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collana
diretta da Karin
Birge Büch e Marco Castellari
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Grete Weil: Mia
sorella Antigone A cura di Karin Birge Büch,
Marco Castellari e Andrea Gilardoni. Milano:
Mimesis 2006, 314pp. (Il quadrifoglio tedesco; 1)
Non
ho detto no – dire no, l’unica libertà indistruttibile, Antigone
ne ha fatto magistralmente uso – io ho detto sì. Sì, lascio la
Germania, sì, non sono più tedesca, sì, smetto di scrivere, sì, mi
cucio la stella gialla sui vestiti, sì, batto a macchina lettere
nella maledetta Schouwburg, sì, prendo un altro nome, sì, non faccio
nessun tentativo di liberare Waiki dal KZ con la forza, sì, non
faccio fuori lo Hauptsturmführer. Così mi salvo la vita, così mi
abolisco da sola. Ciò che è stato abolito non può rinascere, né
per magia né per grazia.
Mia
Sorella Antigone
(1980) è un romanzo
mitico, storico e autobiografico assieme: il lettore segue i pensieri
della narratrice che, dall’alba al tramonto di un giorno
dell’“autunno tedesco”, ripercorre con spietata e lirica lucidità
la sua vicenda personale. In parallelo si dipana la rievocazione di
Antigone, figura sororale che si rivela impermeabile a una facile
identificazione e spinge a una riflessione senza sconti sulla libertà,
sulla resistenza e sulla colpa.
Grete Weil (1906-1999) scrittrice ebrea tedesca cresciuta a Monaco, studiò nella città bavarese, a Berlino e a Francoforte prima dell’esilio ad Amsterdam a causa della persecuzione razziale. Sfuggita solo fisicamente alla shoah – il marito Edgar Weil fu deportato e ucciso a Mauthausen, Grete sopravvisse prima lavorando al Consiglio Ebraico, quindi dandosi alla clandestinità – tornò in Germania nel 1947 e iniziò un’intensa produzione letteraria al cui centro è la problematica rappresentazione della shoah e dei suoi effetti sull’identità personale e sulla società tedesca, nel segno esplicito di un rifiuto di qualsiasi semplicistica “rielaborazione del passato”. A lungo ignorata dalla critica e dal pubblico, giunse a un relativo successo con Mia sorella Antigone e con i successivi romanzi degli anni ’80. |
| Leggi la prefazione! | RECENSIONI: |
| Leggi il primo capitolo! | Eva Banchelli: L'autunno tedesco ("L'INDICE" 2008/11, p. 6) |
| Maurizio Ghiretti ("MOSAICO" 24 settembre 2008 > leggi!) | |
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Peter
Weiss: Inferno. Testo drammatico
e materiali critici A
cura di Marco Castellari Milano:
Mimesis 2008. 268 pp. (Il quadrifoglio tedesco; 6)
Inferno,
dramma scritto nel 1964 e qui proposto in prima edizione italiana con
testo a fronte, rimase manoscritto fino al 2003: l’autore lo aveva
inteso quale prima parte della trilogia drammatica Divina Commedia,
mai portata a compimento, che del modello dantesco voleva essere una
trasformazione attualizzante e del tutto mondana. In trentatré canti
Weiss ci propone il ritorno-incubo dell’esule Dante nella sua città
d’origine, che assomiglia assai più a un angolo della Germania del
dopoguerra che alla Firenze del Trecento. Fatto oggetto di derisione,
sfruttamento e tortura dalle figure grottesche quanto minacciose che
il lettore italiano ben ricorderà immortalate nelle terzine
infernali, il poeta comprende che nella commedia umana, troppo umana
dell’aldiquà i colpevoli sono ancora impuniti e spadroneggiano in
un mondo dove non vigono né contrappasso né giustizia. Peter Weiss (1916-1982), scrittore ebreo di lingua tedesca, dovette lasciare nel 1935 la Germania nazista e, dopo soggiorni a Londra e a Praga, raggiunse la Svezia, paese di cui assunse la nazionalità nel 1946 e in cui visse fino alla morte. Rimaste nel cassetto le prime prove letterarie in tedesco, fino agli anni Cinquanta affiancò alla scrittura in svedese una vasta e notevole produzione pittorica e la regia di film sperimentali. L’apprezzamento della critica giunse con il ritorno alla lingua madre in L’ombra del corpo del cocchiere (1959) e nei successivi romanzi autobiografici, il successo internazionale con il dramma Marat/Sade (1963) e con L’istruttoria (1965), oratorio documentario sul processo di Francoforte che diede finalmente avvio a un pieno confronto della società tedesca con la Shoah. La sua monumentale Estetica della resistenza (1975-81), grandioso affresco e testamento spirituale incredibilmente ancora non tradotto in italiano, è l’ultimo grande romanzo-saggio del Novecento tedesco. |
| RECENSIONI: | |
| IN PREPARAZIONE PER IL 2009/10: | Eva Banchelli ("L'INDICE" 2009/5, p. 29) |
| Anna Seghers: I morti restano giovani | |
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Jana
Hensel: Zonenkinder. I figli della Germania scomparsa A cura di Karin Birge Gilardoni-Büch. Con un saggio di Tiziana Gislimberti. Traduzione di Maria Giovanna Zini. TESTO A FRONTE Milano: Mimesis 2009, 250pp. (Il quadrifoglio tedesco; 7) ISBN 9788884838346 – € 16,00. Berlino,
9 novembre 1989: cade il
muro che per 28 anni ha tagliato in due la città. Zonenkinder
– I figli della Germania scomparsa
ci dà una risposta. È la testimonianza di una generazione che nel
1989 ha sperimentato al tempo stesso la fine di uno stato e della
propria adolescenza. Osservatrice e assieme protagonista dei fatti
narrati, l’autrice rende conto in queste pagine di uno shock
culturale vissuto da milioni di persone.
Jana
Hensel è nata nel 1976 nei pressi di Lipsia; attualmente vive e lavora a Berlino.
Con Zonenkinder (2002), suo
esordio letterario, ha suscitato scalpore e accesi dibattiti. Nel 2008
è uscito Neue deutsche Mädchen,
altro testo autobiografico-generazionale, scritto a quattro mani con
Elisabeth Raether. Questa è la prima traduzione italiana di una sua
opera. |
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Ulrich
Mählert:
La DDR. Una storia breve, 1949-1989
Il 3 ottobre 1990, tre giorni prima del 41° anno dalla sua fondazione, la Repubblica democratica tedesca smise di esistere come stato. Nei ricordi delle persone essa continua a vivere, all’Est come all’Ovest, tra nostalgia per il passato, film e revival, condanna senza appello di uno stato e della sua popolazione e tentativi di minimizzare quella che è stata chiamata la «seconda dittatura tedesca». La DDR. Una storia breve ci offre una sintesi essenziale ed equilibrata di quarant’anni di storia.
Ulrich Mählert è un punto di riferimento per la ricerca e la didattica sulla storia della DDR e del comunismo sovietico. Tra i suoi numerosi studi: la Libera gioventù tedesca, le purghe staliniane negli anni 1936-1953 e la rivolta operaia del 17 giugno 1953.
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| IN PREPARAZIONE PER IL 2010 | |
| Walter Kempowski: Lei lo sapeva? I tedeschi rispondono | A
cura di Marco Castellari, Andrea Gilardoni e Karin Birge Gilardoni-Büch Postfazione di Eugen Kogon. Con un saggio di Raul Calzoni e un glossario storico di Andrea Gilardoni e Anna Ruchat. Traduzione sotto la supervisione di Anna Ruchat. TESTO A FRONTE |
Hatice Akyün: Einmal Hans mit scharfer Soße. |
A
cura
di Adriano Murelli. |
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Tiziana
Gislimberti: Mappe della memoria. Milano:
Mimesis 2008, 208pp. (Il quadrifoglio tedesco; 5) Il volume
offre un’ampia panoramica delle modalità (e dei problemi) con cui
– dopo il crollo della DDR –
si è attuata l’unificazione tedesca. Il punto centrale su cui si
sofferma è la Ostalgie: la nostalgia per
lo scomparso stato tedesco orientale, che sembra ancora vivere nella
dimensione collettiva. La dialettica tra storia e memoria rivela che
buona parte dei tedeschi orientali non si identifica con la
prospettiva che condanna la DDR come dittatura totalitaria
di cui è opportuno cancellare ogni traccia. Lo testimoniano le
innumerevoli autobiografie pubblicate
in Germania dopo la caduta del muro. Particolarmente intriganti sono
quelle degli autori dell’ultima generazione: quegli autori che, pur
avendo vissuto solo l’infanzia nello scomparso stato socialista,
vogliono ricostruire un passato di cui si sono perse le tracce.
Vogliono riviverlo – come autoaffermazione
contro l’oblio – nella dimensione narrativa. Tiziana Gislimberti (Bolzano, 1962), laureatasi in Lingue e Letterature straniere a Pavia, ha conseguito il dottorato in Filosofia delle Scienze Sociali e Comunicazione Simbolica presso l’Università degli Studi dell’Insubria (Varese – Como), dove è anche docente di lingua tedesca. In qualità di insegnante di Lingua e Civiltà Tedesca presso la scuola secondaria, si occupa di didattica della lingua a cui unisce un interesse teorico per la cultura tedesca nelle sue forme socio-simboliche e letterarie. |
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| Daniela
Nelva:
Identità
e memoria. Lo spazio autobiografico nel periodo della riunificazione tedesca. Stefan Heym, Günter de Bruyn, Heiner Müller, Günter Kunert. Prefazione di Luigi Forte. Milano: Mimesis 2009, 197pp. (Il quadrifoglio tedesco; 8) ISBN 97888884839367– € 16,00. A partire dagli ultimi anni Ottanta, numerosi autori tedeschi vissuti più o meno a lungo nella Repubblica democratica hanno sentito la necessità di riflettere sul proprio “duplice” passato, quello del nazismo e della guerra prima, quello del socialismo reale nei suoi momenti cruciali poi. Ne è testimonianza il notevole incremento, nel periodo della riunificazione delle due Germanie, della scrittura autobiografica, da interpretarsi al contempo come spazio di un individuale percorso di memoria e come momento di una verifica delle scelte ideologiche compiute. Al centro del presente lavoro sono le autobiografie di quattro importanti intellettuali della Rdt: Stefan Heym, Günter de Bruyn, Heiner Müller, Günter Kunert. In una prospettiva alternativa a quella storiografica, il racconto del singolo diventa in queste opere chiave d’accesso all’orizzonte collettivo del passato tedesco. Daniela Nelva ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Letteratura tedesca presso l’Università degli Studi di Torino. Ha pubblicato contributi, oltre che sul genere letterario dell’autobiografia, su Robert Musil, Thomas Mann, Günter Grass e sullo scrittore tedesco-rumeno Richard Wagner. Collabora attualmente con il Dipartimento di Scienze del linguaggio e Letterature moderne e comparate dell’Università degli Studi di Torino.
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daf - didattica della lingua tedesca
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Marita
Kaiser: Text-Produktion. Lehr, Übungs- und Handbuch A2-C2
Milano: Mimesis
2007. (Il quadrifoglio tedesco; 2) Descrivere,
riferire, interpretare, riassumere o fare una relazione sono atti di
comunicazione che pratichiamo quotidianamente nei più diversi
contesti. Ogni forma di espressione sia orale che scritta – nella
lingua madre come nella lingua straniera – presuppone però per la
buona riuscita dell’atto di comunicazione: una sicurezza linguistica
che riguarda non solo la lingua ma anche la forma e il contenuto
specifico del tipo di testo.
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Paola
Lehmann, Schritt für Schritt in die deutsche Sprache.
2a edizione - Milano:
Mimesis 2008. (Il
quadrifoglio tedesco; 3) Questo manuale, nato nel corso degli anni di lavoro con gli studenti universitari, si rivolge a coloro che, pur avendo una certa conoscenza del tedesco, tuttavia desiderano ripassare la grammatica a partire dalle sue basi. Ogni lezione si suddivide in tre parti: la prima presenta uno o più testi sui quali lavorare, la seconda consiste in spiegazioni ed esercizi di grammatica, la terza propone esercizi per ampliare il proprio vocabolario. L’accesso ai testi presentati è agevolato dal lavoro sul lessico e sulle strutture grammaticali già note, che nel corso delle lezioni sono via via riprese e approfondite. Filo conduttore dei testi è l’individuo nei suoi rapporti con il mondo che lo circonda, la famiglia, l’amicizia, l’amore, le proprie scelte di vita e il destino. Il linguaggio utilizzato non si limita dunque a coinvolgere termini e strutture utili alla comunicazione concreta di tutti giorni, ma cala piuttosto lo studente nella sfera più emotiva e profonda della lingua, la sfera della leggenda, della fiaba, della poesia, dove personaggi reali e di fantasia comunicano e svelano il loro mondo. Paola Lehmann, nata a Milano, vissuta in Italia e in Germania, cresciuta tra due lingue, due culture e due mentalità, si è laureata in Germanistica alla Università degli Studi nel 1994. Lavora presso la facoltà di Lingue e letterature straniere dal 1996. In Germania ha insegnato tedesco agli stranieri (DaF) e in Italia si è specializzata nell’insegnamento della lingua straniera per l’infanzia alla Scuola Steineriana di Milano. La sua formazione ha privilegiato gli aspetti pedagogici e didattici, consentendole di sviluppare un metodo mirante a trasmettere il tedesco partendo dalla comunicazione quotidiana e “imitando” il naturale processo di apprendimento della lingua materna. Negli ultimi anni, utilizzando strumenti informatici e piattaforme di e-learning per l’insegnamento del tedesco, ha sviluppato un corso interattivo a disposizione di studenti e insegnanti (www.deutsch-online.it). In campo letterario ha pubblicato l'articolo Hugo von Hofmannsthal e la dimensione metafisica del destino ("Studia Austriaca" VI/ 1998). |
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Bettina
Klein: Dieci ricette per un tedesco al dente. Milano:
Mimesis 2008 (Il quadrifoglio tedesco; 4) Dopo molti anni di studio della lingua tedesca ti sembra di fare ancora gli stessi errori? Il metodo contrastivo sviluppato in questo volume unico nel suo genere ti farà capire perché. Ti fornirà alcune “ricette” per migliorarti, facendo interagire le più efficaci pratiche didattiche con i risultati delle più recenti e avanzate teorie cognitive per l’apprendimento delle lingue straniere. La piccola grammatica che stai per acquistare è stata concepita per gli studenti di tedesco di livello B1: si rivolge perciò agli studenti delle ultime classi della scuola superiore, agli studenti universitari e a tutti coloro che desiderano rinfrescare il proprio tedesco.
Bettina Klein, laureatasi in lettere alla Goethe-Universität di Francoforte, ha proseguito gli studi come borsista del DAAD per un anno di English and American Studies alla Washington University di St. Louis, Missouri (Usa). Si è abilitata all’insegnamento nelle scuole secondarie a Offenbach, in Germania, come docente di latino e inglese. Dopo aver svolto anche attività di ricerca a livello internazionale in letterature comparate (su Omero e Joyce), a partire dal 1990 è lettrice di tedesco presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Pisa. Dal 2002 tiene inoltre relazioni alla SSIS di Firenze sull’insegnamento del tedesco con il metodo contrastivo. |
| IN PREPARAZIONE PER IL 2009/10 | |
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Marita
Kaiser (cur.): Generation Handy. Wortreich
sprachlos? Die Generation Handy wächst als erste unter dem Einfluss neuer Informations- und Kommunikationstechnologien gänzlich wireless auf. Welchen medialen und sozio-kulturellen Einflüssen ist sie dadurch ausgesetzt? Was bewegt diese Generation? Welche Normen und Werte bestimmen ihre Entwicklung und ihr Verhalten? Wie verhält sie sich sprachlich? Wie lernt und handelt sie? Wie wandelt sie sich? Auf diese und ähnliche Fragen versuchen die in diesem Band versammelten Beiträge aus den Bereichen Psychologie, Soziologie, Linguistik sowie Deutsch als Fremdsprache zu antworten. La generazione telefonino è la prima a crescere wireless, immersa com’è nelle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Quali influenze hanno i media e il contesto socioculturale su questa generazione? Quali emozioni e quali desideri la guidano? Quali norme e quali valori determinano il suo sviluppo e il suo comportamento? Come interagisce linguisticamente? Come impara, come studia, come opera, come si trasforma? I contributi pubblicati in questo volume, di autori tedeschi e italiani, cercano possibili risposte a queste e a simili domande da prospettive psicologiche, sociologiche, linguistiche e didattiche, con una particolare attenzione all’insegnamento del tedesco come lingua straniera nelle università italiane.
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Karin
Birge Gilardoni-Büch
ha
conseguito il titolo di dottore di ricerca presso la
Friedrich-Schiller-Universität di Jena e insegna lingua tedesca presso la
Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. La sua
ricerca verte sui seguenti ambiti: letterature comparate; letteratura e memoria
storica; letteratura e pregiudizio antiebraico; il concetto di immaginazione nel
Romanticismo; la letteratura della DDR.
Marco
Castellari
è
ricercatore di Letteratura tedesca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università degli Studi di Milano. Si occupa principalmente dell’opera
e della fortuna di Friedrich Hölderlin e della ricezione del classico, del
contributo ebraico e delle forme drammatiche nella letteratura di lingua tedesca
del Novecento.
La
germanistica in Italia presenta una lacuna: manca infatti un luogo nel quale si
possano affiancare testi letterari in lingua originale e in traduzione,
materiali didattici e strumenti di lavoro per docenti e studenti, ma anche per
operatori culturali in senso lato e professionisti. In generale, manca un luogo
di scambio culturale e professionale tra Italia e paesi di lingua tedesca.
La serie blu presenta testi di saggistica e critica letteraria, studi, monografie e antologie; la serie cipria offre testi letterari con versione originale a fronte, con particolare attenzione a opere non presenti sul mercato italiano, soprattutto in ambito contemporaneo; in fucsia si propongono strumenti per la didattica, come grammatiche, eserciziari e raccolte di testi da utilizzare a lezione; il colore arancio contraddistingue il settore della cosiddetta Landeskunde, che include storia, politica, cultura e società; lo stelo, verde, vuole rappresentare le radici, la lingua, e include vocabolari, glossari tematici e ricerche di linguistica.
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