VALUTAZIONE QUANTITATIVA DELL'EFFICACIA A DISTANZA DELLA
FANGOBALNEOTERAPIA NELL'ARTROSI DEL RACHIDE

Università degli Studi di Milano
Cattedra di Terapia Medica e Medicina Termale
Centro Studi e Ricerche di Medicina Termale
Direttore: prof. Giuseppe Nappi

G. Nappi, S. De Luca, M.M. Masciocchi

RIASSUNTO

96 pazienti affetti da artrosi del rachide sono stati sottoposti per 3 anni consecutivi a cicli di fango-balneo-terapia presso le Terme di San Pellegrino (Bg). Lo studio, impostato sulla valutazione a medio-lungo termine di parametri sintomatologici e socio-sanitari, ha evidenziato l'importanza clinica ed i risvolti economici della terapia termale.
L'analisi sugli intervalli di confidenza ha permesso di verificare quantitativamente l'efficacia della crenoterapia.
I risultati conseguiti e l'evidente sommazione di effetti terapeutici in seguito alla ripetizione annuale dei cicli di cura confermano l'importanza della terapia termale nella patologia degenerativa articolare del rachide.

PAROLE CHIAVE: Artrosi, Rachide, Crenoterapia, Risultati a distanza, Spesa sanitaria


THE MUD-BALNEOLOGY TREATMENT OF SPINE OSTEOARTHROSIS:

A QUANTITATIVE ANALYSIS OF THE LONG-TERM RESULTS

SUMMARY

96 patients affected by spine osteoarthrosis were submitted to a mud-balneology treatment for three years in succession at S. Pellegrino spa (Bg).
The Authors layed out a medium-long term working schedule in order to evaluate the possible variations of symptomatological and health parameters during that same period.
The results obtained pointed out both the noticeable clinical significance and the saving implications of the above mentioned terapeutical approach. The confidence interval analysis of the results enabled the Autors to quantify the effectiveness of the proposed crenotherapy treatment.
Morover, the evident summation of the therapeutical results deriving from a repetition on a yearly basis of the crenotherapy reinforce the effectiveness of the said cure for the treatment of the spine osteoarthrosis.

KEY WORDS: Arthrosis, Spine, Crenotherapy, Long-term results, Health expenditure.

Il rachide è la struttura dell'apparato locomotore più frequentemente coinvolta da processi patologici osteoartrosici.
Le zone di passaggio o "cerniere" tra i segmenti più mobili sono particolarmente soggette a fenomeni che favoriscono la degenerazione articolare.
Numerose attività lavorative e posizioni scorrette o antalgiche, agiscono come fattori predisponenti o scatenanti.
Si determina un quadro sintomatologico polimorfo (secondo il segmento vertebrale interessato) caratterizzato principalmente da: dolore, rigidità, limitazioni funzionali ed eventuale sintomatologia radicolare.
L'evoluzione in senso invalidante è sostenuta da turbe funzionali, trofiche e da alterazioni più o meno strutturate.
Le conseguenti limitazioni del movimento concorrono al mantenimento dello stato patologico ed alla compromissione progressiva della funzione.
Pur evolvendo con decorso lento, questa patologia condiziona notevolmente la qualità della vita, compromette l'autosufficenza del paziente e comporta un notevole costo sanitario e sociale.
Tra le patologie dell'apparato locomotore l'artrosi rappresenta una delle principali indicazioni alla terapia termale. La crenoterapia svolge, in questo ambito, un ruolo prevalentemente riabilitativo volto al recupero funzionale tramite la riduzione o l'eliminazione delle componenti sintomatologiche e l'aumento dell'escursione articolare.
Nel tempo la terapia termale è in grado di agire preventivamente sulla frequenza degli episodi acuti, riducendone inoltre l'intensità e migliorando la sintomatologia di fondo.
Questa peculiarità è in grado di modificare significativamente il quadro clinico (migliorando la qualità di vita del paziente) e le ripercussioni socio-economiche (diminuendo la spesa socio-sanitaria).
Anche se non sono completamente chiariti i meccanismi d'azione a lungo termine della fangobalneoterapia, è verosimile che una stimolazione organica generalizzata interferisca sul "terreno di base" che sostiene il processo patologico cronico.
In particolare, lo stress organico causato dalla termoterapia termale e da altri fattori crenologici si ripercuote sugli assetti endocrino, immunitario e nervoso coinvolgendo l'asse ipotalamo
-ipofisi-surrene e la produzione di peptidi oppioidi. Le modificazioni ormonali conseguenti agiscono tramite l'immunomodulazione e l'attivazione dei sistemi da cui dipende l'omeostasi biologica dell'organismo.
Questo effetto, in sinergismo con l'azione terapeutica specifica sull'apparato locomotore, interferisce con l'"equilibrio patologico" che si crea tra organismo malato e patologia cronica e stimola ad una risposta di tipo difensivo, rivolta verso le noxae patogene esogene ed endogene.
La necessità di ripetere almeno a cadenza annuale la terapia per mantenere costanti i risultati nel tempo evidenzia il bisogno di potenziare periodicamente i meccanismi biologici implicati nella risposta terapeutica.

Rispetto ad un nostro precedente studio riguardante l'efficacia a lungo termine della terapia termale sull'evoluzione clinico-sintomatologica dell'artrosi, vogliamo porre maggior attenzione alle ripercussioni sociali della patologia, conferendo rilevanza alla valutazione di parametri socio-economici quali diminuzione del consumo di farmaci, ricorso al medico, ad accertamenti diagnostici ripetuti, ospedalizzazione, assenteismo lavorativo.
In questo studio l'analisi delle variazioni osservate ha permesso un valido riscontro dell'efficacia della terapia termale; la sua validità è stata inoltre quantificata tramite lo studio dell'intervallo di confidenza.


CASISTICA

Il campione analizzato (Tab.1) è composto da 96 pazienti con età media di 57,22 anni (min. 34 anni, max 78 anni), 41 uomini e 55 donne (Tab. 2).
Tutti i pazienti erano affetti da artrosi del rachide, in circa la metà dei casi la patologia interessava la colonna in toto, nel 33% era localizzata prevalentemente al segmento cervicale e nel rimanente 15% a livello lombo-sacrale.

PROTOCOLLO DI TRATTAMENTO E PERIODI DI OSSERVAZIONE

I pazienti erano stati sottoposti nel periodo estivo, per tre anni consecutivi (1992, 1993, 1994), a cicli annuali di fangobalneoterapia presso le Terme di San Pellegrino.
Ogni ciclo comprendeva per 12 giorni applicazioni giornaliere di fango solfato-calcico alla temperatura di 48°C per 20' seguite da bagno della stessa durata nella medesima acqua a 37°C.
Il protocollo di studio a lungo termine adottato prevede l'osservazione dei paramatri di valutazione nei Periodi Intercura (P.I.) che consistono nei periodi di circa 12 mesi compresi tra 2 cicli di cura termale.
Abbiamo denominato P.I.0 i 12 mesi precedenti il primo trattamento termale avvenuto nell'estate del 1992. P.I.1 rappresenta il primo vero periodo intercura ed ugualmente P.I.2 e P.I.3 i consecutivi.
Lo studio iniziato nel 1992 si è svolto con modalità prospettiche fino all'estate del 1995 nella quale sono stati rilevati i dati relativi all'ultimo P.I.
Il campione iniziale è andato progressivamente riducendosi fino ai 96 casi per i quali abbiamo ottenuto una documentazione completa che, a nostro parere, è sufficientemente numerosa per gli scopi del lavoro.

PARAMETRI DI VALUTAZIONE

Per la descrizione in dettaglio ed il significato dei singoli parametri facciamo riferimento a pubblicazioni precedenti . Notiamo (Tab. 3) che sono divisibili in due gruppi. I primi 3 parametri riguardano l'evoluzione clinica della malattia, i rimanenti, socio-economici, si riferiscono alla spesa sociale affrontata per prestazioni mediche e provvedimenti di assistenza.
Per alcuni parametri come l'"Assunzione di farmaci", malgrado il rilevamento dei dati sia stato dettagliato, abbiamo preferito raggruppare le differenti classi in una valutazione totale per evitare l'eccessiva dispersione nella rappresentazione tabellare e grafica dei risultati. A causa di tale dispersione sarebbe stata difficoltosa l'elaborazione statistica per l'esiguità dei dati in alcuni sotto-parametri.
Non è nostro compito tradurre in termini monetari le eventuali riduzioni di spesa ottenibili, riteniamo tuttavia di poter fornire informazioni per permettere stime attendibili.

RISULTATI

La Tabella 3 riporta le medie dei valori dei parametri rilevati per ogni Periodo Intercura.
Per ogni media è riportato il numero di pazienti sui quali è stata calcolata. Abbiamo ritenuto opportuno considerare solo i pazienti che presentavano, almeno in uno dei due P.I. messi a confronto, valori dei parametri diversi da zero.
Non tutti i pazienti presentavano prima della terapia termale positività sintomatologiche per tutti i parametri o avevano usufruito di prestazioni sanitarie od assistenziali. Dovendo valutare delle variazioni abbiamo ritenuto corretto escludere questi casi dai conteggi delle medie e dalle analisi statistiche.
Sono stati invece considerati anche i pazienti che, partendo da un valore iniziale "0", sono peggiorati in seguito alla terapia termale.
Seguendo lo stesso principio abbiamo calcolato i dati riportati in Tabella 4. E' così possibile osservare le differenze tra i P.I. a cavallo delle cure termali.
Per l'analisi statistica è stato utilizzato il test "t" di Student.
Notiamo che le variazioni totali tra P.I.0 e P.I.1 (miglioramenti ottenuti dopo il 1° ciclo di terapia termale) sono tutte altamente significative ad eccezione del parametro "Giornate di ospedalizzazione".
E' abbastanza infrequente che pazienti affetti da artrosi del rachide in stadio termale, nel quale è indicato il trattamento crenoterapico, si trovino nella necessità di dover essere ospedalizzati per tale motivo. Questo rende ragione della bassa frequenza dei ricoveri; l'esiguità dei dati non consente inoltre un'attendibile valutazione statistica. I dati riferiti a questo parametro non saranno infatti valutabili anche negli anni seguenti.
Il confronto tra P.I.1 (periodo compreso tra la 1° terapia termale e la 2°) e P.I.2 (periodo seguente la 2° terapia termale) permette di valutare l'eventuale sommazione di effetti terapeutici dopo la ripetizione, ad un anno di distanza, del ciclo di cura termale.
I miglioramenti sono ancora significativi ad eccezione delle "Terapie riabilitative" e degli "Accertamenti diagnostici".
Alla luce di quanto emerso possiamo confermare la sommazione progressiva di effetti terapeutici.
Dopo il 3° anno di terapia (confronto tra P.I.2 e P.I.3) sono ancora significativi i miglioramenti riguardo il "Numero di episodi acuti" e la "Sintomatologia di fondo".
Per rendere di comprensione più immediata la rappresentazione grafica della variazione dei parametri nel corso degli anni abbiamo valutato le frequenze rispetto all'intero campione. (Tab. 5, Fig. 1).
L'elaborazione con t-test può evidenziare la significatività statistica e l'entità media delle variazioni ma non fornisce, a nosto parere, indicazioni particolarmente utili nella pratica clinica. Il test evidenzia infatti intervalli di confidenza basati sulle medie dei valori assoluti. Questi valori sono scarsamente predittivi sui risultati ottenibili singolarmente su ogni paziente.
Un corretto significato predittivo è quello espresso tramite l'analisi delle percentuali di miglioramento. Per questo motivo siamo ricorsi all'intervallo di confidenza basato sul Sign Test (Test di Fisher) secondo Thompson e Savur.
La Tabella 6 e la Figura 2 riportano gli intervalli di confidenza al 95% delle percentuali di miglioramento. E' utile ricordare che in questo caso l'intervallo di confidenza esprime un range all'interno del quale, con il 95% delle probabilità, è contenuto il valore del reale effetto del trattamento.
Osservando in Tabella 6 i primi dati (P.I.0 --> P.I.1) relativi al "Numero degli episodi acuti" possiamo affermare che un paziente affetto da artrosi del rachide in fase ed in stadio termale sottoposto ad un ciclo di fangobalneoterapia solfato calcica presso le Terme di San Pellegrino ha il 95% di possibilità di ridurre le riacutizzazioni annuali da un minimo del 33 ad un massimo del 50%.
Sulla 2° colonna (P.I.1 --> P.I.2) leggiamo che lo stesso paziente, se sottoposto l'anno seguente ad un ulteriore ciclo crenoterapico, ha il 95% delle probabilità di ridurre dal 33 al 50% il numero degli episodi acuti residui.
Dopo 3 cicli terapeutici (P.I.2 --> P.I.3) le riacutizzazioni rimaste hanno il 95% delle probabilità di subire un'ulteriore riduzione compresa tra lo 0 ed il 50%.
Il metodo di calcolo utilizzato non permette sempre di ottenere una fiducia esatta del 95%, quando il numero dei pazienti è inferiore a 25 la percentuale è prossima al valore ma non precisa.
Dalla Figura 2 appare chiaro il significato clinico-sanitario degli intervalli di confidenza.
Sui grafici sono riportate in ordinata le percentuali di miglioramento. L'ascissa è suddivisa in 3 sezioni; per ognuna sono espressi gli intervalli di confidenza relativi ai risultati ottenuti dal confronto di due Periodi Intercura consecutivi. I dati relativi alle variazioni statisticamente non significative non sono stati rappresentati.
Dai grafici appare chiaro il valore quantitativo dei miglioramenti. Ad esempio per il parametro "Assunzione di farmaci" notiamo che dopo un ciclo di terapia termale otteniamo (con il 95% di possibilità), nella migliore delle ipotesi, l'abolizione completa del consumo di medicinali e nel meno fortunato dei casi una riduzione del 50%.
Notiamo comunque l'ottimo miglioramento di tutti i parametri socio-economici dopo un ciclo di terapia.
Le terapie riabilitative e gli accertamenti diagnostici hanno intervalli di confidenza al 95% compresi tra il 100% ed il 100%.
Nei grafici abbiamo anche riportato il numero dei pazienti rimasti positivi in modo da porre in relazione l'intervallo di confidenza con la numerosità del campione alla quale fa riferimento. In questo modo possiamo contemporaneamente porre in risalto la riduzione progressiva dei pazienti positivi.
E' così possibile notare che per alcuni parametri variazioni non significative sono in relazione ad un numero esiguo di pazienti. Osservando ad esempio i parametri "Terapie riabilitative" ed "Accertamenti diagnostici", dopo il 1° ciclo di terapia si assiste ad un notevole miglioramento a seguito del quale pochi pazienti avranno necessità di ricorrere a tali prestazioni sanitarie. Proseguendo le terapie termali non si assiste ad ulteriori incrementi di effetti perché il 1° trattamento era stato sufficiente a ridurre la maggior parte delle esigenze terapeutiche e diagnostiche.


CONCLUSIONI

Lo studio a lungo termine con parametri clinico-sintomatologici e socio-economici ha permesso di confermare il ruolo terapeutico e preventivo della fangobalneoterapia solfato-calcica sui pazienti affetti da artrosi del rachide. Il rilevamento dei dati nel periodo di 4 anni, nel quale i pazienti sono stati sottoposti ogni 12 mesi circa a terapia termale, ha evidenziato per molti parametri sommazione progressiva di effetti.
Il risultato conferisce e conferma validità scientifica alla ripetizione annuale del trattamento crenoterapico.
Il calcolo degli intervalli di confidenza basato sul Sign Test ha fornito indicazioni circa la significatività clinica e socio-sanitaria dei risultati ottenuti attraverso gli intervalli delle percentuali di miglioramento ottenibili con la terapia termale. Dal punto di vista clinico i dati emersi assumono un'importanza preminente perché possiedono un valore quantitativo e predittivo per ogni paziente.
Alla luce di quanto emerso la fangobalneoterapia, per i risultati clinici ed economici, si pone come terapia d'elezione nelle affezioni artrosiche della colonna vertebrale purchè trattate in fase ed in stadio termale.

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