
dei sistemi artero-venosi peritubarici, trasporto muco-ciliare
e normosecrezione di sostanze tensioattive, gradiente pressorio
tra rinofaringe ed orecchio medio, efficienza della mucosa faringea.
Alla luce degli stretti rapporti esistenti tra naso
e tuba di Eustachio, è stato nostro intento valutare la
funzionalità tubarica in un gruppo di pazienti affetti
da ostruzione respiratoria nasale cronica giunti alla nostra osservazione
per sottoporsi ad un ciclo di crenoterapia inalatoria con acque
solfuree-bicarbonato-alcaline presso lo stabilimento Euroterme
di Bagno di Romagna. Si è voluto, in altri termini, valutare
le eventuali conseguenze sulla delicata dinamica tubarica di una
alterata funzione aerodinamica nasale.
E' da sottolineare, inoltre, come lo studio sia stato
condotto in un gruppo di pazienti normoacusici, in assenza cioè
di alterazioni oggettivamente e soggettivamente apprezzabili della
funzione uditiva.
Lo studio è stato condotto su di un gruppo
di 25 pazienti (19 maschi e 6 femmine; età media 31,3 anni;
range 18-62 anni), affetti da ostruzione respiratoria nasale per
rinopatia vasomotoria cronica a carattere ipertrofico associata,
nella quasi totalità dei casi, a deviazione del setto nasale.
I soggetti sono stati reclutati in base ai seguenti criteri:
I 25 pazienti sono stati sottoposti a valutazione
della funzione uditiva, della funzione respiratoria nasale e della
funzione tubarica.
Esame della funzione uditiva
La valutazione della funzione uditiva si è
basata sull'esame audiometrico tonale liminare e sull'esame impedenzometrico.
Esame della funzione respiratoria nasale
La funzione respiratoria nasale è stata studiata
mediante Rinomanometria Anteriore Attiva utilizzando un rinomanometro
digitale computerizzato Mercury.
La misurazione del flusso aereo, espressa in cm3/sec,
è stata effettuata, previo adattamento di 30 minuti alla
posizione seduta, ad un valore di pressione preselezionata di
150 Pascal (Clement, 1984). I valori di resistenza, ricavati sulla
base di quattro atti respiratori consecutivi, sono stati calcolati
in base alla legge di Poiseuille (R = p/V).
Le misurazioni sono state effettuate in condizioni
standard di temperatura (22-26 °C) e di umidità (50-60
%).
I 25 pazienti sono stati suddivisi in 3 gruppi a
seconda dei valori crescenti di resistenza nasale totale:
Esame della funzione tubarica
E' stato adottato per la nostra ricerca il test di
Inflation-Deflation a timpano chiuso mediante impedenzometro.
La tecnica di esecuzione dell'esame è la seguente.
Dopo aver realizzato un timpanogramma basale si determina,
tramite la sonda dell'impedenzometro, un aumento pressorio di
+400 mmH2O nel condotto uditivo esterno con conseguente
aumento pressorio a livello dell'orecchio medio. Il paziente è
invitato ad effettuare degli atti di deglutizione (da 3 a 6 in
30 secondi) al fine di riequilibrare il gradiente pressorio tra
orecchio e rinofaringe. Nel soggetto normale un nuovo timpanogramma
evidenzia uno spostamento di almeno 20 mmH2O verso
il campo delle pressioni negative.
L'inverso accade creando una depressione nel condotto
uditivo esterno, e di conseguenza nell'orecchio medio, di -400
mmH2O.
Anche in questo caso, a seguito di alcune deglutizioni,
un timpanogramma di controllo evidenzia uno spostamento verso
le pressioni positive di almeno 20 mmH2O.
Una buona funzionalità tubarica è in
sostanza legata alla capacità di realizzare (e non solo
equilibrare) rispettivamente una lieve pressione negativa e positiva
dopo sollecitazioni a pressione positiva (Inflation) e negativa
(Deflation).
Le risposte ottenute nei 25 pazienti sono state classificate
nel seguente modo:
I dati di funzionalità uditiva, respiratoria
e tubarica ottenuti nei 25 soggetti presi in considerazione sono
stati confrontati con quelli relativi al gruppo di controllo di
10 soggetti normali. Le correlazioni statistiche sono state effettuate
mediante test "t" di Student.
La funzione audiometrica dei soggetti normali
ha evidenziato condizioni di normoacusia e la presenza di timpanogrammi
di tipo A in tutti i casi. I valori di resistenza nasale, ed il
confronto statistico con i valori patologici, sono riportati nella
tabella 1. Le prove di funzionalità tubarica hanno evidenziato
risposte normali nel 70% dei casi, incomplete nel 25%, alterate
nel 5%.
Non si sono rilevate risposte di incapacità
funzionale (tabella 11).
Per quanto riguarda i soggetti patologici
si è evidenziato quanto segue.
Funzione uditiva
In tutti i 25 casi l'esame audiometrico ha evidenziato
condizioni di normoacusia. L'esame impedenzometrico ha evidenziato
timpanogramma di tipo A in tutti i casi.
Funzione respiratoria nasale
La tabella 1 riporta il confronto dei dati di resistenza
nasale totale con quelli relativi a 10 soggetti normali. Statisticamente
significativa la correlazione tra dati patologici e dati relativi
ai soggetti normali.
I dati specifici di resistenza nasale, totale e monolaterale,
relativi al Gruppo A sono riportati nelle tabelle 2,
5, 6.
I dati specifici di resistenza nasale, totale e monolaterale,
relativi al Gruppo B sono riportati nelle tabelle 3,
7, 8.
I dati specifici di resistenza nasale, totale e monolaterale,
relativi al Gruppo C sono riportati nelle tabelle 4,
9, 10.
Funzione tubarica
La tabella 11 riporta i risultati relativi ai 25
soggetti presi in considerazione. Essa riporta il confronto di
tali dati con quelli relativi ai 10 soggetti normali.
La tabella 12 riporta la correlazione tra funzione
tubarica e fossa nasale omolaterale maggiormente interessata dal
processo ostruttivo (fossa nasale con resistenza maggiore).
La tabella 13 riporta la correlazione tra funzione
tubarica e fossa nasale omolaterale meno interessata dal processo
ostruttivo (fossa nasale con resistenza minore).
I dati specifici di funzionalità tubarica
relativi al Gruppo A sono riportati nelle tabelle 14 e
15.
I dati specifici di funzionalità tubarica
relativi al Gruppo B sono riportati nelle tabelle 16 e
17.
I dati specifici di funzionalità tubarica
relativi al Gruppo C sono riportati nelle tabelle 18 e
19.
La Rinomanometria risulta, in accordo con molti Autori
(Broms, 1982; Gordon, 1989; Jalowaysky, 1983), tecnica strumentale
estremamente sensibile ed affidabile nel definire il grado di
pervietà nasale.
La disamina dei dati di funzionalità tubarica
ci consente di focalizzare la nostra attenzione sui seguenti aspetti:
La dipendenza fisiopatologica della tuba di Eustachio
dalla funzione respiratoria nasale è, nella nostra ricerca,
ampiamente dimostrata. Le motivazioni che sono alla base di tale
rapporto sono peraltro ben note.
Riteniamo di dover segnalare in questa sede, alla
luce dei risultati della nostra ricerca, non tanto il rapporto
disfunzione nasale/patologia tubotimpanica quanto il rapporto
disfunzione nasale/disfunzione tubarica subclinica. Il ricorso,
peraltro, alla utilizzazione dell'Inflation-Deflation test a timpano
chiuso è estremamente indicativo in tal senso: esso rientra,
di fatti, nei test di funzionalità tubarica e non di pervietà
tubarica (quali ad esempio i test di ventilazione forzata con
manovra di Valsalva e Toymbee) atti a valutare la presenza, o
meno, di un vero e proprio processo ostruttivo della tuba.
D'altra parte l'Inflation-Deflation test viene preferito
da molti Autori nella pratica clinica (Calogero, 1983).
E' da considerare come anche minime disfunzioni della
componente muscolare dell'ostio tubarico da un lato, ed alterazioni
della componente tensioattiva della tuba dall'altro, siano verosimilmente
alla base delle risposte incomplete (capacità cioè
di effettuare un minimo riequilibrio pressorio, ma incapacità
di realizzare una pressione negativa e/o positiva, o entrambe,
a livello dell'orecchio medio) o alterate (incapacità di
riequilibrio e di realizzazione di pressione positiva o negativa
all'interno dell'orecchio medio.
Riteniamo in particolare, in accordo con alcuni autori
(Ottaviani, 1989, che la concentrazione di aria inspirata ad
elevata pressione (Resistenza Nasale Elevata) su di aree ristrette
di mucosa rinofaringea, quale l'area dell'ostio tubarico, produce
una alterazione dei muscoli peristafilini (interno ed esterno)
preposti all'apertura ed alla chiusura dell'ostio stesso. Vi è
da segnalare anche la eccessiva evaporazione del film mucoso rinofaringeo,
con conseguente aumentata viscosità, e alterazioni del
materiale tensioattivo tubarico: l'efficacia dei meccanismi di
trasporto muco-cilare ne risulta in tal modo compromessa. Per
la verità risposte incomplete o alterate sono evidenziabili,
anche se in misura nettamente inferiore, anche nel soggetto normale
(tabella 11), il che sembra suggerire l'intervento di molteplici
fattori, intrinseci ed estrinseci, nella genesi di eventuali disfunzioni
tubariche anche nella condizione di normalità.
In conclusione possiamo affermare che:
Altissimi G., Gallucci L., Simoncelli C.: La rinomanometria
Posizionale nella rinite cronica ipertrofico-vasomotoria: osservazioni
prima e dopo chirurgia funzionale dei turbinati. Acta Otorhinolaringol.
Ital., 12: 363-369, 1992
Broms P., Jonson B., Malm L.: Rhinomanometry IV.
A pre and a postoperative evaluation in functional septoplasty.
Acta Otolaryngol. (Stockh.), 94: 523, 1982
Calogero B.: Audiologia. Monduzzi Ed., 1983
Clement P.A.R.: Committee report on standardization
of rhinomanometry. Rhinology, 22: 151-155, 1984
Jalowaysky A.A., Yuh Y., Koziol J.A., Davidson T.M.:
Surgery for nasal obstruction. Evaluation by rhinomanometry.
Laryngoscope, 93: 341, 1983
Ottaviani A., Borgo M.: Rilievi istologici, istochimici,
enzimatici sulla tuba di Eustachio in condizioni normali e nei
processi flogistici cronici. Riv. Istochim. Norm. Pat., 8:
389, 1962
Ottaviani A., Ottaviani F.: Rapporti tra naso
e tuba di Eustachio. Nose & Eustachian tube. C.I.C. Ed.
Inter., 93, 1989
Passali D.: L'unità rino-faringo-tubarica. Edizioni CRS Milano, 1985