R.P. Heaney, G. Nappi
RIASSUNTO
Gli Autori hanno testato l'assorbibilità del calcio contenuto
nell'acqua minerale Sangemini mettendo a confronto la biodisponibilità
del calcio contenuto nell'acqua in esame con quella del latte,
notoriamente ottima fonte di apporto alimentare dell'elemento.
Il progetto di ricerca è stato effettuato con metodo incrociato
e casuale: a 18 donne (10 in pre-menopausa ed 8 in post-menopausa)
sono state somministrate dosi di acqua e latte contenenti uguali
quantitativi di calcio marcato. Successivamente, ad intervalli
prefissati, è stato misurato l'assorbimento proporzionale
dell'elemento.
I risultati dell'indagine hanno portato alle seguenti conclusioni:
- il calcio contenuto nell'acqua minerale Sangemini è altamente
biodisponibile, almeno quanto quello contenuto nel latte se non
in misura maggiore;
- la biodisponibilità è valida per adulti di età
ampiamente variabile;
- lo stato ormonale legato alla pre o post-menopausa non ha un
impatto particolare sull'assorbibilità del calcio dell'acqua
minerale in esame.
PAROLE CHIAVE: Acqua minerale, Calcio, Biodisponibilità
SUMMARY
The Authors tested the absorbability of the calcium in Sangemini
water, comparing the latter with milk calcium which is, notably,
a primary food source for this element.
The project design was a randomized cross-over: 18 women (10 pre
and 8 post-menopausal) were selected; they received weighed servings
both of milk and of Sangemini water, containing the same quantity
of calcium.
Both sources were labelled. Fractional absorption of calcium was
measured at fixed intervals.
The result of the analyses can be listed as follows:
- calcium contained in Sangemini water is highly bioavailable
as the calcium of milk and probably more so;
- bioavailability was noted in adults of varying age;
- hormonal status (pre and post-menopausal) do not particularly
affect absorbability of Sangemini water calcium.
KEY WORDS: Mineral water, Calcium, Bioavailability
L'OMS ha proposto di ridefinire l'osteoporosi come "epidemia
silenziosa" per la grande diffusione e la quasi assoluta
mancanza di sintomi premonitori con una prima drammatica manifestazione
costituita dalla frattura ossea.
Attualmente circa 200 milioni di persone nel mondo vivono problemi
di osteoporosi e si stima che agli inizi del secondo millennio
più dell'82% delle donne oltre i 65 anni ne saranno affette
con un costo sociale in costante aumento.
Il problema è clinicamente molto importante ed economicamente
oneroso ove si consideri anche la crescente fascia di popolazione
interessata.
Per questi motivi l'osteoporosi deve essere considerata a tutti
gli effetti una malattia nella quale prevenzione e terapia devono
costituire scopi prioritari della ricerca medica finalizzata alla
tutela della salute ed al mantenimento della qualità di
vita.
Il Centro Studi e Ricerche di Medicina Termale è da anni
impegnato nello studio dell'approccio crenoterapico all'osteoporosi.
La medicina termale ha assunto ormai, grazie al contributo di
ricerche scientifiche e sperimentazioni cliniche, un ruolo fondamentale
nella cura e nella prevenzione delle recidive sintomatologiche
e delle complicanze dell'osteoporosi; la possibilità di
avvalersi di mezzi termali con metodiche crenoterapiche esterne
consente di affiancare all'approccio farmacologico classico una
terapia che contribuisce al potenziamento dei risultati, compatibilmente
con i limiti imposti dallo stato evolutivo della malattia.
E' opinione unanime nel mondo scientifico che la prevenzione costituisca
l'intervento più efficace attraverso l'individuazione dei
fattori di rischio a partire dall'età evolutiva ed il potenziamento
dei presidi protettivi.
Tra gli aspetti preventivi l'apporto di calcio con la dieta è
riconosciuto come uno dei momenti fondamentali: il raggiungimento
di un picco di massa ossea ottimale nelle prime decadi di vita
è ritenuto da molti il primo passo nella prevenzione della
malattia.
Il picco di massa ossea è soprattutto in relazione all'apporto
di calcio assunto con la dieta durante il periodo dell'accrescimento
e della maturazione ossea.
Numerosi studi confermano che il picco di massa ossea risulta
ottimale quando venga somministrato un quantitativo di calcio
corrispondente ad un determinato "livello soglia".
Questo valore è risultato essere anche più elevato
rispetto a quanto raccomandato dalle RDA e dai LARN.
Come è noto gli alimenti più ricchi in calcio sono
il latte ed i suoi derivati; il calcio, comunque, essendo un elemento
ubiquitario, è presente in quasi tutti i cibi.
Tuttavia anche l'alimentazione attuale nei Paesi ad elevati standards
socio-economici risulta spesso deficitaria nell'apporto di questo
elemento.
Particolarmente a rischio è infatti la popolazione, sempre
più numerosa, di persone che si sottopongono a diete ipocaloriche
o ipocolesterolemizzanti con riduzione spesso drastica dei latticini
ed ancora le persone che soffrono di intolleranza al latte ed
ai suoi derivati.
Questi particolari problemi hanno fatto sorgere l'esigenza di
considerare altre fonti dietetiche di calcio di larga reperibilità
e fruibilità.
Da queste premesse ed alla luce del ricco patrimonio di acque
minerale calciche presenti nel nostro Paese, è stata considerata
la possibilità di valutare tali acque quali integratori
naturali di calcio; sono state approfondite in particolare le
possibilità di prevenzione nei confronti della patologia
osteoporotica.
Un problema molto importante si pone per l'assorbimento del calcio
che varia considerevolmente sia da individuo ad individuo che
in relazione agli alimenti che lo contengono.
Ci è parsa prioritaria l'analisi della biodisponibilità
dell'elemento presente in un'acqua minerale ricca in calcio e
la possibilità di integrarne l'intake attraverso la quota
idrica.
La scelta del tipo di acqua è stata effettuata anche in
base al requisito di un basso tenore sodico, essendo nota l'interferenza
di tale elemento sull'assorbimento del calcio.
A questo scopo è stata intrapresa una collaborazione con
il "Center for Hard Tissue Research" della Creighton
University di Omaha, uno dei maggiori Centri di studio dell'osteoporosi.
Del prof. R.P. Heaney, Direttore del Centro, sono infatti noti
l'opera di studio e la vasta produzione scientifica sul ruolo
del calcio nella patologia in esame e le ricerche condotte con
l'ausilio di avanzate metodologie e tecnologie.
Questo studio ci appare un fondamentale contributo finalizzato
all'approfondimento delle potenzialità terapeutiche e preventive
della crenoterapia nei confronti dell'osteoporosi.
SOGGETTI
18 donne, delle quali 10 in pre-menopausa ed 8 in post-menopausa,
di età compresa tra i 23 ed i 61 anni (età media:
44,8 ± 11,1) sono state reclutate dalla Midwest Survey Inc.,
una società utilizzata per individuare e selezionare volontari
in buona salute idonei ai progetti di questo Centro.
La tabella 1 riporta i dati riguardanti
le 18 donne.
Tutte hanno fornito il loro consenso informato ed il progetto
è stato approvato dall'"Institutional Review Board"
dell'Università di Creighton (comitato etico interno).
I soggetti sono stati esaminati al fine di escludere malattie
e farmaci potenzialmente interferenti con la ricerca e peso ed
altezza eccessivi.
Ogni donna fertile in pre-menopausa è stata controllata
per escludere lo stato di gravidanza prima del test.
PROGETTO DI RICERCA
Il progetto di ricerca sul latte e l'acqua Sangemini è
stato svolto con metodo crociato e casuale.
La dose di latte è stata di 90,3 gr e quella di acqua Sangemini
di 295,4 gr (30 cl) in modo che ogni dose fornisse una quantità
di calcio pari a 100 mg.
E' stata utilizzata acqua distillata per risciacquare i contenitori
e la stessa è stata fatta bere ai soggetti per garantire
che tutto il quantitativo stabilito venisse assunto.
Entrambe le dosi sono state somministrate durante una colazione
leggera a base di pane bianco tostato a basso contenuto di calcio
e con burro, insieme a tea o caffé (con dolcificante artificiale,
se desiderato).
Dopo aver annotato l'ora della somministrazione, a distanza di
5 ore dall'apporto del liquido scelto, è stato effettuato
un prelievo di sangue.
Tutti i tests sono stati effettuati dopo un digiuno notturno di
10-12 ore. E' stato richiesto che tutte le partecipanti al progetto
non assumessero bevande alcooliche per almeno 36 ore prima delle
prove previste.
MARCATURA DELLE FONTI
Entrambe le fonti di calcio sono state marcate 16 ore prima della
suddivisione in dosi con una quantità di 45CaCl2, ad alta
attività specifica, nell'ordine di submicrogrammi.
I contenitori sono stati poi chiusi ermeticamente e riposti in
frigorifero per una notte.
La quantità del tracciante è stata di circa 4µCi
per ogni dose.
Quantità duplicate delle dosi sono state conservate per
essere utilizzate quali standards di riferimento.
ANALISI
La frazione di assorbimento è stata misurata 5 ore dopo
l'assunzione per via orale usando già noti algoritmi (1,2).
Riassumendo, nelle donne l'assorbimento è il seguente:
ove Fx Abs equivale alla frazione di assorbimento; SA5
equivale alla radioattività specifica del calcio serico
dopo 5 ore (frazione di dose orale per grammo di calcio); Ht
equivale all'altezza (metri); Wt equivale al peso (chilogrammi).
Poiché 45Ca è un isotopo con emivita abbastanza
lunga (163 giorni), si rende necessario correggere i valori di
radioattività serica ottenuti nel secondo test dovuti alla
radioattività residua dai tests precedenti.
A questo scopo i valori per tale residua radioattività
sono stati raggruppati con i dati della tabella 28 di Marshall
(3).
Dopo quattro settimane la radioattività residua è
in media il 2,5 per cento di quella risultante nel campione delle
5 ore della prova precedente.
Questi conteggi residui netti sono stati sottratti dai risultati
netti ottenuti dopo la seconda prova prima di calcolare l'attività
specifica del siero concernente la seconda dose.
La correzione è minima ma, se non fosse stata eseguita,
le seconde prove avrebbero sovrastimato l'assorbimento, seppure
di poco.
Il 45Ca è stato analizzato con dosaggio a scintigrafia
liquida usando uno strumento Packard Modello N° 1900CA (Packard
Instruments Corporation, Meriden, CT) avendo come sfondo appositi
campioni in bianco, analizzando anche gli standards di riferimento
dalle dosi duplicate.
Il calcio stabile nel siero e nelle fonti di calcio è stato
analizzato facendo uso di uno spettrofotometro ad assorbimento
atomico (Modello 2380, Perkin-Elmer, Norwalk, CT).
ANALISI STATISTICHE
Poiché le differenze nel processo di assimilabilità
tra i soggetti sono generalmente maggiori delle differenze insite
nei soggetti (4), si preferisce usare un sistema che tenga conto
della seconda differenza, quale è stato adottato in questo
protocollo.
In questo modo lo schema fornisce sia una serie di differenze
(Sangemini - latte) che un insieme di quozienti (Sangemini / latte)
ove un valore è espresso quale frazione dell'altro.
Le medie di tali valori possono essere confrontate in primo luogo
con la differenza zero ed in un secondo tempo con un quoziente
di 1.0, ambedue a mezzo di un "t" test per dati appaiati.
I calcoli a valenza standard hanno dimostrato che per un campione
di 18 soggetti, (N per questo studio), (1 - ß) = 0.90 per
una differenza assoluta di 0.04 o maggiore.
La tabella 2 riporta i dati relativi
a ciascuna prova eseguita su ogni donna per entrambe le sostanze.
Come evidenziato, la frazione media di assorbimento per il calcio
è stata per il latte di 0.4326 e per l'acqua Sangemini
di 0.4753. La differenza media insita nei soggetti è stata
di 0.0427 ± 0.0858 (P = 0.07).
Il quoziente medio (Sangemini / latte) è stato 1.129 ±
0.2396.
Questo valore si discosta notevolmente da 1.0, valore previsto
nell'ipotesi di differenza nulla (P = 0.035).
La differenza tra i valori di assorbibilità per l'acqua
Sangemini e per il latte è stata ugualmente valida per
donne in post-menopausa e prive di estrogeni che per donne in
pre-menopausa (tabella 1).
L'assorbibilità media riferita ad entrambe le fonti di
calcio è stata leggermente inferiore nelle donne in post-menopausa
rispetto a quelle in pre-menopausa e per quelle di età
oltre la media del gruppo ma nessuna di queste tendenze ha raggiunto
una significatività statistica. E' stata comunque posta
in evidenza una significativa correlazione negativa tra l'età
e la frazione di assorbimento nel suo complesso.
I risultati sono in conformità con dati di ricerche precedenti
circa gli effetti dell'età e della menopausa sulla capacità
di assorbimento.
Dal lavoro è possibile pervenire alle seguenti conclusioni:
1) il calcio contenuto nell'acqua Sangemini è altamente
biodisponibile, almeno quanto lo è quello contenuto nel
latte se non in misura maggiore;
2) la biodisponibilità si estende ad adulti di età
ampiamente variabile;
3) lo stato estrogenico e la menopausa, mentre in linea generale
esercitano una certa influenza sull'assorbibilità (5),
non hanno un impatto particolare sull'assorbibilità del
calcio dell'acqua Sangemini.
Deve essere comunque puntualizzato che la frazione di assorbimento
riscontrata in questo studio sul calcio contenuto nell'acqua Sangemini
(intorno al 50%) è valida per le specifiche condizioni
e modalità di assunzione utilizzate nello studio.
Abbiamo già dimostrato in altra sede che, per le diverse
fonti di calcio, la frazione di assorbimento è inversamente
proporzionale la logaritmo della dose somministrata (6). Qualora
pertanto l'acqua Sangemini venisse consumata durante un pasto
contenente altre fonti apprezzabili di calcio la sua assorbibilità
sarebbe probabilmente minore di quanto dimostrato in questa sede.
Viceversa, se bevuta in quantità minore alla porzione da
noi utilizzata di 30 cl la sua assorbibilità sarà
probabilmente maggiore.
Mentre i dati evidenziano una differenza statisticamente significativa
tra latte ed acqua Sangemini non è possibile stabilire
con precisione l'entità di tale differenza.
Il quoziente medio dei valori raffrontati di assorbibilità
è di 1.129, significando una migliore assorbibilità
di circa il 13%, considerando l'intervallo di confidenza al 95%
della differenza da 1.010 a 1.248.
Ne potrebbe quindi conseguire un vantaggio dell'acqua Sangemini
sul latte dell'1.0% al limite inferiore del range fino a raggiungere
un massimo di 24.8 al limite superiore.
Qualunque possa essere il valore effettivo è cosa assodata
che il calcio contenuto nell'acqua Sangemini è biodisponibile
almeno quanto quello presente nel latte e probabilmente anche
in misura superiore.
Vi è una crescente consapevolezza sul fatto che l'assunzione
di un'alta quantità di calcio è molto importante
in tutte le età della vita (6,7).
Tuttavia, in seguito alla riduzione delle attività comportanti
spesa di energia nelle Nazioni industrializzate, il consumo totale
di alimenti quali fonti energetiche ha subito un calo a partire
dal secondo dopoguerra. Per tale motivo è diventato sempre
più difficile ottenere adeguate quantità di calcio
dal cibo.
Ne consegue che è importante disporre di fonti ipocaloriche
di calcio: l'acqua Sangemini può rappresentare una di queste.
Con un introito "tipo" per l'adulto di un litro al giorno,
l'acqua Sangemini potrebbe fornire calcio in una quantità
di poco ma comunque superiore a 24 cl di latte o yoghurt. In considerazione
della superiore biodisponibilità del calcio contenuto nell'acqua
Sangemini l'elemento assimilato con la suddetta quantità
di acqua potrebbe essere equivalente a quello di circa 30 cl di
latte o yoghurt.
In conclusione possiamo affermare che questo studio ci appare
quale fondamentale contributo all'approfondimento delle potenzialità
terapeutiche e preventive della crenoterapia nei confronti della
patologia osteoporotica ed in questo contesto l'acqua minerale
Sangemini può costituire, nella cultura contemporanea,
una fonte di calcio utile in ogni periodo di età.
1) HEANEY R.P., RECKER R.R.:Estimation of true calcium absorption.
Annals Int. Med. 103: 516-521, 1985
2) HEANEY R.P., RECKER R.R.:Estimating true fractional calcium
absorption. "Letter to the Editor". Annals Int.
Med. 108: 905-906, 1988
3) ICRP Publication N° 20: Alkaline Earth Metabolism in
Adult Man. Pergamon Press, Great Britain, 1972
4) HEANEY R.P., WEAVER C.M., FITZSIMMONS M.L., RECKER R.R.: Calcium
absorptive consistency. J. Bone Miner. Res. 11: 1139-1142,
1990
5) HEANEY R.P., RECKER R.R., STEGMAN M.R., MOY A.J.: Calcium
absorption in women: relationships to calcium intake, estrogen
status, and age. J. Bone Miner. Res. 4: 469-475, 1989
6) HEANEY R.P., WEAVER C.M., FITZSIMMONS M.L.: The influence
of calcium load on absorption fraction. J. Bone Miner. Res.
11: 1135-1138, 1990
7) HEANEY R.P.: Nutritional factors in osteoporosis. Ann.
Rev. Nutr. 13: 287-316, 1993
8) Consensus Development Conference: Diagnosis, prophylaxis,
and treatment of osteoporosis. Am. J. Med. 94: 646-650, 1993